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Stilate le prime linee guida per il benessere degli animali acquatici

Nuove linee guida per il benessere degli animali acquatici

Per la prima volta sono state definite le linee guida per il benessere degli animali acquatici: a stilarle è l’Aquatic Animal Alliance, una coalizione internazionale che ha l’obiettivo di difendere la fauna marina e di acqua dolce.

L’Aquatic Animal Alliance, coalizione globale costituitasi con lo scopo di difendere gli animali acquatici selvatici e da allevamento, fissa per la prima volta le linee guida per il benessere della fauna marina e di acqua dolce. Il pensiero su cui si fonda l’associazione è l’idea che anche questa tipologia di esseri viventi, meno tutelata rispetto alle altre, abbia il diritto di essere protetta e di vivere soffrendo il meno possibile.

Animali acquatici come essere senzienti

Diversi studi dimostrano che gli esseri acquatici sono senzienti in quanto sono dotati di consapevolezza, di determinate abilità cognitive, ma soprattutto di emozioni. Eppure, sebbene sia stata rilevata la capacità di provare felicità, paura e dolore, la fauna marina e di acqua dolce resta poco tutelata rispetto agli altri animali. Questo è testimoniato dalla velocità di crescita esponenziale dell’acquacoltura, dall’alto numero di animali acquatici uccisi in natura (tra i due e i tre trilioni circa) e dagli oltre 100 miliardi di esemplari allevati in condizioni precarie.

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Le abilità dei pesci comprendono la capacità di imparare, di risolvere i problemi e di cooperare in un sistema sociale complesso. Relativamente all’apprendimento, questi animali sono in grado di ricordare diversi elementi come, per esempio, i luoghi in cui si trova il cibo e le esperienze negative. É proprio con la memorizzazione che riescono ad affrontare le sfide. Ad esempio, la specie Choerodon schoenleinii è capace di aprire una conchiglia usando una roccia come incudine.

I pesci sono inoltre animali sociali: si muovono spesso in un banco stabile, all’interno del quale imparano dai singoli. La loro socialità e la relativa collaborazione è garantita dalle abilità comunicative che si concretizzano con il linguaggio del corpo e l’utilizzo di suoni.

Le cinque regole per il benessere della fauna acquatica

Sono cinque le regole che sono state stilate in difesa della fauna acquatica con l’obiettivo di assicurare alti standard di benessere. Formulati a seguito di colloqui con vari esperti, questi principi coinvolgono gli aspetti chiave su cui si ritiene che si debba intervenire con priorità.

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In primo luogo, la fauna acquatica allevata necessita di un ambiente adatto ai bisogni specifici etologici della sua specie. É dunque fondamentale che gli animali siano inseriti in un habitat non troppo diverso da quello originario.

La seconda area di interesse riguarda la nutrizione. Sono sconsigliati gli allevamenti di fauna carnivora così da ridurre la produzione o la cattura di animali specificatamente scelti per alimentarla. Sono inoltre stati posti dei vincoli relativamente al luogo della pastura in quanto si deve permettere anche agli esemplari più piccoli e deboli di ottenere il loro pasto. Per quanto concerne il digiuno, il limite massimo stabilito è di 72 ore e deve essere verificarsi sotto la supervisione di un veterinario che ha consigliato tale azione.

Attenzione particolare deve essere data anche allo spazio. Ogni animale deve avere a disposizione di un’area in cui nuotare adeguata alla propria specie per evitare un impatto negativo a livello fisico, psicologico e comportamentale.

Il quarto pilastro si fonda sul monitoraggio della qualità dell’acqua, che deve avvenire almeno una volta al giorno. A questo proposito, devono essere tenuti in considerazione diversi parametri, tra cui il pH, la salinità e la temperatura.

Ultimo ma non meno importante è l’aspetto che riguarda lo stordimento e l’abbattimento. Prima dell’uccisione è obbligatorio lo stordimento dell’animale. Questo deve avvenire attraverso un metodo adeguato a ogni specie in modo da rendere l’esemplare immediatamente e completamente stordito e non solo immobilizzato. Il tempo tra stordimento e uccisione deve essere ridotto il più possibile per evitare che l’animale riprenda i sensi. Sono preferibili metodi che riuniscono i due passaggi, come l’elettrocuzione; sono al contrario da evitare il soffocamento nel ghiaccio, l’utilizzo di sale e anidride carbonica o bagni in ammoniaca.

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Altre problematiche da affrontare

Oltre alle linee guida fondamentali, l’Aquatic Animal Alliance ha messo in evidenza ulteriori problematiche ancora da approfondire.

Una tematica critica riguarda il trasporto degli animali. Gli spostamenti devono avvenire causando il minore disturbo possibile agli animali per quanto riguarda la durata e il mezzo.  La manipolazione deve avere una durata di qualche secondo; se maggiore, deve essere effettuata sotto anestetico.

Da tenere in considerazione è inoltre l’aspetto medico. Occorre infatti prevenire il più possibile il contagio di malattie e parassiti. Nel caso in cui risultino necessarie le cure, è obbligatorio l’uso di terapie approvate dalla comunità scientifica.

Un’ulteriore preoccupazione è il monitoraggio dell’ambiente circostante e dello stato di benessere fisico e psichico degli animali. Questo deve essere effettuato regolarmente tenendo in considerazione specifici indicatori precedentemente verificati.

Di grande importanza è la raccolta dei dati da parte degli allevamenti. Queste informazioni sono infatti fondamentali per lo sviluppo di raccomandazioni migliori e studi scientificamente veritieri.

Infine, si condanna l’uso di azioni dolorose e letali nei confronti dei predatori naturali. L’uccisione deve essere infatti sostituita dall’attuazione di una serie di misure preventive per la protezione dei pesci presenti nell’acquacoltura.

Stilate le prime linee guida per il benessere degli animali acquatici ultima modifica: 2021-05-14T14:04:10+02:00 da Martina Strobietto
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