4 Novembre 2020

PM 2.5 e disturbi neurologici: uno studio di Harvard sottolinea i rischi per la salute dell’inquinamento atmosferico

PM 2.5 e disturbi neurologici

Uno studio longitudinale di Harvard mette in collegamento il rischio di ricovero per disturbi neurologici con le elevate concentrazioni di polveri sottili nell’aria.

PM 2.5 e disturbi neurologici: uno studio longitudinale realizzato dai ricercatori della T.H. Chan School of Public Health di Harvard e pubblicato su The Lancet Planetary Health ha evidenziato il collegamento tra inquinamento atmosferico ed aumento del rischio di patologie neurodegenerative, come Parkinson e Alzheimer e demenze correlate.

Le PM 2.5 rappresentano una classificazione numerica delle polveri sottili, note anche come particolato, e considerate altamente nocive per la salute dell’uomo.

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PM 2.5 e disturbi neurologici: lo studio longitudinale di Harvard

Nel periodo compreso tra il primo gennaio 2000 ed il 21 dicembre 2016, sugli oltre 60 milioni di partecipanti allo studio, di 65 anni o di età superiore, sono stati identificati 1 milione di casi di Parkinson e 3-4 milioni di casi di Alzheimer.

Dai dati raccolti nell’arco di 16 anni, è emerso che per ogni 5 mg/m3 (milligrammi per metro cubo di aria) di incremento delle concentrazioni annuali di PM 2.5, si riscontrava un aumento pari al 13 % di rischio di primo ricovero ospedaliero per patologie come Alzheimer, Parkinson e demenze correlate.

Nella raccolta dei dati è stato preso in considerazione anche il livello socio-economico degli anziani partecipanti, tutti beneficiari di Medicare negli Stati Uniti.

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PM 2.5 e disturbi neurologici: gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute

Un’ulteriore conferma, quindi, degli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sulla nostra salute. In particolare, questo studio offre un’interessante prospettiva su come le particelle di particolato possano rappresentare un fattore di rischio sull’insorgenza di patologie degenerative.

Per la popolazione anziana degli Stati Uniti (e non solo) il miglioramento della qualità dell’aria per ridurre le concentrazioni di PM 2.5 al di sotto degli attuali standard nazionali potrebbe comportare un miglioramento in termini di salute diminuendo il carico di patologie neurologiche.

La riduzione della concentrazione di polveri sottili costituisce pertanto un decisivo obiettivo di salute da intraprendere a livello politico internazionale.

GreenElle

Vive a Roma ma mantiene saldo il legame con il suo sud. Appassionata di scrittura sul web, si interessa a tutto ciò che ruota intorno al mondo 'verde': dall'alimentazione cruelty-free alla mobilità sostenibile, dalla cosmetica ai rimedi naturali, il tutto nell'ottica del benessere per l'uomo e l'ambiente.

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