Intervista a Gavin Munro, l’uomo che coltiva i mobili

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Intervista a Gavin Munro, l’uomo che coltiva i mobili ultima modifica: 2016-05-05T08:00:53+02:00 da Valentina Tibaldi
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Potrebbe sembrare un’azienda come tante altre, la Full Grown, che produce mobili e arredamento di design. E invece l’impresa di Gavin Munro, artigiano, designer e artista inglese, è tutt’altro che convenzionale, proprio come lo strabiliante progetto che sta portando avanti nel bucolico contesto della campagna del Desbishyre. Tra i manti erbosi resi fulgidi dalle piogge generose, crescono infatti frutti molto particolari: alberi (salici in primis, ma anche sicomori, querce, meli selvatici, frassini) a forma di sedie, tavoli e paralumi, che spuntano dal terreno aggrovigliandosi attorno apposite strutture-guida.

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Proprio a Gavin Munro abbiamo rivolto, incuriositi, qualche domanda.

Raccontaci del tuo affascinante progetto: come è nata l’idea e come sta andando avanti?

Il primo seme è stato piantato quando ero solo un ragazzo e ho notato un bonsai incolto che assomigliava a un trono. L’immagine si è sedimentata nella mia mente; molti anni dopo stavo costruendo un mobile con il legno trasportato a riva dall’acqua sulla spiaggia di San Francisco e mi sono reso conto che, invece di abbattere gli alberi, farli in piccoli pezzi e poi riassemblarli avremmo potuto farli crescere direttamente dando loro le forme desiderate. Ormai stiamo sviluppando l’idea da dieci anni, all’inizio procedevamo per tentativi, ma ora siamo passati a una stima ragionata. Con un po’ di fortuna entro i prossimi dieci anni avremo una nuova forma d’arte e una nuova tecnica manifatturiera.

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Quali sono i vantaggi di questo tipo di produzione dal punto di vista ambientale?

Molti dei vantaggi riguardano quel che NON stiamo facendo. NON coltiviamo alberi per oltre cinquant’anni prima di rovinare tutto abbattendoli e spedendoli nelle segherie. Poi NON spacchiamo il legname in pezzi sempre più piccoli, evitando numerosi stadi intermedi di trasporto. E infine NON torniamo a incollare insieme questi piccoli pezzi di legno, non rischiando di causare un inevitabile e progressivo allentamento nel corso del tempo. In più, cosa molto importante, NON costruiamo molti degli edifici, dei veicoli, degli strumenti e delle forniture di cui si ha bisogno per fare quanto appena descritto!

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Quello che, invece, facciamo è coltivare ciascun mobile dandogli la forma che desideriamo, innestando e facendo combaciare le giunture, e aspettando che il pezzo sia abbastanza spesso da essere raccolto. Questo viene quindi lasciato stagionare e poi viene terminato a mano. Fatto! Le prime stime dimostrano che questo processo necessita di almeno il 75% di energia in meno per essere portato a termine.

Pertanto, se da un lato ci servono 6-10 anni per fare una sedia, il procedimento richiede l’intervento di pochissimi oggetti artificiali ed è in realtà più veloce ed efficiente del sistema che viene utilizzato ora.

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Questo procedimento è completamente inoffensivo per le piante?

Sì. Non è in alcun modo accostabile al sistema di allevamento industriale che è in larga misura dannoso per gli animali. I nostri alberi sono più sani del normale perché ogni ramo conta per noi, e ciascuno di essi ha bisogno di cure. L’idea è che possiamo produrre gli oggetti che desideriamo- in questo caso, mobili- facendo solo minuscoli aggiustamenti al mondo naturale. E’ una sorta di foresta organizzata in modo sano, che dà vita a una sedia l’anno.

Avete già avuto il primo raccolto?

Sì, abbiamo raccolto il primo lotto di lampade, è stato esaltante! Ora hanno quasi ultimato la stagionatura (essiccamento), per cui ci lavoreremo su per rifinirle nelle prossime settimane.

lampada full grown

Quali sono i prossimi passi?

Attualmente stiamo perfezionando la tecnica, coltivando nuovi progetti e preparandoci ad espanderci globalmente aiutando nuovi siti ad iniziare.

Sì, perché nell’attesa di nuovi raccolti (ogni mobile è disponibile in pre-ordine o su commissione sul sito di Full Grown), il progetto si sta espandendo: tessendo relazioni e facendo rete per contribuire, tramite l’offerta di consulenze e grazie all’esperienza maturata sul campo, a formare nuovi “coltivatori di mobili” in Europa e nel mondo.

Intervista a Gavin Munro, l’uomo che coltiva i mobili ultima modifica: 2016-05-05T08:00:53+02:00 da Valentina Tibaldi
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Intervista a Gavin Munro, l’uomo che coltiva i mobili ultima modifica: 2016-05-05T08:00:53+02:00 da Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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