Lewis Pugh, nuotatore e attivista inglese, ha cominciato quella che ha definito “la nuotata più fredda della Terra”, per puntare i riflettori sulla drammatica crisi dello scioglimento dei ghiacciai.

Nuotatore di resistenza, nell’arco dei suoi 51 anni, Lewis Pugh ha intrapreso e vinto sfide mozzafiato, diventando il primo uomo a completare una nuotata a lunga distanza in tutti gli oceani del mondo, nonché il primo ad attraversare a nuoto il Polo Nord, nel 2007.
Un atleta che ha dominato tutti i mari, specialmente i più freddi, e che proprio per questo motivo avverte un legame unico con la dimensione acquatica. Da molto tempo a questa parte, infatti, Lewis Pugh ha trasformato le sue epiche nuotate in occasioni per portare all’attenzione della gente la vulnerabilità degli ecosistemi marini e oceanici del nostro Pianeta.
L’ultima sfida di Lewis Pugh lo vede protagonista nelle impervie acque della bocca del fiordo di Ilulissat, in Groenlandia. Lo scorso 26 agosto, il nuotatore ha dato il via al suo percorso di circa 10 Km, che lo vedrà impegnato per due settimane in quella che è a tutti gli effetti la nuotata più fredda del mondo.
Bassissime temperature e condizioni avverse per un percorso scelto e preparato a lungo in modo da poter raccontare la disarmante velocità con cui si stanno sciogliendo i ghiacciai, persino i più consistenti della Terra.
“Le regioni polari stanno risentendo degli effetti della crisi climatica più drammaticamente di qualsiasi altro luogo del Pianeta”, ha dichiarato Lewis Pugh. “Ciò che accade nell’Artico determina il futuro del nostro Pianeta e di tutto ciò che vive su di esso. Se le temperature continueranno ad aumentare, le calotte polari si scioglieranno e il livello del mare si alzerà. La devastazione del mondo naturale avrà impatto su ogni singola persona, su ogni generazione futura, su tutte le creature grandi o piccole di questo pianeta”.

Per questo motivo, Lewis, oltre alla sua carriera sportiva, porta avanti parallelamente il suo impegno in difesa dell’ambiente e in particolare degli oceani. Un coinvolgimento che si articola nella lotta alle emissioni, nella battaglia all’inquinamento dovuto alla plastica, nella creazione di riserve marine a tutela delle specie, ma anche in vesti più ufficiali al servizio delle Nazioni Unite.
Da parte sua anche un grande lavoro di comunicazione su suoi canali social, affinché il tema ambientale non resti argomento da piani alti, ma possa coinvolgere ciascuno di noi. Durante la sua avventura in Groenlandia, ad esempio, il nuotatore sta continuando a documentare giorno per giorno le sue nuotate, con dati e notizie riguardanti la situazione in cui versano quei luoghi meravigliosi, ma così compromessi dall’emergenza climatica in atto.
Per lanciare l’allarme del cambiamento climatico, Lewis Pugh ha nuotato in acque spettacolari e inusuali, come quelle del Tamigi, delle Maldive, del Polo Nord e persino del lago Pumori nei pressi del Monte Everest. Nessuna sfida, però, è mai stata così complicata come quella che lo vede ora impegnato nel fiordo di Ilulissat. Un’impresa al limite delle capacità umane, estrema proprio come la questione climatica, per cui non c’è più altro tempo da perdere.
Ammirando le gesta di Lewis Pugh, nella loro irripetibile straordinarietà, possiamo dunque prendere atto di un Pianeta sull’orlo del collasso, che ha bisogno del nostro sforzo. Uno sforzo straordinario ma, allo stesso tempo, alla portata di ciascuno di noi.
