6 Aprile 2021

Po in secca come ad agosto, l’allarme di Coldiretti

Po in secca
Po in secca

Po in secca a causa dell’aumento delle temperature e della lunga assenza di precipitazioni. Coldiretti lancia l’allarme e propone la realizzazione di una rete di piccoli invasi per risparmiare l’acqua e aumentare le capacità di irrigazione.

Il Po è in secca a causa dell’aumento delle temperature fuori stagione e della lunga assenza di precipitazioni. Attualmente, il livello idrometrico del fiume è lo stesso della scorsa estate ad inizio agosto. Questa grave siccità va a impattare sulle coltivazioni che, a inizio primavera, hanno bisogno di acqua per crescere.

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L’aumento anomalo delle temperature ha, quindi, costretto gli agricoltori alle irrigazioni di soccorso in tutto il nord Italia.

Il livello idrometrico del fiume, misurato al Ponte della Becca, nel Pavese, è di -2,66 metri. Sostanzialmente lo stesso dato registrato all’inizio di agosto 2020.

Coldiretti sottolinea anche che la portata del Po è scesa per la prima volta quest’anno sotto la soglia dei mille metri cubi al secondo, con un -24% rispetto alla media del periodo.

Oltretutto, la carenza idrica riguarda anche il lago di Como al quale mancano solo 20 centimetri prima di raggiungere il minimo storico di sempre con un riempimento di appena l‘8,8% contro una media del 63,8%.

Va detto che, nonostante i cambiamenti climatici, l’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente. Purtroppo, solo l’11% di tutta quest’acqua viene trattenuto.

Il progetto di Coldiretti

Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie, Coldiretti ha ideato a livello nazionale un progetto che prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi. Questi, saranno a basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti.

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La proposta di Coldiretti è di costruire, senza cemento per ridurre l’impatto ambientale, laghetti in equilibrio con i territori che conservino l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura.

Tale progetto è ideato, ingegnerizzato e poi condiviso con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti con il coinvolgimento anche delle Università.

[Foto di copertina @Wikipedia]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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