Processo Eternit bis, la condanna a 12 anni di Stephan Schmidheiny

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Condanna di Stephan Schmidheiny a 12 anni di reclusione al processo Eternit bis, un messaggio di speranza per tutti i processi di amianto

La condanna di Stephan Schmidheiny a 12 anni di reclusione dimostra che l’impianto accusatorio ha retto: è una piccola rivincita per tutta la cittadinanza di Casale Monferrato, che è stata violata in tutti questi anni”, ha dichiarato a caldo Laura Mara, avvocata di Medicina Democratica, parte civile nel processo al magnate svizzero, con AIEA, Associazione Italiana Esposti Amianto, assistita dall’avvocato Sergio Bonetto. “Perchè – ha proseguito – se pur vi è stata una riqualificazione del reato da doloso in colposo, è scattata comunque una pena importante di 12 anni di reclusione, con una pena accessoria rilevante di interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. Indipendentemente dal numero di anni comminati, questa sentenza è un messaggio importante nel panorama giurisprudenziale italiano, un vero e proprio messaggio di speranza per tutti processi di amianto pendenti, perchè è stata riconosciuta la teoria multistadio e l’accelerazione del tempo all’evento, l’abbreviazione della latenza, nei casi di mesotelioma pleurico”.

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La sentenza, che ha riqualificato il reato da omicidio doloso a omicidio colposo aggravato, ha comminato, quindi, una pena di reclusione a 12 anni per la morte di numerose vittime di Casale Monferrato, per pochi casi c’è stata l’assoluzione e per altri, per effetto della riqualificazione, c’è stata la prescrizione: si attendono le motivazioni per una valutazione più compiuta.

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Erano le 18,47, dopo oltre 7 ore di Camera di Consiglio, quando il Presidente della Corte d’Assise di Novara Gianfranco Pezone ha iniziato la lettura della sentenza del processo Eternit bis per le 392 vittime di amianto di Casale Monferrato:”Un’ora e una data che segnano una tappa importante nella vicenda drammatica e pluriennale dei processi di amianto in Italia, che troppo spesso si risolvono in pene irrisorie o peggio nella prescrizione del reato– ha dichiarato Fulvio Aurora, responsabile delle vertenze giudiziarie di Medicina Democratica e AIEA – Una sentenza che può rappresentare una svolta nelle decine di processi per vittime da amianto in corso in Italia e segnare una tappa importante nella giurisprudenza in materia”.

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