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Per fare un tavolo ci vuole l’ONU

La Città di Torino e la Rete ONU – Rete Nazionale Operatori dell’Usato – daranno vita a una sperimentazione di 6 mesi per l’incentivazione del riuso, attraverso la quantificazione del beneficio ambientale, al quale viene correlato uno sgravio fiscale sull’imposta comunale per la tassa di smaltimento dei rifiuti.

Prendi un bosco, taglia gli alberi, trasportali, ricava le assi, trasportale,  sagoma i pezzi, assemblali, trasportali, commercializza il mobile, vendilo e trasportalo a casa dell’acquirente. Hai generato un gran consumo di materie prime, inquinamento dell’aria, emissione di gas climalteranti e ridotto la salubrità dell’ambiente per l’uomo. Puoi ripetilo infinite volte oppure puoi aderire a un sistema in cui quel mobile non viene buttato ma rimesso a nuovo e commercializzato nel mercato dell’usato questa volta con un impatto ambientale quasi zero.

La rete ONU – si pone questo obiettivo e ha adottato un sistema di calcolo per il computo dei benefici ambientali derivanti dal riutilizzo dei prodotti, paragonato all’acquisto di un oggetto nuovo unitamente al mancato smaltimento del vecchio. Il sistema di calcolo poggia sul data base EcoInvent, e sul capitolato tecnico LCA e utilizza 4 indicatori di sostenibilità: CO 2, materie prime, salvaguardia degli ecosistemi, allungamento della vita media degli umani in salute.

La Città di Torino,  appena salita sul podio tra le finaliste per la nomina a Capitale Europea dell’Innovazione, dopo i 6 mesi di sperimentazione, valuterà quali provvedimenti amministrativi adottare al fine di rendere effettivo il sistema, coinvolgendo gli operatori economici interessati e i cittadini. Verrebbe applicato così per la prima volta un sistema innovativo di economia circolare

Sebastiano Marinaccio, Presidente Mercatino e Vicepresidente Rete ONU, ci fornisce alcuni dati: “Noi italiani non siamo produttori di materie prime ma abbiamo un bene importantissimo costituito dalle nostre case (circa  l’80% degli italiani sono proprietari di case) e dal loro contenuto, dal vecchio mobile, ai vestiti, alle stoviglie, agli abiti. Tutto questo è un patrimonio che andrebbe valorizzato e reimmesso nel sistema, creando nuova fiscalità, posti di lavoro e soprattutto attivando un modello virtuoso”. Stiamo parlando di cifre importanti. “Rete ONU – continua Marinaccio –  nel  2015, ha transato beni per 80.000 milioni di euro circa.  L’attività della Mercatino Franchising nella Città di Torino ha consentito di recuperare da novembre 2014 a ottobre 2015 qualcosa come 358.522 oggetti che equivalgono a: 838 tonnellate di peso, 3.782 tonnellate di CO02 equivalente, 5 anni di vita, 924 camion di 16 metri, 80 mc, 8 palazzi di 15 piani”.

Enzo Lavolta, assessore all’ambiente, innovazione e smart city, dichiara: “Con questo protocollo tra Città e Rete ONU si aggiunge un tassello al modello torinese di smart city, introduciamo infatti un meccanismo nuovo e virtuoso di circular economy, che allunga la vita dei prodotti, che incentiva il riutilizzo e che riconosce il valore e i benefici di azioni che ne riducono l’impatto ambientale. Quello che vogliamo introdurre è il concetto di corresponsabilità nella produzione dei rifiuti e allo stesso tempo riconoscere, anche economicamente, i comportamenti virtuosi.

La prossima volta che dovete comprare un mobile o un qualsiasi altro prodotto sappiate che esiste una alternativa che fa bene all’ambiente e per una volta anche al portafogli!

Per fare un tavolo ci vuole l’ONU ultima modifica: 2016-04-29T08:00:53+02:00 da Alessandra Cavone
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