21 Maggio 2021

L’iceberg A-76, il più grande del mondo, si è staccato dall’Antartide

iceberg A-76
iceberg A-76

L’iceberg A-76, delle dimensioni del Molise, il più grande della storia, si è staccato dall’Antartide. A individuarlo è stato il British Antartic Survey e la sua esistenza è stata confermata dal National Ice Center.

L’iceberg A-76 si è staccato da una piattaforma di ghiaccio in Antartide e ora sta galleggiando nel Mare di Weddel. A dare la notizia è stata l’Agenzia Spaziale Europea (Esa).

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Si tratta della più grande lastra di ghiaccio del mondo. La sua superficie, infatti, è superiore alle dimensioni dell‘isola di Maiorca.

Per fare un ulteriore confronto, l’iceberg ha una dimensione paragonabile a quella del Molise, che misura 4461 chilometri quadrati.

L’iceberg A-76 si è staccato dalla Ronne Ice Shelf, ha una superficie che si estende per 4320 chilometri quadrati e misura 175 chilometri di lunghezza per 25 chilometri di larghezza.

L’enorme lastra è stata individuata dal British Antartic Survey e la sua esistenza è stata confermata dal National Ice Center degli Stati Uniti, grazie alle immagini del satellite Copernicus Sentinel-1.

La missione Sentinel-1 è caratterizzata da due satelliti in orbita polare che si basano su immagini radar in grado di restituire dati sia di giorno che di notte. In questo modo,  è possibile visualizzare tutto l’anno regioni remote come l’Antartide.

Non molto tempo fa, un altro iceberg di notevoli dimensioni aveva minacciato un’isola popolata da pinguini al largo della punta meridionale del Sud America. Fortunatamente, da allora ha perso gran parte della sua massa e si è rotto in pezzi all’inizio di quest’anno.

Riscaldamento globale: l’obiettivo 1,5° C rischia di essere rapidamente fuori portata

Gli scienziati ritengono che a provocare il distaccamento sia stato il cambiamento climatico. La temperatura media della superficie terrestre, infatti, è aumentata di un grado dal 19esimo secolo, abbastanza per incrementare la siccità, le ondate di calore e i cicloni tropicali.

Senza dubbio, questi eventi devono far riflettere sulle conseguenze che il riscaldamento globale e su quanto sia urgente trovare delle soluzioni al più presto.

[Foto @ESA]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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