26 Novembre 2021

Il Rifugio Antonella Panepucci Alessandri sul Gran Sasso diventa struttura accessibile a tutti

rifugio Antonella Panepucci Alessandri

Il Rifugio Antonella Panepucci Alessandri, in ricostruzione sul Gran Sasso, sarà una struttura accessibile a tutti, il primo dell’intero Appennino e tra i pochissimi sul territorio nazionale

Il Rifugio Antonella Panepucci Alessandri è in fase di ricostruzione. L’annuncio è stato fatto dal presidente Vincenzo Brancadoro sul sito del CAI dell’Aquila, proprietario della struttura. Il nuovo edificio sarà accessibile anche alle persone diversamente abili.

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La nuova struttura 

Il rifugio fu inaugurato nel 1979. Il suo nome rende omaggio all’alpinista morta nel 1976 durante la discesa dal Corno Grande.

La struttura è situata sul versante nord orientale del Monte San Franco a quota 1700 m. Dal rifugio è possibile godere di un ampio panorama che comprende tutto il gruppo delle vette occidentali del Gran Sasso e la valle del Chiarino.

La ristrutturazione consentirà l’accesso anche a persone con disabilità, in modo da permettere loro di poter usufruire degli spazi interni che saranno appositamente adibiti. L’obiettivo è quindi quello di permettere anche a persone con mobilità ridotte di provare un’esperienza unica e di arrivare in alta quota, senza alcuna difficoltà.

“Il nuovo “Antonella”, caro a tutti coloro che ne ricordano il sorriso o che – semplicemente – hanno goduto della profonda bellezza della natura che ospita il rifugio, avrà una particolarità, che merita menzione: sarà il primo rifugio dell’intero Appennino, fra i pochissimi sul territorio nazionale, accessibile a tutti. Grazie all’accurata progettazione universale (Universal Design), grazie alle strategie costruttive mirate, grazie soprattutto ai preziosi suggerimenti ricevuti dalle Associazioni che hanno a cuore i temi legati alla disabilità motoria e sensoriale, il rifugio avrà i suoi spazi, esterni e interni, accessibili per chiunque: dagli ingressi per le camere all’altezza dei letti, dagli spazi per i servizi ai percorsi sensoriali per gli ipovedenti” afferma  sul sito Vincenzo Brancadoro.

Inoltre, la struttura sarà facilmente raggiungibile con Joëlette, una sedia a rotelle che consentirà di effettuare il percorso escursionistico con facilità.

“Per ultimo, i sentieri di accesso al rifugio saranno percorribili con le “Joëlette” (dal nome della guida alpina Joël Claudel che ha progettato il primo prototipo per suo nipote), una carrozzella da fuoristrada a ruota unica che permette la pratica dell’escursionismo alle persone con disabilità motoria, bambini o adulti, con un’esperienza di squadra vissuta insieme agli accompagnatori. Un concentrato di tecnologia e di rispettosa delicatezza, dedicato, pensato, realizzato, con il rispetto e l’attenzione di cui ogni essere umano ha diritto. Sarà una gioia profonda poterlo inaugurare, al termine dei lavori di demolizione e ricostruzione”.

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Le altre strutture della Sezione 

Come dichiarato dallo stesso presidente, i lavori di ristrutturazione saranno eseguiti anche ad altre strutture della Sezione, tra questi: il Rifugio Garibaldi, situato nel cuore del Gran Sasso a 2231 m, ritenuto il più antico d’Italia e il bivacco Bafile, situato a 2660 m, sul versante meridionale del Corno Grande (massiccio Gran Sasso d’Italia).

[Foto in Copertina @CAI dell’Aquila]

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