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Quando Desperate Housewives parlò di ambientalismo e di raccolta differenziata

Ormai conclusasi nel 2012 con 8 stagioni da 23 episodi ciascuna, Desperate Housewives rimane una delle serie più seguite e più longeve di sempre.

È difficile pensare di non aver visto almeno una puntata per sbaglio o di sfuggita, ma, per precauzione, ecco un brevissimo riepilogo della trama.


Le protagoniste principali sono donne e casalinghe (durante le stagioni alcune svolgeranno una professione, ma l’essere “donne di casa” è la caratteristica lavorativa dominante), a queste si aggiunge l’ordinata e residenziale Wisteria Lane, la strada nella quale tutte abitano e dove accadono quasi tutti i fatti narrati.

Ogni stagione inizia con un mistero portato da nuovi vicini che si trasferiscono di volta in volta nelle belle villette e finisce con lo svelamento di esso, non senza arrecare danni irreparabili, tra cui divorzi, incarceramenti e morti.

Il meccanismo è ripetitivo, ma la trama non annoia mai (altrimenti non sarebbe andato avanti per 10 anni!), merito sicuramente della bravura degli sceneggiatori, ma anche (e forse soprattutto), per la recitazione coinvolgente degli attori.
Nella sesta stagione arriva una nuova famiglia, i Bolen.

Angie, la mamma, è di origine italiana, sa cucinare molto bene e ha un accanimento quasi violento per la raccolta differenziata e la difesa dell’ambiente.

Una scena è particolarmente significativa a questo proposito: una vicina anziana e bisbetica si rifiuta di dividere il vetro dalla plastica nei bidoni della spazzatura di fronte a casa e Angie, dopo numerose richieste motivate a parole, viene colta da uno scatto d’ira e prende a calci i cassonetti dell’insensibile signora.

Di sicuro la reazione è eccessiva e successivamente si scoprirà che Angie Bolen (caratterizzata da un abbigliamento hippie chic, molto più “alternativo” rispetto alle abitanti di Wisteria Lane) è un’eco-terrorista e uccise un uomo per protestare contro la deforestazione di un’area divenuta edificabile.

Insomma, i sentimenti che stanno alla base delle sue azioni sono sicuramente meritevoli, le modalità eccessivamente violente.
La sottigliezza che ho trovato particolare durante questa stagione è stata proprio l’attenzione che è stata data nei confronti della tematica ambientale.

I personaggi hanno iniziato ad usare le buste per la spesa verdi col simbolo del riciclo,  viene fatto cenno molto spesso alla raccolta differenziata (tutti davanti alla propria villa hanno diversi cassonetti per i diversi rifiuti) e alla pulizia della strada (e chi sporca o inquina è giudicato molto male da tutti).


La tematica non è di certo centrale, ma sono stati inseriti tanti input e messaggi più o meno subliminali utili alla sensibilizzazione del pubblico americano (e non solo) del 2010, anno in cui ancora la gravità dei problemi ambientali non era nota a tutti.

Quando Desperate Housewives parlò di ambientalismo e di raccolta differenziata ultima modifica: 2017-03-21T13:30:08+01:00 da Elisa Carbone
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