Zone a basse emissioni, progressi in tutta Europa, ma l’Italia fa eccezione

Zone a basse emissioni
Zone a basse emissioni

Le zone a basse emissioni crescono in tutta Europa. Secondo uno studio di Clean Cities saranno 500 nel 2025, ma l’Italia è rimasta indietro.

Zone a basse emissioni, oltre 300 città europee hanno una zona a basse emissioni e saliranno a oltre 500 nel 2025.

Quasi 30 città di vari paesi (Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Danimarca, Svezia e Norvegia) passeranno da zone a basse emissioni a zona a zero emissioni.

Questi grandi progressi si registrano in tutta Europa, ma l’Italia fa eccezione.

I dati sono stati raccolti dalla campagna Clean Cities, nel rapporto lanciato mercoledì 20 luglio “The development trends of low – and zero emission zones in Europe”.

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La situazione in Italia

L’Italia fa molto affidamento sulle restrizioni al traffico su base locale.

Tuttavia, sono ancora poche le vere zone a basse emissioni sul modello di Area C e Area B a Milano.

Nel nostro paese, infatti, mancano controlli sistematici da parte di varchi elettronici o polizia locali e anche a livello istituzionale manca una comunicazione efficace.

“Le zone a basse emissioni funzionano. È però essenziale che i sindaci comunichino efficacemente e per tempo, e che siano presenti misure di supporto alla transizione, quali ad esempio schemi che diano un accesso gratuito ai servizi di trasporto pubblico e di sharing mobility a fronte della rottamazione dei veicoli inquinanti. Le automobili stanno soffocando le nostre città, è ora di ricominciare a respirare” ha commentato Claudio Magliulo, Responsabile italiano della campagna Clean Cities.

Nove città italiane sono state selezionate dalla Commissione Europea per la missione “100 Climate-Neutral and Smart Cities”, che chiede a Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino di raggiungere le zero emissioni nette entro il 2030.

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L’obiettivo appare però impossibile da raggiungere visto che mancano piani concreti per raggiungere la neutralità climatica.

Servono, dunque, misure restrittive che producano non solo una riduzione dell’inquinamento dell’aria, ma anche un restringimento del parco veicolare privato.

Ricordiamo che l’Italia detiene un triste primato in Europa: 67 auto per 100 abitanti. 

[Photo by Alexander Popov on Unsplash]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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