Pokémon cambiamento climatico

Pokémon: ecco Cursola, il corallo-fantasma vittima del cambiamento climatico

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Pokémon: ecco Cursola, il corallo-fantasma vittima del cambiamento climatico ultima modifica: 2019-12-29T08:00:08+00:00 da Francesco Rasero
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Gli effetti del cambiamento climatico irrompono anche nel mondo dei Pokémon, la popolare serie di videogiochi che, in quasi 25 anni, ha venduto oltre 300 milioni di copie in tutto il mondo.

Il cambiamento climatico è così reale da entrare a far parte anche di un ambiente virtuale, i videogiochi, in particolare in quello dei Pokémon, la popolare serie giapponese diventata ormai parte della cultura pop contemporanea globale.

Il più recente videogame -intitolato “Pokémon Spada e Scudo” e uscito lo scorso 15 novembre per Nintendo Switch- presenta infatti un nuovo personaggio, Cursola, versione bianco-fantasma della vibrante Corsola, il Pokémon-corallo che era presente nel gioco fin dal 1999.

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Le caratteristiche di Corsola, vittima del Climate Change, come riporta il Pokédex

L’improvviso cambiamento climatico ha cancellato la precedente tipologia di Corsola”, si legge nel Pokédex, l’enciclopedia ufficiale dei personaggi Pokémon presente all’interno del videogame.

Il suo guscio bianco e vuoto sembra essere un chiaro riferimento al fenomeno dello sbiancamento dei coralli, dovuto al surriscaldamento degli oceani, che minaccia le barriere coralline in tutto il mondo.

Il Pokémon-corallo che è diventato un fantasma

Corsola era un Pokémon ispirato al corallo, di colore rosa brillante, con quattro zampe robuste e un sorriso adorabile.
Ma, fin dalla sua comparsa all’interno del nuovo episodio, il look attuale è completamente differente: grigio, semitrasparente e triste.

L’ulteriore evoluzione in Cursola, quindi, ne rappresenta il passaggio in forma di fantasma.

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Il momento della cattura del Pokémon Corsola, sbiancato a causa del cambiamento climatico

La stessa fine che rischiano di fare i coralli nel mondo reale.
Minacciati dal Climate Change, con le acque dei mari che si scaldano sempre di più, questi preziosi quanto delicati ecosistemi stanno infatti scomparendo dalla faccia della Terra a un ritmo spaventoso: dimezzati nel corso degli ultimi tre decenni, secondo l’Ipcc potrebbero estinguersi, ovvero diventare veri e propri fantasmi, nel giro di pochi anni, qualora la temperatura marina globale crescesse di altri due gradi.

Lo sbiancamento dei coralli e dei Pokémon

Lo sbiancamento è un fenomeno in cui i coralli -piccoli esseri viventi che formano le barriere coralline, presenti in diverse parti del mondo- espellono le alghe colorate che vivono al loro interno e con le quali, in condizioni oceaniche stabili, hanno un legame simbiotico.

coralli Okinawa, Giappone
Coralli morti a Okinawa, Giappone (foto Coral Reef Image Bank – The Ocean Agency)

Gli effetti del cambiamento climatico, comprese le alte temperature e le acque acide, oltre a fattori di stress come l’inquinamento, possono indurre i coralli allo sbiancamento, dopo una fase di estrema colorazione.

Siccome i polipi dei coralli si affidano proprio alle alghe per assumere le sostanze nutritive, se resta privo di questi simbionti troppo a lungo, il corallo (divenuto bianco) è destinato a morire.

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Cursola, l’evoluzione fantasma del Pokémon-corallo

Purtroppo Cursola -il nuovo Pokémon fantasma appena introdotto, che si trova nei pressi delle Terre Selvagge, nella zona dello Specchio del Gigante- non sarebbe assolutamente fuori luogo tra le tante barriere coralline già uccise dalla crisi climatica.

E la storia di Corsola, il suo predecessore, è più o meno in linea con ciò che il cambiamento climatico sta facendo al corallo sulla Terra. Come recita il Pokédex, infatti, è stata “trovata nelle calde acque poco profonde dei mari del sud e ha bisogno di acqua pulita per vivere. Se il suo habitat è sporco, la crescita sulla schiena si scolorisce e degenera“.

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La versione originaria di Corsola, il Pokémon-corallo

Corsola è comparsa tra i Pokémon per la prima volta nel 1999 e il suo nome fa diretto riferimento ai coralli (“coral” in inglese, probabilmente abbinato con una crasi alla parola “solar”).

Questi Pokémon vivono nelle barriere coralline di tutto il mondo, anche se la loro popolazione ultimamente sta scemando a causa dell’inquinamento delle acque -si legge nella descrizione del videogioco su Wikipedia- Le loro ramificazioni brillano in sette meravigliosi colori, se esposte alla luce del sole, e si nutrono principalmente assorbendo sostanze nutritive dalle loro protuberanze. Tuttavia, nelle acque inquinate, vi è il rischio che possano assorbire sostanze dannose, anche in grado di ucciderli”.

Il messaggio dei Pokémon legato al climate change

I Pokémon sono creature immaginarie che popolano un mondo digitale parallelo, ideato in Giappone nel 1996 e trasformato nel set di videogiochi più diffusi al mondo (dopo Super Mario).
Nel loro universo virtuale, gli umani possono catturare queste creature, allenarle e farle combattere.

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L’incontro con Corsola durante Pokémon Spada e Scudo

Oltre ai videogame, i Pokémon sono poi diventati card da gioco e collezione, film, libri e manga, oltre a svariati gadget e giocattoli, assumendo pienamente i contorni di un fenomeno della cultura pop globale.

Oggi, con il monito trasmesso attraverso il personaggio di Corsola/Cursola, questi fantasiosi esseri digitali diventano anche messaggeri del forte impatto dei cambiamenti climatici sui coralli e, in generale, sul nostro ambiente che cambia.

Pokémon: ecco Cursola, il corallo-fantasma vittima del cambiamento climatico ultima modifica: 2019-12-29T08:00:08+00:00 da Francesco Rasero

Giornalista pubblicista, dal 1998 scrive su carta stampata e online. Oggi è vicedirettore di un giornale di informazione locale e gestisce Altrov*e, start-up che si occupa di copywriting e comunicazione. Ha lavorato per oltre un decennio nel settore ambientale, oltre ad aver organizzato svariati eventi culturali, in ambito artistico, cinematografico e teatrale. È appassionato di viaggi, in particolare nell’area balcanica e nell’Est Europa, dove ha seguito (e segue) alcuni progetti di volontariato. Ama conoscere, progettare, fotografare e stare a contatto con le persone. Ma ancora di più ama il rugby, i suoi gatti e la sua nuova famiglia.

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