17 Novembre 2020

Treno deraglia ma viene salvato da una statua di balena

Treno deraglia in Olanda

Un treno deraglia rischiando di precipitare da una altezza di 10 metri. La tragedia viene evitata grazie a una scultura dell’architetto Maarten Struijs.

Un treno deraglia e rimane incagliato nella coda di una balena, salvandosi da una precipitosa caduta. Sembra incredibile, ma è successo davvero, per la precisione in Olanda, nella periferia di Rotterdam. Nella notte tra l’1 e il 2 novembre, un treno della metropolitana della linea Spijkenisse, ha rischiato di precipitare da una altezza di 10 metri. Il treno, infatti, ha sfondato la barriera alla fine dei binari rischiando di cadere nel fiume Mosa.

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Fortunatamente sul mezzo non c’erano passeggeri, poiché le corse erano terminate. L’unico rimasto a bordo era il conducente e il modo in cui si è salvato ha dell’incredibile. Il treno è stato sorretto da una scultura, più precisamente una grande coda di balena in plastica, progettata dall’architetto Maarten Struijs.

L’ imponente installazione, intitolata Whale’s Tale, si erge dalle acque del fiume fino alla barriera dei binari.

L’autista del mezzo, grazie a questa scultura, è riuscito a salvarsi e pare non abbia subito lesioni.

Sul web, l’immagine del veicolo sorretto dalla coda di balena ha fatto il giro del mondo.

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L’opera architettonica è stata installata nel 2002 nella stazione della metropolitana De Akkers.

Sono stupito che sia così forte. La scultura è lì da 20 anni, non ti aspetti che regga un treno della metropolitana” ha dichiarato Marteen Struijs, intervistato dall’emittente olandese NOS.

L’artista, senza preoccuparsi dei possibili danni, ha anche dichiarato che l’immagine del vagone in equilibrio sulla coda, sembrava essa stessa un’opera d’arte.

È lì da quasi 20 anni e… in realtà ti aspetti che la plastica si polverizzi un po’, ma a quanto pare non è così.

Le cause dell’incidente restano, per il momento, poco chiare. Nel frattempo si procede al recupero del treno, la cui parte sovrastante pesa ben 22.000 chili. L’operazione richiede, infatti, l’impiego di due gru.

Si dice che l’arte sia salvifica, ora abbiamo le prove che è davvero così.

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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