Brian May, chitarrista dei Queen, e l’idea di un nuovo Live Aid per combattere il riscaldamento globale

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Brian May, chitarrista dei Queen, e l’idea di un nuovo Live Aid per combattere il riscaldamento globale ultima modifica: 2019-09-21T08:00:44+00:00 da Alberto Pinto
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Non esiste Live Aid senza i Queen. Ognuno di noi ha negli occhi l’iconica performance della band di Freddie Mercury al Wembley Stadium di Londra nell’estate del 1985, ricostruita al cinema con grande effetto nel bellissimo Bohemian Rhapsody di Bryan Singer.

-Live Aid-Brian May-
È stato proprio il chitarrista dei Queen, Brian May, a lanciare la suggestione di ripetere quell’indimenticabile esperienza che ha scritto la storia della musica, e non solo. Un nuovo Live Aid, quindi, ma che darebbe un importante segnale di impegno e di attivismo per contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.

Il 13 luglio 1985, i Live Aid di Londra e Philadelphia portarono sul palco alcuni tra gli artisti più celebri ed acclamati del momento, uniti per raccogliere fondi destinati ad alleviare la drammatica carestia in Etiopia. Tra le personalità che si esibirono, oltre i Queen, icone della musica del calibro di Madonna, David Bowie, Elton John e Bob Dylan.

-Live Aid-Queen-
Lo spettacolo raggiunse un pubblico di oltre un miliardo e mezzo di spettatori. Fu un evento unico nel suo genere e senza precedenti, che portò alla raccolta di circa 245 milioni di dollari.

Con la stessa voglia di parlare al mondo attraverso la musica, e con la stessa passione di allora nel voler agire per cambiare la rotta, Brian May ha avanzato l’idea di un Live Aid del nuovo millennio, che possa fare la sua parte per vincere la sfida più difficile dei giorni nostri, quella del riscaldamento globale, a cui tutti noi siamo chiamati a rispondere.

Brian May, uno degli artisti che da sempre ha più a cuore la questione ambientale, ha rivelato la sua idea nelle scorse settimane, sulle pagine del Daily Mirror. Nell’intervista, il chitarrista dei Queen si è detto preoccupato per il modo in cui il cambiamento climatico continua ad essere una minaccia troppo sottovalutata.

Toccherà alle nuove generazioni prendere il toro per le corna”, ha dichiarato al quotidiano britannico. “Noi possiamo aiutare come possibile, ma penso che sia ciò che servirebbe in questo caso”.

A distanza di 34 anni, festival ed eventi musicali si sono moltiplicati, come ha constatato lo stesso Brian May. Allo stesso tempo, però, l’attenzione che potrebbe suscitare un nuovo Live Aid, sulla scia di ciò che ha significato quello del 1985, aiuterebbe a diffondere alla massima potenza l’importante appello in favore del Pianeta e a coinvolgere un numero enorme di spettatori, grazie anche alle tantissime possibilità di fruizione di cui disponiamo oggi.

-Live Aid-Queen-Brian May-

In un momento storico in cui i giovani si stanno muovendo per prendere in mano le redini del proprio e del nostro futuro, resta comunque un forte bisogno di sensibilizzare il maggior numero di persone e di istituzioni possibile. Anche un evento musicale, soprattutto se così affascinante, potrebbe certamente essere una strada efficace.

Un Live Aid interamente dedicato alla lotta al global warming, con la partecipazione di artisti d’eccellenza come Brian May pronti ad esporsi in prima persona, sarebbe un’irripetibile cassa di risonanza per far sentire una voce che non si può più far finta di non sentire.

 

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