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Bevande vegetali: beni di lusso o di prima necessità?

Le bevande vegetali, impropriamente definite ‘latte’ rimangono articoli alquanto costosi nonostante la crescente richiesta.

La scelta di bevande vegetali sta diventando sempre più diffusa tra i consumatori, in particolare quelli che preferiscono sostituire così il latte di origine animale a colazione.

Anche al bar si possono richiedere bevande vegetali alternative al latte.

Lo specchio di questa crescente richiesta è rappresentato dai reparti di supermercati e negozi alimentari, sempre più forniti di opzioni alternative al latte vaccino: bevande a base di soia, avena, riso, orzo, nocciole, mandorle sono l’ampio ventaglio di scelta per chi ha deciso di non consumare prodotti di origine animale o semplicemente preferisce non eccedere con le proteine animali. Non solo, quindi, vegetariani o vegani ma anche persone intolleranti al lattosio o con problemi di digeribilità compaiono tra i principali acquirenti di questi prodotti.

Bevande vegetali: IVA al 22% come i beni di lusso

Tuttavia, è esperienza comune per chi acquista questi articoli stupirsi dei costi particolarmente elevati. Ciò è dovuto al fatto che, nonostante l’aumento di vendite, il latte vegetale continua a mantenere l’IVA al 22%, al pari di articoli di lusso, come Ferrari e Rolex.

Dai fagioli di soia si ottiene una bevanda alternativa al latte.

L’attivista vegan Lorenzo Lombardi si è fatto già da tempo promotore di una petizione su Change.org per chiedere di ridurre l’IVA al 4%. Questa, infatti, dovrebbe essere la tassazione imposta ad un bene di prima necessità come il ‘latte’ vegetale. Le firme raccolte sono state molto numerose e tali da permettere un’interpellanza parlamentare, seguita poi da una proposta di legge mai discussa e caduta nel silenzio. Anche un’associazione animalista come la LAV (Lega Anti Vivisezione) si è mossa in questa direzione senza ottenere grandi risultati.

Sostituire il latte animale continua così ad essere piuttosto oneroso. Per sopperire ai costi elevati, alcuni puntano sull’auto-produzione preparando in casa alcuni tipi di bevande vegetali facilmente realizzabili, come il latte di riso. D’altra parte l’elevata concorrenza tra marchi e tipologie di bevande vegetali disponibili ha portato ad una lieve diminuzione dei prezzi.

Ormai milioni di persone acquistano e consumano per scelta etica o di salute alternative vegetali al latte: lo si può allora ancora considerare un bene di lusso?

Bevande vegetali: beni di lusso o di prima necessità? ultima modifica: 2016-11-24T08:00:01+01:00 da GreenElle
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