2 Maggio 2018

Il manifesto di Maurizio Pallante per un mondo sostenibile

“Sostenibilità, equità e solidarietà” è il nuovo libro del fondatore del Movimento per la decrescita felice edito da Lindau

C’è una parola che viene in mente quando si conclude Sostenibilità, equità e solidarietà di Maurizio Pallante: buonsenso. Nel libro, uscito alcune settimane fa per i tipi di Lindau, il fondatore del Movimento per la decrescita felice parte dalle crisi politiche, economiche, sociali e ambientali del nostro tempo per disegnare un nuovo paradigma culturale capace di voltare alle spalle alla dittatura del consumismo, dell’individualismo e della competizione che stanno portando il pianeta verso il punto di non ritorno.

L’umanesimo di Pallante abbraccia filosofia, arte, letteratura, sociologia, ecologia, economia e politica per arrivare a una proposta politica e culturale capace di rendere sostenibile il nostro futuro: “A tal fine è necessario superare l’identificazione tra il più e il meglio, su cui si fonda il consumismo, e riscoprire il valore della sobrietà, che non è la rinuncia per ragioni etiche a qualcosa che si ritiene vantaggioso, ma l’intelligenza di riconoscere il limite oltre il quale la pulsione a volere più di quello che si ha peggiora la vita”.

Per Pallante il termine “sviluppo sostenibile” è un ossimoro. Non ci può essere alcuna sostenibilità in un mondo che incrementa, anno dopo anno, il proprio debito nei confronti della natura e non può esserci alcuna sostenibilità in un mondo in cui la politica opera solamente per la propria autoconservazione e in cui l’economia depreda territori e risorse, spingendo i migranti nelle mani di un neoschiavismo che si rifà il look sotto l’etichetta dell’accoglienza.

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Grazie ai numeri e al buonsenso, Pallante abbatte tanti dei totem ideologici su cui è costruita la nostra società, su tutti quello dell’innovazione come valore in sé e quello dell’accumulo di denaro e oggetti come metrica del benessere: “L’identificazione del benessere con tantoavere, del concetto di nuovo col concetto di migliore, della modernità con la fase più avanzata raggiunta provvisoriamente dalla storia, della ricchezza col denaro, la valorizzazione della concorrenza contro la collaborazione, non sono diventati per legge i valori che nei Paesi sviluppati orientano le scelte esistenziali delle persone.

Lo sono diventati in conseguenza dell’azione sistematica di persuasione di massa svolta da una serie di agenzie a cui è stato affidato questo compito: i mass media, la scuola, la Chiesa, i sindacati, i partiti politici, la pubblicità, l’industria culturale”.

Maurizio Pallante
Maurizio Pallante

Il manifesto politico e culturale di Pallante colma il vuoto di proposta e di buonsenso di un sistema partitico interessato solamente alla propria autoconservazione. Pur concentrandosi in molte pagine sulla crisi politica e sociale italiana, l’autore mostra i lati oscuri della globalizzazione, sottolineando molte delle urgenze ambientali causate dalla guerra del mercato agli scambi non mercantili: “L’economia diventa economia di mercato non quando ci siano mercati in cui si scambiano merci con denaro, ma quando si produce tutto per il mercato.

Di conseguenza tutte le forme di autoproduzione e di scambi non mercantili basati sulla solidarietà diventano freni allo sviluppo della mercificazione, per cui vengono ostacolati e repressi in vari modi: con apposite misure legislative, con la cancellazione delle conoscenze necessarie al saper fare nell’ambito della cultura, con l’esaltazione della concorrenza come fattore di progresso, con l’identificazione del benessere col tantoavere. Le innovazioni tecnologiche finalizzate all’aumento della produttività e i danni ambientali, che spesso vengono causati per accrescerla, non vengono nemmeno presi in considerazione”.

energie rinnovabili eolico

La permanenza di queste condizioni rende il futuro insostenibile. La rivoluzione culturale prospettata nel libro di Pallante non può più attendere: “Occorre superare l’antropocentrismo, la riduzione degli esseri umani alla loro dimensione economica, il loro appiattimento sul consumismo, l’identificazione del concetto di nuovo col concetto di migliore. Occorre ridurre la mercificazione e recuperare la solidarietà, rivalutare la manualità, il lavoro artigianale, la produzione di valori d’uso, ripristinare la prevalenza del bello sull’utile”.  

Ormai consci di come le priorità di politica ed economia siano, rispettivamente, la costruzione del consenso e l’accumulo dei profitti, spetta ai cittadini riappropriarsi della scena pubblica e ai consumatori compiere scelte contrarie all’imperante mercificazione di ogni aspetto del reale. E questo libro è un’utile guida per riconoscere i valori su cui costruire nuovi paradigmi realmente sostenibili.

[Foto Lindau e PixaBay]

 

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui Materia Rinnovabile, La Revue Dessinée, La Stampa Tuttogreen, Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow News, Slow Food. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online”, “Propaganda Pop”, "Cronofagia" e "Geomanzia", "Prime" e "Riconquistare il tempo".

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