7 Settembre 2022

Curiosità su uno degli alimenti più amato al mondo: la pizza

pizza patrimonio unesco

La pizza fa parte della cultura gastronomica italiana. Curiosità, storia e riconoscimenti di un alimento completo e gustoso che piace a tutti.

Se si è degustatori affezionati della pizza e rinunciare ad assaporarla periodicamente, almeno una volta a settimana, è un pensiero inaccettabile, sicuramente non stupirà sapere che il nostro Paese vanta la più antica tradizione pizzaiola di tutto il globo. Così come scoprire che le reazioni alle molte “imitazioni” estere e alla maggior parte degli abbinamenti fin troppo fantasiosi diffusi nel mondo sono la ragione per cui gli italiani sono considerati “maniaci e puristi” della pizza fatta a regola d’arte. 

In effetti, in Italia in molti non ammettono ingredienti anomali come ananas, pollo o qualsiasi altra cosa che non rientri nella serie di pizze tradizionali, a partire dalla più buona e semplice: la Margherita. L’amore del nostro Paese per questo alimento ha fatto sì che sul web siano proliferate miriadi di versioni su come preparare la pizza fatta in casa, un grande classico di tutte le tavole italiane. 

L’arte della pizza è patrimonio UNESCO 

C’è a chi piace alta e morbida e chi, invece, preferisce quella bassa e croccante. Allo stesso modo c’è chi non rinuncia alla pizza ad alta idratazione fatta in casa e chi, invece, preferisce a quella cotta nel forno a legna del sabato sera. Insomma, la pizza fa parte della piramide alimentare italiana ed è un alimento completo e gustoso che piace a tutti, sia grandi che piccini. 

Ciò che forse non sai è che dal 2010 la pizza è stata riconosciuta come Specialità Tradizionale Garantita – STG dall’Unione Europea. Inoltre, dal 2017 l’arte del “pizzaiuolo napoletano” è stata dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio Immateriale dell’Umanità”. Grazie a questo riconoscimento la pizza è diventata una “questione” seria e, dunque, un patrimonio Made in Italy da accudire e proteggere, soprattutto da plagi e imitazioni. 

Non a caso esiste anche un disciplinare, risalente alla fine degli anni Ottanta, che riepiloga tutte le regole di preparazione della Vera Pizza Napoletana. Questo documento è tra le prove tangibili per cui ci sono tanti tipi di pizza nel mondo e che, la versione nostrana, si prepara solo seguendo una serie di procedimenti che non prevedono deviazioni o alternative di qualsiasi genere. 

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Quando nasce la parola “pizza”

Un’altra curiosità che rinsalda la nazionalità di questo piatto è quella legata al suo nome. Purtroppo, non ci è dato sapere quando fu inventato il termine “pizza” ma comparve, per la prima volta, in un documento risalente al 997 d.C. che fu ritrovato a Gaeta, una cittadina laziale molto famosa soprattutto per il suo lungo e affascinante litorale. 

Le prime vere informazioni sulla pizza, infine, risalgono al Cinquecento, quando iniziò a circolare un piatto noto come “mastunicola” le cui sembianze avevano parecchio a che fare con la versione che gustiamo ai nostri giorni. La mastunicola era un impasto lievitato condito con strutto, formaggio, basilico e pepe che, successivamente, fu arricchita anche con i ciecinielli, piccolo pescato del giorno dal sapore piuttosto marcato. 

Il cartone della pizza? Perchè buttarlo?

Il pomodoro, invece, arrivò quasi due secoli più tardi, nel Regno di Napoli. Dopo un’iniziale diffidenza verso l’uso di questo ingrediente sull’impasto, forse dovuto alla provenienza d’oltreoceano della pianta, il legame divenne indissolubile e, come sappiamo, ha attraversato i secoli fino ai giorni nostri. 

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