Fecondazione artificiale dei coralli, la scienza in aiuto alla Grande barriera corallina australiana minacciata dallo sbiancamento

Fecondazione artificiale dei coralli | Grande barriera corallina

Fecondazione artificiale dei coralli, messa a punto una tecnica che potrebbe ripristinare parte della Grande barriera corallina australiana andata perduta a causa dello sbiancamento.

La fecondazione artificiale sui coralli potrebbe dare nuova vita alla Grande barriera corallina, la principale estensione di corallo al mondo nonché una delle più grandi attrazioni turistiche dell’Australia.

Tuttavia, negli ultimi anni, ha corso numerosi rischi a causa del cambiamento climatico e dei fenomeni ad esso conseguenti come lo sbiancamento provocato dall’innalzamento delle temperature del mare.

La Grande Barriera Corallina perde la metà dei suoi coralli

Questo  aumento costante delle temperature ha influito gravemente sulla biodiversità, portando alla morte dei coralli.

Proprio per questa ragione, si è cercato di trovare una soluzione al problema.

Gli scienziati hanno, dunque, sperimentato una nuova tecnica, avviata nel 2016, presso Heron Island, al largo delle costa centrale del Queensland e che ha portato a ottimi risultati.

La tecnica in questione, sviluppata dal Marine Ecology Research Centre della Southern Cross University del Queensland, consiste nella fecondazione artificiale dei coralli.

Essa consiste nella raccolta di sperma e ovuli di coralli durante il periodo di riproduzione di massa e nella coltivazione delle larve in speciali recinzioni per circa una settimana. Gli scienziati, guidati dal direttore del Centro di ricerca Peter Harrison, hanno poi distribuito queste larve in diverse parti della barriera danneggiate dallo sbiancamento e quindi prive di coralli vivi.

Come precedentemente detto, i risultati sono stati più che soddisfacenti.

L’esperimento ha dato vita alla prima popolazione di coralli nata dalla tecnica di fecondazione in vitro, capace persino di sopravvivere a recenti eventi di sbiancamento. Questi nuovi coralli sono sulla buona strada per riprodursi e moltiplicarsi il prossimo anno.

L’uomo è stato certamente uno dei principali responsabili del cambiamento climatico e delle conseguenze che, inevitabilmente, sono ricadute sulla Grande barriera corallina.

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Fortunatamente si sta cercando, attraverso la scienza, di rimediare ai danni che causati dall’uomo sull’ambiente. Resta, tuttavia, fondamentale trovare una soluzione per ridurre le emissioni e proteggere il nostro pianeta.

[Photo by Yanguang Lan on Unsplash]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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