PET Kupa, la (pazza) regata del riuso che salva il fiume Tibisco

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PET Kupa, la (pazza) regata del riuso che salva il fiume Tibisco ultima modifica: 2019-10-18T08:00:07+00:00 da Redazione eHabitat.it
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Solo le barche autoprodotte con bottiglie in plastica recuperate dalle acque del fiume possono prendere parte alla PET Kupa, in Ungheria, la gara ambientale che da sette anni si occupa di salvare un ecosistema unico nel suo genere.

Non solo i mari, ma anche i fiumi, sono sempre più inquinati dalla plastica monouso, che vi si riversa dalla terraferma ed è molto dannosa per gli ecosistemi acquatici. E i rifiuti -come il cambiamento climatico- non conoscono confini.

È emblematico, nell’Europa centro-orientale, il caso del fiume Tibisco, il più grande affluente del Danubio, che va dall’Ucraina verso l’Ungheria, la Romania, la Slovacchia e la Serbia.
Lungo il suo percorso, purtroppo, raccoglie una quantità sempre maggiore di plastica, a partire dalle bottiglie in PET. «A volte, i rifiuti di plastica raggiungono diversi metri di altezza nella pianura alluvionale del fiume, una foresta selvaggia e unica nel suo genere», sottolineano dal Programma UN Environment delle Nazioni Unite.

Pet Kupa 2019
Il percorso della PET Kupa 2019

Ma c’è chi ha scelto di opporsi a questo inquinamento crescente: sono gli organizzatori e i partecipanti alla PET Kupa (Plastic Cup in inglese), una regata molto particolare, giunta quest’anno alla sua settima edizione, che si snoda per circa 70 chilometri da Szatmárcseke a Tiszamogyorós, in Ungheria.

Pet Kupa foto pagina Facebook PetKupa.hu
Una delle imbarcazioni che partecipano alla PET Kupa

Ogni agosto, per oltre una settimana, centinaia di volontari (che amano farsi chiamare “I pirati della plastica”) si sfidano sulle acque del Tibisco con barche a vela, rigorosamente autoprodotte riutilizzando imballaggi plastici e altri materiali di recupero.

La competizione sportiva non è l’unico -né il principale- obiettivo di questa “Coppa”. La PET Kupa punta infatti a rimuovere l’immondizia dalle rive del fiume: nelle varie edizioni sono state raccolte, ogni anno, circa 10 tonnellate di rifiuti in plastica, con la partecipazione di una cinquantina di imbarcazioni.

Pet Kupa foto pagina Facebook PetKupa.hu
Rifiuti raccolti durante la PET Kupa

«Questa Coppa riguarda principalmente la raccolta dei rifiuti, e solo in secondo luogo la velocità e l’agilità: il suo obiettivo principale è quello di far sì che i partecipanti contribuiscano il più possibile alla pulizia del Tibisco (Tisza in ungherese, ndr) -si legge nel regolamento ufficiale pubblicato sul sito della PET KupaLe imbarcazioni possono partecipare alla PET Kupa se la loro galleggiabilità è assicurata esclusivamente da bottiglie di plastica riciclata che sono state raccolte interamente o parzialmente dal Tibisco o dalle sue coste, che sono azionate interamente da energia rinnovabile, pagaie, remi, vele o simili, e che sono state assemblate usando esclusivamente componenti usate, scartate o riciclate».

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La fase di preparazione delle barche

Le prime due -e più lunghe- attività della PET Kupa sono pertanto la raccolta di quei rifiuti che saranno usati per creare le barche e la costruzione dei natanti stessi, precedute da una sessione obbligatoria di orientamento.
Gli equipaggi che prendono parte alla regata devono aver partecipato in tutto o in parte alla fase iniziale di pulizia del fiume, alla raccolta o al trattamento delle bottiglie e alla loro preparazione per il riutilizzo in barca.

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Un momento della regata

Quindi prende il via la gara vera e propria: vince la barca che raccoglie il maggior numero di punti (ovvero di tappi di bottiglia) durante la competizione. Il premio, a sua volta, è una coppa realizzata esclusivamente con bottiglie in PET riciclate, raccolte nelle edizioni precedenti.

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Uno dei partecipanti alla PET Kupa impegnato nella raccolta dei rifiuti sul fiume

Durante le giornate di regata, gli equipaggi sono impegnati a rimuovere il maggior quantitativo possibile di rifiuti dal fiume e dalle sue rive, con tutti i mezzi possibili, caricandoli sulle imbarcazioni. Al termine di ciascuna tappa, il raccolto viene consegnato agli organizzatori e la quantità viene ufficialmente misurata dal PET Master.

Non mancano, poi, i momenti di divertimento e comunitari, con gli equipaggi che si sfidano in giochi di abilità e trascorrono le serate sulle spiagge del Tibisco, tra falò e canzoni.

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Accampamento sulle rive del Tibisco

«La chiave del successo della PET Kupa è l’essere in grado di trasformare un esercizio difficile e pericoloso, come la raccolta dei rifiuti, in un divertente e stimolante momento di team building, nell’avventura di una vita -spiegano gli organizzatori- La manifestazione è nata dalla disperazione per l’inondazione di plastica cui è sottoposto il fiume. La nostra iniziativa è un tentativo di porre fine alle ricorrenti ondate di inquinamento, scoprendo i punti più inquinati e lavorando per ripulire le pianure alluvionali e il fiume stesso. Il lavoro è enorme».

Circa la metà della plastica raccolta viene quindi trasformata in mobili dall’azienda belga Waste Free Oceans, specializzata nel riciclo di rifiuti marini e fluviali, mentre il resto -opportunamente differenziato- viene riciclato in Ungheria.

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La plastica raccolta durante la PET Kupa, trasformata in granuli, diventa materia prima seconda

Le iniziative ambientali legate alla PET Kupa, peraltro, proseguono tutto l’anno, tra eventi di clean up, campagne di sensibilizzazione, mostre e dibattiti.

Gli organizzatori hanno anche iniziato un’indagine sistematica sulle rive del Tibisco, con la localizzazione delle aree più inquinate. «Ci sentivamo come se avessimo bisogno di conoscere meglio il nemico per combatterlo efficacemente -raccontano- Il monitoraggio dei rifiuti viene effettuato da volontari, utilizzando un’applicazione per cellulare, che permette un’azione coordinata. Finora sono stati ispezionati 180 luoghi inquinati, di cui 27 sono stati già rimossi».

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Navigazione e rimozione dei rifiuti sul fiume Tibisco

E, proprio da ottobre 2019, partirà un progetto transnazionale denominato “Clean Water, Happy Tisza”, che mira a estendere questa esperienza dalla sorgente al mare, su 5 Paesi, coprendo 966 chilometri in 15 mesi.

Verrà monitorato l’intero fiume, con azioni di sensibilizzazione delle Comunità locali. «Per evitare ulteriori inquinamenti e preservare le aree già recuperate, la cooperazione internazionale è diventata più importante che mai. Speriamo che si possa avere impatto positivo sulla protezione della natura fluviale e della fauna selvatica, andando anche a incidere sul comportamento delle persone che vivono nell’area interessata».

Logo Pet Kupa

I risultati del progetto saranno quindi resi accessibili online, dando vita a un sito interattivo che fornirà anche consigli pratici e soluzioni per ridurre i rifiuti e condurre una vita più sostenibile dal punto di vista ambientale.

 

Questo articolo contribuisce al progetto “Movies Save the Planet – Voices from East” di CinemAmbiente – Bando europeo #FrameVoiceReport!

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