La camomilla, coltivazione e proprietà benefiche

la camomilla

La camomilla è una pianta officinale popolare per le sue innumerevoli proprietà benefiche. Ecco una guida sulla coltivazione e gli usi della pianta.

Esistono vari tipi di camomilla in natura. In casa utilizziamo la camomilla comune (Matricaria recutita), chiamata anche tedesca, e la camomilla romana (Chamaemelum nobile).

Prendersi cura del proprio orto con l’inizio della primavera

Come si coltiva

La camomilla predilige i terreni esposti al sole, ma non eccessivamente secchi. Attenzione però ad esagerare con le bagnature. I ristagni d’acqua e l’eccessiva umidità infatti portano la pianta a marcire. Attenzione anche all’acidità del terreno poiché la camomilla non cresce in terreni acidi.

La camomilla comune si semina. Prima della semina bisogna lavorare il terreno con abbondante compost. La semina avviene in primavera e si può effettuare a “spaglio” direttamente sul terreno (quindi senza creare solchi ma semplicemente gettando i semi sulla terra lavorata per poi coprirli con un altro sottile strato di terra).

La camomilla romana invece si trapianta: a fine estate, caduti i fiori, prelevate delle parti di fusto provviste di radici. Mettetele in vasetti e trapiantatele in primavera per far crescere una nuova pianta.

Si tratta di una pianta spontanea, quindi continuerà a propagarsi autonomamente. Attenzione solo a lasciare lo spazio sufficiente alla ramificazione tra un fiore e l’altro.

La fioritura avviene da maggio a settembre e in questo periodo possiamo raccogliere i fiori e essiccarli per l’utilizzo. Il processo di essiccazione deve avvenire in un luogo fresco e asciutto per 2/3 giorni, è sconsigliato farli essiccare al sole per evitare che la pianta perda l’aroma.

Non è una pianta che viene attaccata da particolari parassiti o malattie, quindi è molto semplice da coltivare.

Utilizzi e proprietà della camomilla

La camomilla ha diversi usi ed è elencata tra le piante officinali. I capolini (la parte gialla del fiore) contengono le sostanze attive e vanno utilizzati entro un anno dalla raccolta, altrimenti le perdono.

L’infuso allevia l’ansia, ma anche il mal di testa, il mal di stomaco, i dolori mestruali, il mal di schiena e le coliche nei neonati. Inoltre viene usata nella cosmetica per la preparazione di shampoo, creme, oli essenziali, ma anche per scrub e maschere.

La pianta, se piantata nell’orto, aiuta lo sviluppo di erbe, cetrioli, cavoli e cipolle.

Coltivare per reddito

È una pianta che desta un buon interesse da un punto di vista economico. È richiesta da grossisti, erboristerie, laboratori di estrazione galenici, omeopatici e cosmetici. Su un ettaro si possono ricavare fino a 400 kg di capolini puri.

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Martina Zago

Nata nel 2000 nella provincia milanese, frequenta il terzo anno della facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Torino. Curiosa e intrepida, non perde mai occasione per viaggiare lontano, ma anche per fare nuove esperienze dietro casa. Ama stare all’aria aperta, ama le piante e i fiori, e anche prendersene cura. L’aggettivo che la descrive meglio è “creativa”, le piace leggere, scrivere e impegnarsi in qualsiasi progetto stimoli la sua mente.

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