Salto di Quirra, napalm seppellito nel poligono di Perdasdefogu

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Salto di Quirra, napalm seppellito nel poligono di Perdasdefogu ultima modifica: 2017-08-07T08:00:02+02:00 da Davide Mazzocco
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Per alcuni decenni il Poligono Interforze di Salto di Quirra-Perdasdefogu, in provincia di Nuoro, ha ospitato le sperimentazioni e i test su armamenti di nuova generazione dell’esercito italiano e di molti eserciti stranieri. Nell’apparente calma dell’idilliaca campagna sarda, in una zona a bassa densità abitativa, sono state utilizzate armi contenenti elementi altamente nocivi come l’uranio impoverito.

Le frequenti nascite di capi di bestiame deformi e l’elevato numero di leucemie e linfomi di Hodgkin (la malattia comunemente nota come Sindrome del Golfo) sia fra i militari operativi nella base che fra i pastori locali hanno spinto la magistratura a indagare sull’avvelenamento di un territorio da secoli dedito alla pastorizia.

proiettili armi

Nelle indagini, condotte con la collaborazione di medici e veterinari delle ASL di Lanusei e Cagliari e rese note nel gennaio 2011, sono emerse coincidenze statisticamente significative fra malformazioni di animali e tumori emolinfatici e l’inquinamento di nanoparticelle.

Nel luglio 2014 è stato comunicato il rinvio a giudizio di otto ex comandanti del Poligono di Perdasdefogu e del distaccamento di Capo San Lorenzo, in carica tra il 2004 e il 2010. Per tutti l’accusa è di omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri perché non avrebbero interdetto al pubblico le zone a rischio. Nel processo attualmente in corso al Tribunale di Lanusei è emerso come i terreni del Poligono Interforze di Perdasdefogu siano stati utilizzati come una sorta di “discarica” per armamenti tossici come il napalm.

Diverse intercettazioni di conversazioni fra i militari, facenti riferimento all’interramento del napalm, sono state messe agli atti del processo e diverranno oggetto del dibattimento.

Salto di Quirra

Il deputato di Unidos, Mauro Pili ha pubblicato sul sito Unidos.io lo stralcio più significativo di una missiva datata 23 agosto 1984 e dall’oggetto inequivocabile: Controllo Materiale Napalm. Si tratta di una comunicazione che ha come mittente il centro consultivo studi e ricerche dell’aeronautica militare e come destinatario l’ispettorato logistico dell’Aeronautica Militare, responsabile del trasbordo di tutte le armi, munizioni, bombe e missili da smaltire a Salto di Quirra.

La disposizione citata dall’ex governatore della Regione Sardegna non da adito a dubbi: “Per quanto concerne i 50 fusti in cattive condizioni (di cui all’oggetto) essi dovranno essere esaminati secondo i criteri prescritti dal T.C.; se da tali criteri il prodotto dovesse risultare non più utilizzabile , dovranno essere dichiarati fuori uso, e il prodotto distrutto. Tale distruzione pone problemi non indifferenti; il prodotto infatti brucia con difficoltà generando fumo ed è assolutamente impensabile disperderlo in acqua; pertanto la soluzione più ragionevole appare l’interramento, eventualmente dopo averlo rinchiuso in robusti sacchi di plastica per evitare l’inquinamento delle falde”.

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Interrare. Seppellire. Nascondere. Un esercizio che, anche metaforicamente, sta diventando sempre più complicato per l’Esercito Italiano. Sono oltre 340 i militari italiani deceduti e oltre 7650 quelli ammalatisi a causa di patologie derivanti dall’esposizione all’uranio impoverito (dati 2017 dell’Osservatorio Militare). I civili sono fuori da questo conteggio, così come lo sono i militari che si sono ammalati dopo essere stati esposti all’amianto nelle caserme, sugli elicotteri e sulle navi. E il napalm, l’arma “inaugurata” dagli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale e utilizzata massicciamente in Vietnam, che contributo ha dato all’inquinamento del territorio di Perdasdefogu? È, questa, soltanto un’altra delle verità da disseppellire per far crollare il muro omertoso che protegge i responsabili di una guerra invisibile che avvelena le persone e l’ambiente.

[Foto Pixabay]

Salto di Quirra, napalm seppellito nel poligono di Perdasdefogu ultima modifica: 2017-08-07T08:00:02+02:00 da Davide Mazzocco
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Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui La Stampa Tuttogreen, Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow Food, Ciclismo, Alp ed ExtraTorino. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online”, “Propaganda Pop” e "Cronofagia".

1 Commento

  1. Se sctivete come scegliete le gotografie !
    Il nastro di cartucce da mitragliatrice non è in dotazione alla NATO , infatti sono cartucce 14,5×114 Russian !

    Documentarsi bene prima di diffondere invenzioni !

    Un addetto si lavoti

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