Lo shopping e l’impatto sull’ambiente, gli sporchi segreti della moda rivelati da un’inchiesta della BBC

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Lo shopping e l’impatto sull’ambiente, gli sporchi segreti della moda rivelati da un’inchiesta della BBC ultima modifica: 2018-11-13T08:00:55+01:00 da Alessia Telesca
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Lo shopping e la cosiddetta fast fashion, ovvero la moda veloce, messa in vendita a prezzi contenuti, possono essere dannosi per l’ambiente. Un’inchiesta della BBC, Fashion’s dirty secrets, mostra i segreti dell’industria della moda, dal consumo eccessivo di acqua all’impiego di sostanze chimiche.

Lo shopping e l'ambiente (fonte: bbc.co.uk)
Lo shopping e l’ambiente (fonte: bbc.co.uk)

Lo shopping e l’ambiente

Nell’inchiesta della Bbc, Fashion’s dirty secrets, Stacey Dooley viaggia per il mondo per scoprire il prezzo nascosto della dipendenza dalla moda. La giornalista parte affermando come «ogni anno vengono prodotti oltre 100 miliardi di capi e il pianeta non può sostenerlo».

Il 43% dell’abbigliamento dell’industria della moda è in cotone, un prodotto con una filiera produttiva che impiega pesticidi e coloranti. Sostanze chimiche tossiche rilasciate dall’industria dell’abbigliamento che inquinano corsi d’acqua fondamentali per milioni di persone. Come avviene sulle sponde del mare d’Aral, tra il Kazakistan e l’Uzbekistan, dove la coltivazione del cotone sta prosciugando uno dei laghi, una volta, più grandi al mondo. Un lago prosciugato e tossico, perché per un solo paio di jeans possono servire più di 15.000 litri d’acqua.

Il mare d’Aral si è ritirato dagli anni Sessanta, quando nella regione è cominciata la produzione di cotone. I fiumi che portavano al lago sono stati prosciugati per le colture di cotone, e in quattro anni la zona acquatica è scomparsa con tutto il suo ecosistema. Quella che era una terra ricca per le comunità della luogo, adesso è un terreno tossico. Nel 1960 il lago d’Aral era il quarto più grande del mondo con una superficie di 68.000 kmq. Nel 2004 la superficie era di 17.160 kmq. Nel 2014 il lago orientale è totalmente prosciugato.

Stessa situazione anche in Indonesia, sul fiume Citarum, il più lungo in West Java. Il corso d’acqua è, infatti, fortemente contaminato dallo scarico di inquinanti chimici, impiegati nella produzione dell’industria della moda. Il fiume è ora il più inquinato del mondo.

Responsabilità della moda e di tutti (fonte: wikipedia.org)
Responsabilità della moda e di tutti (fonte: wikipedia.org)

Responsabilità della moda e di tutti

In Fashion’s dirty secrets, Stacey Dooley chiede alle maggiori industrie della moda di affrontare il problema rilasciando interviste, così da poter capire quale possa essere la soluzione. Invito declinato.

Sembra, quindi, che la moda si rifiuti di affrontare la questione, lasciando al consumatore la responsabilità. È la stessa giornalista a riflettere, affermando che «dopo aver svolto questo lavoro dire che smetterò con lo shopping sarebbe disonesto. Però posso essere potente come consumatrice capace di valutare gli acquisti». Perché il risparmio sui prodotti di abbigliamento non sono il vero prezzo della moda, il vero prezzo sono i milioni di litri di acqua impiegati, inquinati e sprecati per coltivare e lavorare il cotone. Quindi bisogna imparare a non sprecare, ad acquistare meglio, a impiegare uno stesso vestito più volte.

Ancora una volta, per il consumatore diventa di fondamentale importanza riflettere ed effettuare acquisti consapevoli.

Lo shopping e l’impatto sull’ambiente, gli sporchi segreti della moda rivelati da un’inchiesta della BBC ultima modifica: 2018-11-13T08:00:55+01:00 da Alessia Telesca
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Classe 1987, torinese. È educatrice e web editor per diverse testate online. Vegetariana, è appassionata di animali, tematiche ambientali e educative. Spazia dai film thriller alle commedie e segue con attenzione il calcio. Dalle molteplici idee, prova ad unire le passioni con la scrittura creativa.

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