15 Marzo 2019

Global Strike for Future: lettera ai ragazzi del 15 marzo

Ho 43 anni e non sono mai stato in piazza per nulla di più importante.

Il #GlobalStrikeforFuture di oggi contiene tutte le lotte possibili:

  • quelle per il lavoro, in un’economia che la globalizzazione e la finanza hanno trasformato in un esercizio della disuguaglianza senza soluzione di continuità, con i privilegi dell’1% pagati – in termini esistenziali, ambientali, economici – dal restante 99%
  • quelle per i diritti, all’interno di un dibattito pubblico inquinato dalla distrazione propagandistica e dall’omissione delle priorità. Il diritto all’acqua, alla sanità, all’istruzione pubblica così come tutti gli scambi non mercificabili sono i peggiori nemici del settore privato ovvero del principale responsabile dei cambiamenti climatici
  • quelle per l’integrazione, perché la politica ci mostra sempre e soltanto le conseguenze, ci parla di invasioni ed emergenze, imbastisce distopie di comodo, concentra la propria attenzione sulle conseguenze perché incapace di affrontare gli eventi di cui è causa. I cambiamenti climatici non sono una delle cause, ma sono LA causa di tutti i flussi migratori
  • quelle per la pace, perché ogni guerra è una guerra per l’appropriazione di risorse, dal gas al petrolio, dai minerali che finiscono nei nostri pc e smartphone all’acqua, il bene più prezioso che esista sulla Terra
Torino, in piazza 15mila studenti per il clima
Torino, in piazza 15mila studenti per il clima

Un’ultima cosa. Questa piazza di giovani è una vittoria per la società civile, ma è una sconfitta per la mia generazione e per quelle che l’hanno preceduta.

Nessuno ci metta il cappello sopra.

Non lo mettano quelli che in questi giorni non parlano d’altro che di progetti e Grandi Opere che non hanno altro obiettivo che perpetuare e accrescere le logiche commerciali che ci stanno portando verso questo disastro.

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Torino, sciopero del 15 marzo le proteste degli studenti | @Valentina Tibaldi

Non lo mettano i politici sordi da decenni a qualsiasi dato scientifico sui limiti dello sviluppo.

Non lo mettano coloro che spacciano lo sviluppo come progresso, quelli che pongono costantemente la priorità occupazionale di fronte alle questioni ambientali, gli interessi del capitale di fronte alla vivibilità di un territorio.

Chi opera e opererà per rendere questa lotta il più diffusa possibile sappia che dovrà contrastare la macchina della controinformazione che inevitabilmente l’interesse privato metterà in moto. Cercheranno di delegittimare il movimento, funziona così oggi purtroppo.

Andranno seppelliti con i dati, con l’unione, con la partecipazione, con la verità.

La manifestazione dello sciopero globale per il clima ha interessato anche la capitale. Ampia l'adesione
La manifestazione dello sciopero globale per il clima ha interessato anche la capitale. Ampia l’adesione | @Barbara Pignataro

Bisognerà agire in un margine che l’emergenza rende stretto: quello fra l’idea che ci sia ancora tempo per contrastare le conseguenze del riscaldamento globale e l’idea che ormai non ci sia più nulla da fare. Siamo sul Titanic, certo, ma non possiamo permetterci il lusso di continuare a suonare…

Questa è la battaglia dei giovani, quella che avremmo dovuto avere la forza di combattere per i nostri figli e nipoti. Ma è una battaglia che ci riguarda tutti, sosteniamola fino in fondo, cercando di fare meno danni possibili.

E torniamo in piazza, magari portando i nostri padri e i nostri nonni, ogni volta che sarà necessario.

[Video di Davide Mazzocco]

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui Materia Rinnovabile, La Revue Dessinée, La Stampa Tuttogreen, Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow News, Slow Food. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online”, “Propaganda Pop”, "Cronofagia" e "Geomanzia", "Prime" e "Riconquistare il tempo".

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