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Imprese green, le donne in prima linea

imprese green femminili

Le imprese green più resilienti e femminili; sono le donne ad essere maggiormente sensibili all’ambiente e attente alla responsabilità sociale d’impresa

Sono le donne che maggiormente investono nelle imprese green, credendo in un possibile “cambio di rotta”. Resilienti, tenaci, pronte anche più degli uomini a mettersi in gioco di fronte alle sfide climatiche e sociali, le imprenditrici italiane riescono a coniugare la tendenza all’innovazione con una profonda consapevolezza ambientale.

Donne e Ambiente

Quando l’azienda è rosa è anche più sensibile all’ambiente. A confermarlo è l’undicesimo rapporto GreenItaly 2020, elaborato con i dati di Fondazione SymbolaUnioncamere e le stime di Si.Camera. I dati evidenziano come le start up green guidate da donne (così come le imprese ad alta partecipazione femminile) sono generalmente più sensibili all’impatto ambientale e più propense ad investire in iniziative che garantiscano un maggiore risparmio energetico e una riduzione delle emissioni inquinanti. Sempre i numeri del focus di Unioncamere ci mostrano come prima della pandemia il 22% del totale delle imprese era al femminile e ora questo numero sta reagendo con grande resilienza all’insegna della sostenibilità, seguendo il filone della green economy e della parità di genere.

Imprenditoria femminile: verso un futuro più rosa

Le imprese green resistono meglio alla crisi

La cultura della sostenibilità e del rispetto per le risorse naturali si sta diffondendo in tutti i settori dell’economia e i dati del rapporto GreenItaly 2020 dimostrano come quello della green economy, nonostante la crisi pandemica, rimanga uno dei settori produttivi più promettenti, mettendone in luce i traguardi.

Durante la pandemia nel 2020, il 16% delle imprese che hanno effettuato investimenti per la sostenibilità è riuscito ad aumentare il proprio fatturato, contro il 9% delle imprese non green. Ciò non significa che la recessione non si sia fatta sentire, ma comunque in misura più contenuta. La quota di imprese manifatturiere il cui fatturato è sceso nel 2020 di oltre il 15% è dell’8%, mentre è stata quasi il doppio (14%) tra le imprese non sostenibili. Il vantaggio competitivo delle imprese eco-investitrici si conferma anche in termini occupazionali (assume il 9% delle green contro 7% delle altre) e di export (aumenta per il 16% contro il 12%).

Persino durante il lockdown le vendite di prodotti bio nei supermercati sono cresciute dell’11%. L’Italia infine avrebbe il primato comunitario di donne in agricoltura (un’azienda agricola su quattro, il 28%, è guidata da donne, per un totale di quasi 210mila imprenditrici).

Le storie di alcune start up  femminili a impatto

Dal cambiamento climatico all’energia pulita, dai pigmenti naturali alla moda etica; le imprese femminili sono quelle più propense ad adottare politiche rivolte all’ambiente e alla creazione di valore. Abbiamo selezionato 5 start up femminili e innovative che rispondono agli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030.

I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

U-Earth

La vita è troppo preziosa per non respirare aria pulita”, questo è il motto di Betta Maggio, la fondatrice di U-Earth. La start up innovativa ha brevettato una rivoluzionaria tecnologia biotech, completamente naturale, capace di purificare l’aria dai contaminanti organici e inorganici. L’imprenditrice piemontese, recentemente, per contribuire al contenimento della pandemia, ha lanciato U-Mask, la mascherina che si autosanifica. Un apposito filtro ne intrappola i patogeni, impedendo la proliferazione di tutto ciò che viene a contatto con il biostrato interno della mascherina.

Endelea

È il marchio di abbigliamento realizzato in Tanzania, ma dal design italiano, che offre opportunità lavorative e di crescita professionale a sarti e artigiani di Dar es Salaam. Francesca De Gottardo e Serena Izzo sono le fondatrici di questo progetto di moda etica che propone tessili e accessori in tessuto wax. Endelea è una società benefit che non solo lavora in modo inclusivo ed etico, ma reinveste anche una parte dei ricavi in progetti per supportare la formazione delle giovani donne imprenditrici africane.

Sarti e sarte tanzaniani dell’azienda di moda etica Endelea. Crediti: endelea.it

Fili pari

La start up è stata avviata da Alice Zantedeschi e Francesca Pievani nel febbraio 2020 con l’aiuto del Polihub, acceleratore di impresa del Politecnico di Milano. Fili Pari trasforma lo scarto in opportunità nel pieno rispetto dell’economia circolare. Nello specifico gli scarti della lavorazione del marmo vengono convertiti in una fibra tessile che rende i tessuti impermeabili, antivento, resistenti, morbidi.

Pigmento naturale

La start up lucana fondata da Miriam Mastromartino trasforma frutta e verdura in coloranti naturali per cosmetici, detergenti e tessuti. Ci sono verdure che non arrivano mai al supermercato perché rovinate o troppo mature per essere vendute. La nobile missione di Pigmento naturale è quella di regalare un’altra opportunità agli scarti agricoli e alimentari attivando un meccanismo virtuoso di economia circolare. Dalle cipolle si ottengono colori che vanno dal giallo all’arancio, dai fondi di caffè beige e marrone, dalle foglie di spinaci il verde e così via.

SAM Sustainable Architectural Market

SAM è la piattaforma che sostiene e promuove privati, aziende e artigiani che applicano la green economy. A idearla sono state Marta Delia e Sara Malagoli, due amiche e colleghe architette determinate a combattere il “fast furniture”. Il loro motto #unpianetadasalvareunacasadaarredare.

Nobel per l’ecologia: donna e ambiente un connubio vincente

“Pink is the new Green”

Potremmo definirla una caratteristica innata, la sensibilità ambientale, quella che le donne riescono a portare nel mondo imprenditoriale e nella vita in generale. L’imprenditoria femminile potrebbe svolgere nei prossimi anni un ruolo determinante nella costruzione di un nuovo modo di fare impresa; più giusto, più sostenibile e più inclusivo. Dobbiamo esserne consapevoli e non stancarci mai di raccontare i modelli di successo al femminile, per elogiarne il coraggio e l’intraprendenza. Il ruolo delle imprenditrici e la loro capacità di creare impatto saranno fondamentali nel medio-lungo termine per la ripresa economica post pandemia.

Non può esistere un futuro sostenibile se non profuma di “rosa”.

Imprese green, le donne in prima linea ultima modifica: 2021-02-02T08:00:20+01:00 da Gessica Giannese
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