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Inquinamento luminoso: i rischi per ambiente e salute

Chissà se oggi Dante avrebbe concluso con “E quindi uscimmo a riveder le stelle” la sua celebre Divina Commedia. Negli ultimi decenni l’eccesso di illuminazione artificiale ha, infatti, coperto i cieli di una cortina di luce con potenziali rischi per il nostro organismo.

L’inquinamento luminoso si aggiunge ai numerosi modi con cui l’uomo rischia di alterare la bellezza del nostro ambiente. Si rischia, così, di non poter più scrutare le stelle e di alterare i normali ritmi biologici del nostro corpo.

Inquinamento luminoso: definizione

Inquinamento luminoso: i normali livelli di luce nell’ambiente sono alterati anche di centinaia di volte

Questa forma di inquinamento è caratterizzata da una notevole alterazione dei livelli di luce naturalmente presenti nell’ambiente. Si verifica a causa dell’eccesso di luce artificiale, spesso dispersa verso l’alto, presente nelle nostre città.

Inquinamento luminoso: mappa

Attualmente la maggior parte dell’umanità (80% della popolazione mondiale e il 99% di quella statunitense ed europea) vive sotto un cielo inquinato. Questi dati, forniti dall’Atlante mondiale dell’inquinamento luminoso evidenziano l’aumento di questa forma di inquinamento in pochi decenni.

Spicca il record negativo dell’Italia, al primo posto come Paese sviluppato con il territorio più inquinato al mondo. In pratica, nella nostra penisola sono ormai quasi inesistenti zone incontaminate da questa forma di inquinamento. Dall’alto, quindi, il nostro Bel paese appare illuminato a giorno anche di notte.

Inquinamento luminoso: cause e conseguenze

Inquinamento luminoso: l’Italia detiene un primato negativo a livello mondiale

L’aumento esponenziale di questo nuovo tipo di inquinamento è dovuto all’uso gradualmente più diffuso di luci a led. Presenti nei dispositivi tecnologici che usiamo quotidianamente, esse stanno diventando sempre più adoperate nell’illuminazione pubblica.

Le luci di questo tipo, a lunghezza d’onda breve (di colore blu), si rivelano potenzialmente più inquinanti di quelle ad onde lunghe (di colore rosso), più costose e meno efficienti.

Sono facilmente comprensibili gli effetti ambientali negativi, legati soprattutto all’attuale difficoltà di scrutare il cielo alla ricerca di stelle. Oltre a negarci l’emozione offerta dalla Natura, la cortina di luce quasi perenne sembra associata a potenziali rischi per la salute.

Sebbene i più recenti studi non abbiano ancora fornito una conferma scientifica sull’uomo, è ormai piuttosto acclarata l’influenza dell’esposizione prolungata a luci artificiali sul nostro orologio interno.

Le onde brevi di colore blu, presenti anche di notte, rischiano di inibire la produzione di melatonina. Quest’ormone è fondamentale per il nostro sistema endocrino, per la riproduzione e per il sistema immunitario.

Si ipotizza che la luce artificiale di notte possa esporre maggiormente al rischio di incidenza di certi tipi di tumore, come quello al seno e alla prostata. Le evidenze attualmente disponibili sull’uomo indicano come le luci forti di sera siano in grado di modificare i nostri livelli ormonali.

Occorrerebbe allora ripensare al sistema di illuminazione pubblica. Se è vero che le luci a led meno inquinanti consumano e costano di più, si tratta di regolare l’illuminazione. Accendere e spegnere, quindi, in base alle necessità ed evitare forme di dispersione sembra la strategia più adatta per contrastare i rischi per l’ambiente e per la nostra salute.

Inquinamento luminoso: i rischi per ambiente e salute ultima modifica: 2017-01-24T13:30:04+01:00 da GreenElle
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