Danimarca, Svezia e Norvegia hanno dato vita a un boicottaggio serio e organizzato dei prodotti provenienti dagli Stati Uniti, in opposizione alla politica dell’Amministrazione Trump.
A partire dal mese di febbraio i paesi del nord Europa, in particolare Danimarca, Svezia e Norvegia, hanno avviato un boicottaggio, da parte di privati cittadini e aziende, dei prodotti e servizi statunitensi. L’azione è una reazione diretta alla politica internazionale dell’amministrazione Trump, con le sue posizioni aggressive su temi come la guerra in Ucraina e la Groenlandia, di cui il presidente Usa ha dichiarato di voler prendere il controllo.
Trump a Davos dice addio alle politiche green a tutela del clima e dell’ambiente
“Boykot varer fra USA”
Il boicottaggio dei prodotti statunitensi ha avuto inizio in Danimarca con il gruppo Facebook “Boykot varer fra USA”, che conta oggi oltre 90.000 membri, nato con l’obiettivo di fornire agli utenti informazioni e liste di prodotti americani da evitare, suggerendo alternative europee. Inoltre, la grande azienda di distribuzione alimentare danese, Salling, ha iniziato a segnalare i prodotti europei con una stella nera sui cartellini, aiutando i consumatori che vogliono boicottare quelli statunitensi. L’amministratore delegato del gruppo, Anders Hagh, ha dichiarato che la loro non è una scelta politica e che i loro supermercati continueranno a offrire marchi provenienti da tutto il mondo.
La diffusione del boicottaggio in Svezia e Norvegia
Ben presto il boicottaggio si è diffuso anche in Svezia e Norvegia, tanto che le vendite delle auto Tesla, per esempio, sono crollate rispettivamente del 44% e del 70% nei due paesi.
Un ulteriore segno della protesta è arrivato dal settore energetico: Haltbakk Bunkers, il principale fornitore di carburante per le navi commerciali e militari nei porti norvegesi, ha annunciato di voler cessare le forniture di carburante alle navi statunitensi per motivi morali.
Il ministro della difesa Tore O. Sandvik ha però dichiarato che la decisione di Haltbakk Bunkers non riflette la politica ufficiale del governo norvegese e che le navi statunitensi continueranno a ricevere forniture di carburante.
Intervista a Erik Ahlström, l’ecologista svedese che ha inventato la parola Plogging
