Il Cammino del Lago Maggiore nasce da un progetto di giovani under 35 che, con passione e attenzione, ha unito le sponde del lago attraverso un percorso di 230 km. Caterina Salvo di Tracciaminima racconta l’esperienza di un progetto che valorizza il territorio con mappature partecipate e iniziative di inclusività.

Un progetto che coniuga turismo lento, impegno sociale, partecipazione e sostenibilità. Nato dall’idea di un gruppo eterogeneo di giovani sotto i 35 anni- Tracciaminima– il Cammino del Lago Maggiore è il frutto di quattro anni di lavoro sul territorio. Quattro anni in cui sono state raccolte esperienze, competenze e voci diverse, con l’obiettivo di costruire un percorso che non sia solo un itinerario fisico, ma anche un’occasione di dialogo tra chi vive il lago e chi lo visita. Attraverso la mappatura partecipata, si è dato forma a un cammino che valorizza le bellezze naturali e culturali. Promuovendo una nuova idea di viaggio, sostenibile e inclusivo. Caterina Salvo, co-fondatrice di Tracciaminima, ci racconta la genesi del progetto e l’esperienza del giro inaugurale, recentemente conclusa.
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Chi siete e di cosa vi occupate? Perché Tracciaminima?
Siamo un gruppo di giovani con competenze diverse, accomunati dalla passione per il camminare e la voglia di dare un contributo positivo al Lago Maggiore. Il nostro motto è porci a metà tra turisti e abitanti, facilitando un dialogo in un’epoca segnata dal turismo di massa e dall’abbandono dei piccoli centri. Tracciaminima esprime il nostro modo di muoverci sul territorio, lasciando una minima traccia, e rappresenta un turismo lento, sostenibile e responsabile. Spesso basta unire i puntini per creare qualcosa di nuovo, come il Cammino del Lago Maggiore, nato proprio per unire le sponde del lago.

Il vostro impegno sul Cammino del Lago Maggiore: cosa significa mappatura partecipata?
Il Cammino del Lago Maggiore è il risultato di 4 anni di lavoro iniziato nel 2020 durante il lockdown, quando abbiamo esplorato i sentieri intorno al lago. Non è un progetto nostro, ma del lago stesso, che si dà un cammino nuovo per farsi conoscere. Tra il 2022 e il 2023 abbiamo realizzato un ciclo di mappature partecipate coinvolgendo guide, abitanti e appassionati. Con un’app gratuita abbiamo raccolto dati e foto georeferenziate per capire cosa vedere e dove passare. Il percorso ufficiale oggi è frutto di questo confronto e si può vedere sulla mappa interattiva del nostro sito.
Cos’è il progetto Ammappala sull’accessibilità in natura?
Ammappala nasce per esprimere la meraviglia di scoprire il territorio insieme, davvero per tutte e tutti. Dopo aver riflettuto sulla partecipazione, ci siamo formati sull’accessibilità in natura con esperti italiani, e abbiamo organizzato uscite con joelette, interpreti LIS e accompagnatori per persone con disabilità motorie o sensoriali. Il risultato più bello è stato portare nei boschi chi credeva impossibile farlo e creare gruppi eterogenei di amanti dell’outdoor. Il Cammino non è ancora accessibile, ma il nostro obiettivo è ascoltare esigenze diverse e organizzare esperienze inclusive per tutti.

Da quello che abbiamo appreso il primo step è mettersi in ascolto delle esigenze, perché nessun bisogno è uguale ad un altro e tutte/i devono sentirsi liberi di esprimere le proprie esigenze sapendo di avere dall’altra parte chi ascolterà con l’attenzione propositiva di attivarsi affinché siano accolte. Questo infatti il nostro obiettivo: riuscire a far conoscere queste possibilità, far sì che chi ha un bisogno specifico si senta libero/a di esprimerlo. Noi faremo di tutto per organizzare delle esperienze inclusive, e avere un’offerta costante di proposte di attività inclusive in natura sul territorio.
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Ci raccontate cosa avete fatto dal 24 aprile al 4 maggio? Come è andata?
Per festeggiare il percorso realizzato, abbiamo ripercorso le 11 tappe e i 230 km del Cammino in 11 giorni, aperti a chiunque volesse unirsi anche solo per un giorno. Il riscontro è stato altissimo, molto di più delle nostre aspettative! Oltre 150 persone hanno condiviso passi e storie, creando un’atmosfera di festa e calore. Questo evento ci ha dato nuova energia e motivazione per i prossimi passi, come la creazione della credenziale del pellegrino e la rete di strutture convenzionate. E anche se ancora un po’ indolenziti, stiamo già pensando a quando potremo tornare a camminare tutto il percorso!


[Immagini Tracciaminima. Cover photo @Maria Salvi]