Pagamenti digitali, la ricerca: meno emissioni rispetto ai contanti

pagamenti digitali

In merito ai pagamenti digitali sono sempre più diffuse le ricerche e gli studi che tentano di rispondere alla domanda: inquinano di più i pagamenti con la carta o quelli in contanti? Per fare un po’ di chiarezza sull’argomento ecco una panoramica sugli ultimi dati ottenuti. 

Cosa dicono gli studi

La De Nederlandsche Bank ha commissionato uno studio con l’intento di analizzare meglio la questione dell’inquinamento legata ai pagamenti. La ricerca, visionata dall’ente senza scopo di lucro Rete Clima, ha dimostrato che tra i contanti e i pagamenti cashless sono proprio questi ultimi a essere più green. Le carte, infatti, oltre a essere più veloci e semplici da utilizzare per effettuare dei pagamenti, hanno anche un minore impatto ambientale, dato che producono 3,78 grammi di CO2, a differenza dei contanti che ne producono 4,6 grammi. Per fare un paragone, un’automobile emette 42 grammi di CO2 per ogni chilometro percorso. 

Innovazione e tradizione, la sterlina diventa di plastica

Nel caso dei contanti ciò che porta un maggiore livello di inquinamento è la produzione stessa delle banconote e delle monete, seguita dalle operazioni di prelievo e versamento presso gli ATM, così come il loro trasporto e la manutenzione. 

Come si consuma con i pagamenti

Per entrare più nello specifico dei consumi dovuti ai pagamenti bisogna analizzare le loro cause. Per quanto riguarda i contanti, come già detto precedentemente, influisce molto tutto ciò che riguarda la produzione e le transazioni effettuate con essi. 

Mentre per le carte, le loro emissioni sono dovute principalmente ai POS, che spesso rimangono accesi 24 ore su 24 anche se in standby e alle emissioni degli scontrini. Si tratta però di consumi che vedono in un futuro prossimo un ampio margine di miglioramento, con un taglio stimato di circa il -44%. Questa riduzione dei consumi sarà possibile soprattutto grazie a un’ottimizzazione di questi device e all’impiego di pos portatili di ultima generazione, sempre più funzionali e sostenibili (anche) per l’ambiente. 

A tutto questo si aggiunge l’impegno sempre più concreto verso le energie rinnovabili per alimentare tutti i dispositivi di pagamento, dai POS agli ATM. 

Mario Kart, la sfida per ridurre la povertà globale insegnata dal famoso videogioco

I pagamenti digitali, anche grazie alla facilità con cui possono essere effettuati, si stanno facendo sempre più strada. Una crescita notevole a svantaggio dei contanti si era verificata già durante la pandemia, ma oggi ancor di più, come dimostrano i dati. Secondo gli esperti dell’Osservatorio del Politecnico di Milano entro fine anno raggiungeranno un valore tra i 425 e i 440 miliardi, molto vicino a quello di transito dei contanti. Tra i vari strumenti di pagamento, gli smartphone e wearable sono molto usati: nel primo semestre del 2023, infatti, il transato effettuato con questi device ha raggiunto i 12,2 miliardi di euro (+97%), mentre le transazioni crescono del 108% per un totale di 450 milioni.

Questa modalità di acquisto, infine, è destinata a diventare sempre più popolare grazie anche alle minori emissioni che produce, nell’ottica della salvaguardia del pianeta.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

I più letti

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Torino n. 36 del 17/12/2014 | Associazione culturale Ambiente in Circolo editrice | © 2014/2020 eHabitat.it

Ultimi articoli di Inquinamento

cannucce di carta

Tutti odiano le cannucce di carta. Ma servono davvero a qualcosa?

Tutti odiano le cannucce di carta, ma quanto aiutano davvero l’ambiente? Tra plastica, produzione e usa e getta, il loro impatto è meno ovvio. C’è un raro consenso collettivo che attraversa generazioni e abitudini: le cannucce di carta non piacciono a nessuno. Si deformano, si ammorbidiscono, alterano l’esperienza del bere... Leggi tutto
Chernobyl struttura di contenimento

Chernobyl, struttura di contenimento danneggiata dall’attacco russo

A Chernobyl è ancora allarme sicurezza, Greenpeace Ucraina svela i danni provocati dalla guerra alla struttura di contenimento, con rischio di rilascio polveri radioattive A quarant’anni esatti dal più grave incidente nucleare della storia, Chernobyl continua a far parlare di sé anche per le conseguenze della guerra in Ucraina. Il... Leggi tutto
microplastiche nei pasti pronti report di Greenpeace

Microplastiche nei pasti pronti, Greenpeace lancia l’allarme

Are We Cooked? è il report di Greenpeace che spiega i pericoli delle microplastiche nei pasti pronti e le modalità in cui i contenitori di plastica le rilasciano sugli alimenti che ingeriamo Microplastiche nei pasti pronti. Un recente studio diffuso da Greenpeace segnala che il riscaldamento delle pietanze all’interno di... Leggi tutto
Go toTop