Lettera dal Coronavirus all’umanità, fermatevi semplicemente e ascoltate. È il Pianeta a chiedercelo

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Lettera dal Coronavirus all’umanità, fermatevi semplicemente e ascoltate. È il Pianeta a chiedercelo ultima modifica: 2020-03-17T08:00:50+00:00 da Helleana Grussu
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Lettera dal Coronavirus, un video che ci suggerisce in modo spettacolare e allo stesso tempo drammatico che è tempo di fermarci e trovare un nuovo equilibrio, una nuova e profonda consapevolezza

E’ l’ora di fermarsi. Veramente, completamente. E’ l’ora di tirare i remi in barca e lasciarsi trasportare dalle onde del pensiero e del buonsenso.

Lettera dal Coronavirus
Lettera dal Coronavirus – Fermati, taci, ascolta.

Non diremo che l’emergenza nella quale ci troviamo sia un bene per il Pianeta, o che sia l’espiazione della colpa del genere umano reo di aver consumato senza tregua le risorse che la natura ci ha dato. Non diremo che siamo venuti meno al patto atavico di obbligo reciproco tra uomo e pianeta. Non diremo neanche che siamo i responsabili della sesta estinzione di massa, che stiamo vivendo e che presto raggiungerà il suo apice.

Non diremo che da sempre, in natura, la vita tra agenti patogeni e genere umano e animale è sempre esistita e che in un ambiente più o meno costante, questa convivenza tenderebbe a un equilibrio, cioè a trasformare la competizione tra le specie in una sorta di coabitazione. Questo se non intervenisse, a vanificarlo, proprio l’attività dell’uomo, invadendo gli spazi degli ospiti dei virus (quasi sempre animali selvatici) attraverso la sottrazione o alterazione dei loro habitat naturali, attraverso la loro caccia, o attraverso altre azioni che non staremo in questa occasione a esplicitare meglio.

Lettera dal Coronavirus
Lettera dal Coronavirus – Le fondamenta stanno cedendo, si stanno inarcando sotto al peso dei tuoi desideri fittizi

Non diremo tutte queste cose che voci molto più autorevoli di noi già dicono da tempo, e che in questo momento di emergenza globale in cui molte vite sono già state sacrificate e altrettante sono a rischio, sarebbe troppo facile e di dubbio gusto per rispetto dei moltissimi morti.

Non lo diremo perché sappiamo che sarebbe troppo doloroso ripeterlo adesso, e che è più facile, per l’equilibrio psicofisico delle persone, pensare che tutto questo presto passerà, che “tutto andrà bene”, e che non ci saranno conseguenze. Anche perché sono esattamente queste, le conseguenze, ed è il rapporto di responsabilità con esse, che dovrebbe profondamente cambiare.

Lettera dal Coronavirus
Lettera dal Coronavirus – L’anno scorso, le tempeste di fuoco che hanno bruciato i polmoni della Terra non ti hanno fermato

Non abbiamo né la certezza né la chiave d’interpretazione univoca di questo fenomeno, ma sappiamo che è strettamente legato a tutti i fenomeni ambientali che conosciamo fin troppo bene (cambiamento climatico, estinzioni e mutazioni genetiche di specie animali e vegetali causate dall’uomo, inquinamento, deforestazione, ecc ecc…) ma abbiamo la certezza che questa è l’ora di fermarci, e di ascoltare.

Ascoltare noi stessi, ascoltare il pianeta, osservare e trarre da questo ascolto e da questa osservazione una nuova e profonda consapevolezza. Accogliere la paura che stiamo provando e con essa la trasformazione che inevitabilmente toccherà ognuno di noi. Non possiamo opporci, dobbiamo assecondare gli eventi. In questo siamo chiamati a dare prova di resilienza e resistenza. E in questo siamo chiamati a rielaborare noi stessi, la nostra vita, le nostre priorità.

Lettera dal Coronavirus
Lettera dal Coronavirus – Fermatevi. Semplicemente alt, stop, non muovetevi. Non è più una richiesta. È un obbligo.

E se useremo questo tempo sospeso per lavorare sul profondo di ognuno di noi, non potremo che rigenerarci, come la natura ci insegna, con forza e umiltà. Non potremo che ritrovare un nuovo equilibrio, smettendola di rincorrere il benessere a tutti i costi, di cercare comodità inutili, di alimentare desideri materiali all’insegna dello sperpero, di rincorrere modelli sociali e globali che hanno dato prova della loro insostenibilità.

Dobbiamo tutti fermarci e aspettare. E’ il Pianeta a chiedercelo.

Il video che meglio esplica il nostro pensiero è Lettera dal Coronavirus di Darinka Montico.

Lettera dal Coronavirus all’umanità, fermatevi semplicemente e ascoltate. È il Pianeta a chiedercelo ultima modifica: 2020-03-17T08:00:50+00:00 da Helleana Grussu
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Lettera dal Coronavirus all’umanità, fermatevi semplicemente e ascoltate. È il Pianeta a chiedercelo ultima modifica: 2020-03-17T08:00:50+00:00 da Helleana Grussu

Sarda d’origine e piemontese d’adozione, con un passato nel settore teatrale, si occupa da una decina d’anni di ufficio stampa in ambito culturale ed è giornalista pubblicista. Si forma in area artistica tra Torino e Venezia, e dopo gli studi specifici e diverse esperienze lavorative sceglie la scrittura per raccontare le sue principali passioni. Sognatrice patologica, ama il mare, che porta sempre dentro di sé e ama le sfide, dove gioca sempre a carte scoperte. Particolarmente sensibile alle tematiche ambientali, ancora di più dopo essere diventata mamma, cerca di essere attiva nel campo con particolare attenzione al mondo dell’infanzia.

4 Commenti

  1. Perchè è stato bloccato questo video?
    E’ una lettera di speranza per tutta l’umanità.
    Vi prego vivamente di sbloccarlo

  2. senza ombra di dubbio è così,provate a riflettere, prima che arrivasse il virus eravamo ostaggi di di fenomeni atmosferici tragici ogni settima con morti e feriti, si diceva ora sarà sempre così ecc.ecc.. cosa succede? arriva il virus e si ferma tutto una calma piatta,il silenzio,mi sembra quasi ovvio che il virus che ci sta facendo ragionare ha voluto che lo ascoltassimo in silenzio!!!!!!!!!!!!! sarebbe importante che questo stupendo articolo venisse messo su facebook affinchè lo veda tutto il mondo,e che tutto il mondo ragioni su questo!! pace e serenità a tutte le vittime

  3. Impariamo a vivere lentamente, ad osservare, a rispettare l’ambiente, la biodiversità.
    La terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra (Capo indiano Seattle 1854)

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