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Atleti in campo per l’ambiente, la sfida è rendere lo sport sempre più green

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Atleti in campo per l’ambiente, la sfida è rendere lo sport sempre più green ultima modifica: 2021-05-29T06:36:10+02:00 da Alberto Pinto
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Atleti per l’ambiente per rendere il mondo dello sport sempre più sostenibile. La sfida per eventi sportivi più green sembra cominciata

Atleti per l’ambiente ma non solo. La presa di coscienza sembra coinvolgere anche organizzatori, politici e spettatori. Chiunque partecipi all’organizzazione e allo svolgimento di un evento sportivo non può non tener conto dell’impatto ambientale dell’industria dello sport. Il 25 e il 26 maggio 2021, in una conferenza organizzata online dalla Surfrider Foundation Europe, si è parlato della necessità di affrontare una transizione ecologica a livello globale per quanto concerne piccoli e grandi eventi sportivi.

Per l’atleta paralimpico Théo Curin lo sport è un potente strumento per lanciare messaggi importanti come quello ambientalista

Con le imminenti riaperture post pandemia e con il progressivo ritorno alla normalità, anche per ciò che riguarda gli eventi ludici e sportivi, risulta sempre più necessario ripensare drasticamente la loro progettazione anche dal punto di vista della sostenibilità. Un campo su cui, al momento, il mondo dello sport sta ancora faticando.

Per questo motivo, atleti e addetti ai lavori si sono confrontati per accettare all’unanimità la sfida del cambiamento, riflettendo in prima battuta sugli impressionanti numeri legati all’impatto che il mondo dell’intrattenimento sportivo ripercuote sull’ambiente in termini di risorse.

Ogni evento sportivo a cui partecipano 5 mila persone genera 2,5 tonnellate di rifiuti, tra cui 500 chilogrammi di carta”, ha dichiarato l’europarlamentare belga Marc Tarabella, sottolineando la necessità di un salto in avanti affinché l’industria dello sport si allinei agli obiettivi europei legati alla sostenibilità, come quelli in fatto di emissioni e di clima.

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È importante, come hanno riconosciuto gli atleti e tutte le personalità presenti alla conferenza, che lo sport venga considerato come una vera e propria industria e, in quest’ottica, agire all’unisono affinché la sua azione possa considerevolmente fare la differenza per il bene del nostro Pianeta.

Per Peter Fischer, coordinatore del Green Sports Expert Group della Commissione Europea, occorre puntare il dito contro le cattive pratiche ed educare ad atteggiamenti virtuosi, anche attraverso lo sport e il buon esempio degli atleti, potenziando il loro ruolo di modelli a cui ispirarsi.

Come si legge sul sito di Surfrider Foundation Europe: “Lo sport deve migliorare in termini di prestazioni ambientali e sfruttare il suo potenziale per guidare l’agenda verso questo problema. A tutti i livelli, ci sono esempi di buone pratiche ambientali da parte delle organizzazioni sportive. Tuttavia, si tratta spesso di iniziative isolate, per questo la sfida nell’affrontare il futuro è quella di consolidarci. L’azione per il clima e la protezione della biodiversità sono più che mai fondamentali per la ripresa della nostra società, è quindi necessario sostenerle in sintonia e con un approccio coerente

Atleti per l’ambiente, la surfista Easkey Britton: “Ecosistemi in salute aiutano gli atleti ad ottenere prestazioni migliori”.

Da qui l’idea di un tavolo di discussione senza precedenti, che ha unito atleti, organizzazioni e istituzioni per riflettere sulle modalità più efficaci per agire su grande scala e dare allo sport un ruolo da protagonista nel sensibilizzare le coscienze e invertire la rotta.

L’azzeramento delle emissioni, la lotta alla plastica monouso, il ricorso a mezzi di trasporto sostenibili, una diversa gestione dei grandi eventi, un approccio meno impattante da parte degli sport all’aperto a stretto contatto con gli ecosistemi, sono soltanto alcuni dei campi in cui si giocherà questa fondamentale partita, che ha soprattutto il carattere di una sfida culturale.

In questi termini anche l’intervento di Giulia Carbone Khodabakhsh, dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN): “Rendere lo sport più rispettoso dell’ambiente è una lotta collettiva. Le federazioni devono impegnarsi a sensibilizzare i tifosi e i giocatori, ad esempio attraverso programmi educativi. Ognuno deve fare la propria parte”.

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Le voci degli atleti si fanno eco, in questo senso, nel mettere a disposizione la propria esperienza sul campo per indirizzare i miglioramenti da mettere in atto. La surfista Easkey Britton ha affermato che ecosistemi in salute aiutano gli atleti ad ottenere performance migliori, sia negli sport acquatici che a terra, dove si fa i conti con l’erosione del suolo. “Lo sport è uno strumento per veicolare un messaggio”, ha affermato invece il nuotatore francese Théo Curin. “È questa la sfida per i club e per le federazioni”.

Se da sempre lo sport è sinonimo di valori e di nobiltà d’animo, gli argomenti messi in campo dagli atleti e dalle organizzazioni che hanno dato vita alla conferenza ne sono una prova ulteriore. In un momento storico che si presta ad essere uno spartiacque, alla vigilia di numerosi eventi sportivi di portata globale come gli Europei di calcio e le Olimpiadi di Tokyo, un cambiamento dall’interno fa ben sperare ad un rinnovato approccio ecologico, senza dimenticare che le grandi rimonte partono dalla forza di volontà e da un ottimo gioco di squadra.

Atleti in campo per l’ambiente, la sfida è rendere lo sport sempre più green ultima modifica: 2021-05-29T06:36:10+02:00 da Alberto Pinto

Beneventano, laureato in comunicazione audiovisiva. Appassionato di cinema, serie televisive, viaggi e di tutto ciò che è arte e comunicazione. Creativo, curioso e sognatore, ama immergersi nelle storie e scoprirne dettagli e sfaccettature. Per eHabitat scrive di musica e di cinema

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