Giornata della Memoria 2021 Oliviero Alotto bicicletta

Giornata della Memoria 2021, la testimonianza dell’eco-atleta Oliviero Alotto in sella a una bici

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Giornata della Memoria 2021, la testimonianza dell’eco-atleta Oliviero Alotto in sella a una bici ultima modifica: 2021-01-27T08:00:44+01:00 da Francesco Rasero
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Per la Giornata della Memoria 2021, l’eco-atleta Oliviero Alotto ha percorso 400 chilometri in bicicletta tra Torino e Trento, diventando il primo Alfiere della Memoria.

In occasione della Giornata della Memoria 2021, le cui celebrazioni sono limitate a causa della pandemia, l’eco-atleta Oliviero Alotto ha deciso di portare la propria testimonianza in modo “green”, percorrendo circa 400 chilometri in bicicletta da Torino a Trento per partecipare all’evento Living Memory organizzato dall’associazione Terra del Fuoco, divenendo il primo Alfiere della Memoria.

Giornata della Memoria 2021 Oliviero Alotto bicicletta
Oliviero Alotto in sella alla sua bici ha percorso 400 km da Torino a Trento in occasione della Giornata della Memoria 2021 (foto dal sito olivieroalotto.com)

«Sono partito da Torino, davanti al carcere Le Nuove, da dove i deportati partivano, diretti ad Auschwitz e Birkenau, e ho idealmente seguito la prima parte del percorso che facevano i convogli diretti ai campi di sterminio -racconta Alotto, tra i fondatori del progetto Treno della Memoria, che ha finora fatto andare oltre 50 mila ragazzi di tutta Italia a visitare i lager nazistiUn viaggio breve ma, per me, estremamente significativo; un viaggio nel passato, che guarda al futuro».

Oliviero, per anni, ha accompagnato in prima persona i ragazzi del Treno della Memoria. Nel 2021, per la prima volta dopo 16 anni, quei treni non partiranno, a causa delle restrizioni anti-Covid.
Da qui la sua scelta di mettersi in sella «per scuotere le coscienze».

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«Ho percorso questi chilometri in bici perché la memoria non si fermi e si possa continuare a ricordare -dichiara- Oggi più che mai dobbiamo partire dalla nostra storia per costruire un mondo migliore. Io continuo a credere che ogni nostro passo possa andare in questa direzione».

L’eco-atleta “veg” che esalta la fatica

Oliviero Alotto, classe 1983, nato a Torino, ha adottato una filosofia tanto semplice quanto chiara: «Attraverso l’esperienza concreta della fatica, si accende la consapevolezza e la percezione di noi stessi così come dell’ambiente che ci circonda».

Giornata della Memoria 2021 Oliviero Alotto bicicletta
Oliviero Alotto, classe 1983, è un eco-atleta che da anni segue un’alimentazione veg (foto dal sito olivieroalotto.com)

Per questa ragione è stato protagonista delle prime edizioni di Keep Clean and Run – Pulisci e Corri, una corsa attraverso l’Italia per sensibilizzare sull’abbandono dei rifiuti, nonché testimonial sportivo-ambientale anche in eventi a tema sociale.

Da diversi anni, inoltre, ha sposato un’alimentazione interamente vegetale. «Una scelta naturale, conseguenza della voglia che ho di incidere nella realtà con gesti concreti -spiega- Mangiare è l’atto che svolgiamo consapevolmente più volte al giorno. Scegliere cosa mangiare lo possiamo fare senza dire niente a nessuno, ma scegliendo cosa mangiare possiamo scegliere da che parte stare».

Per Oliviero, che è anche Ambasciatore di Slow Food, avere essere ‘veg’ permette di avere un impatto ambientale decisamente inferiore a una dieta ‘tradizionale’ senza dover rinunciare al gusto e alla bontà, ma avendo cura dell’ambiente e del proprio corpo. «Per me sport e nutrizione vanno sempre insieme: curare il nostro piatto vuol dire prendersi cura di noi stessi».

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L’eco-atleta torinese esalta quindi la natura e la sua bellezza: «È lei che dobbiamo seguire, non effimeri bisogni indotti -dichiara- La crisi in corso è frutto di scelte scellerate, di abitudini non sostenibili, di atteggiamenti quotidiani che non sono in sintonia con la natura che ci circonda. In questi mesi stiamo tutti faticando, ma in questa fatica possiamo provare a cercare la risposta si quello che davvero desideriamo e almeno impegnarci per ottenerlo».

Il progetto Alfieri della Memoria

Con la sua pedalata tra Torino e Trento, Oliviero Alotto è diventato il primo Alfiere delle Memoria, aderendo all’iniziativa in ricordo della Shoah lanciata da Terra del Fuoco “per tenere accesa la memoria e illuminare il presente, dandogli significato e pienezza”.

Gli Alfieri sono persone che, spinte dalla voglia di mantenere vivi i ricordi del passato, li vogliono far diventare lezione, monito e spunto per costruire il presente e il futuro.
«Si occupano di trasportare un importante bagaglio: fanno viaggiare la memoria; prendono in eredità il testimone ricevuto dai sopravvissuti per fargli attraversare, passo dopo passo, confini e territori in tutta Europa», spiegano da Terra del Fuoco Trentino.

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Intorno a queste figure, al termine dell’evento Living Memory, parte oggi un progetto in cui ogni Alfiere della Memoria passerà il testimone a un altro, fino a raggiungere i cancelli di Auschwitz tra un anno, il 27 gennaio 2022.
Durante il viaggio -attraverso incontri, testimonianze, laboratori e tavole rotonde- verrà stesa la “Carta della Memoria per la Cittadinanza Attiva”, frutto finale della staffetta paneuropea.

«Dopo un anno di frontiere chiuse e spostamenti bloccati dalla pandemia, si torna a viaggiare con un percorso a tappe -concludono gli organizzatori- Ogni Alfiere della Memoria si può spostare a seconda delle proprie capacità, in bicicletta, correndo, camminando».

[Cover Image: foto di Matteo Saccani per la pagina Facebook Oliviero Alotto]

Giornata della Memoria 2021, la testimonianza dell’eco-atleta Oliviero Alotto in sella a una bici ultima modifica: 2021-01-27T08:00:44+01:00 da Francesco Rasero

Giornalista pubblicista, dal 1998 scrive su carta stampata e online. Oggi è vicedirettore di un giornale di informazione locale e gestisce Altrov*e, start-up che si occupa di copywriting e comunicazione. Ha lavorato per oltre un decennio nel settore ambientale, oltre ad aver organizzato svariati eventi culturali, in ambito artistico, cinematografico e teatrale. È appassionato di viaggi, in particolare nell’area balcanica e nell’Est Europa, dove ha seguito (e segue) alcuni progetti di volontariato. Ama conoscere, progettare, fotografare e stare a contatto con le persone. Ma ancora di più ama il rugby, i suoi gatti e la sua nuova famiglia.

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