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I primi passi di Donald Trump: un’impronta pesante sul pianeta

PhotoCredit: Kena Betancsur/Getty Images

Sono trascorsi pochi giorni dall’Inauguration Day, giorno in cui Donald Trump ha prestato giuramento ed è entrato ufficialmente in carica come Presidente degli Stati Uniti d’America. In questo breve lasso di tempo, i timori legati al suo mandato si sono consolidati ed espansi. Abbiamo potuto assistere a diverse e significative proteste: la Women’s March, a cui hanno partecipato più di un milione di persone; le manifestazioni in diversi aeroporti e città contro il travel ban, che sospende il sistema di accoglienza dei rifugiati e blocca l’arrivo delle persone provenienti da sette paesi islamici; le contestazioni in risposta alla costruzione del muro lungo il confine tra Messico e Stati Uniti e le conseguenti campagne di boicottaggio dei prodotti americani da parte della popolazione messicana.

Women’s March a Washington, 21 gennaio. Photo credits: Mario Tama/Getty Images
Protesta all’Aeroporto Internazionale di Portland, 28 gennaio. Photo credits: Joe Riedl

Anche la comunità scientifica statunitense si sta mobilitando. La March for Science è stata pianificata e sta raccogliendo moltissime adesioni. L’ignoranza di Trump in campo scientifico emerge con forza nei suoi interventi e risulta particolarmente inquietante. Lo Scientific American ha proposto una selezione dei Tweets che rivelano in modo efficace il pensiero del Presidente rispetto ad alcuni temi tra cui il cambiamento climatico, un argomento che a noi di eHabitat sta molto a cuore.

Photo credits: Photo by Erik McGregor/Pacific Press/LightRocket via Getty Image

Il primo gennaio del 2014 Trump affermava: “Questa costosa CAGATA del riscaldamento globale deve essere bloccata. Il nostro pianeta si sta raffreddando, si registrano basse temperature, e i nostri scienziati del riscaldamento globale  sono intrappolati nel ghiaccio“.

Fonte: www.good.is

Tre anni dopo, Trump presta giuramento come presidente e sul sito Internet della Casa Bianca, come per magia, scompaiono le pagine dedicate al cambiamento climatico (insieme a quelle sui diritti Lgbt) e i riferimenti alle politiche di Barack Obama. Al loro posto appare la sezione An American First Energy Plan nella quale viene ribadita la posizione della nuova amministrazione su temi come l’ambiente, il clima e l’energia. Si sottolinea inoltre l’impegno all’eliminazione di politiche non necessarie e dannose come il Climate Action Plan di Obama.

Altro dettaglio preoccupante, i Centers for Disease Control and Prevention (autorevoli organismo di controllo sulla sanità pubblica) hanno annullato senza troppe spiegazioni il Climate and Health Summit, un’importante conferenza sulla connessione tra cambiamento climatico e salute, programmata ad Atlanta il mese prossimo. “Non so perché hanno cancellato questo meeting, ma ciò che so è che era importante ed era necessario organizzarlo. La politica è politica, ma uno dei doveri più urgenti del nostro Governo è proteggere la salute dei cittadini” ha commentato Edward Maibach, direttore del Center for Climate Change Communication della George Mason University, che sarebbe dovuto intervenire durante la conferenza.

Per sferrare un ulteriore attacco, l’amministrazione Trump ha imposto all’Environmental Protection Agency (EPA, l’agenzia che opera per proteggere l’ambiente e la salute umana), al National Park Service (NPS, l’agenzia incaricata della gestione dei Parchi nazionali, dei Monumenti nazionali e di altri luoghi protetti) e al Dipartimento dell’Agricoltura, l’interruzione di qualsiasi tipo di comunicazione pubblica, attraverso i loro siti istituzionali e sui social network.

Fonte: www.desmogblog.com, photo credits: Julie Dermansky

Un’altra significativa inversione di rotta, rispetto alle politiche energetiche e ambientali di Obama, è rappresentata dalla firma apposta da Trump all’ordine esecutivo che sblocca i progetti di due grandi oleodotti. Il Keystone XL, che dovrebbe percorrere 1897 km dalle sabbie bituminose dell’Alberta (Canada) fino in Nebraska dove si unirebbe ad un oleodotto già esistente.

Deposito di materiale per l’oleodotto Keystone XL in in Gascoyne, North Dakota. Fonte: www.theguardian.com, photo credits: Terray Sylvester/Reuters

Un progetto proposto in passato, approvato dal Canadian National Energy Board (un’agenzia canadese che si occupa di regolamentare il commercio interno e internazionale di petrolio, gas naturale ed elettricità) e bloccato dall’amministrazione Obama su indicazione dell’EPA. E il Dakota Access, il cui progetto era stato sospeso in seguito alle dure lotte dei nativi americani e dei loro sostenitori.

Protettori dell’acqua, Oceti Sakowin Camp. Photo credits http://drcinfo.org/

“Noi non cerchiamo di imporre il nostro stile di vita a nessuno, piuttosto lasciamo che illumini la strada fungendo da esempio” ha affermato Trump nel suo discorso di inizio mandato.  L’impressione è che in molti rimarranno accecati da questo “splendore”.

I primi passi di Donald Trump: un’impronta pesante sul pianeta ultima modifica: 2017-01-31T08:00:14+01:00 da Alessandra Condello
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