Cambiamento climatico e migrazioni forzate

Hello! Una guida-fumetto per aiutare i rifugiati in Europa

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Hello! Una guida-fumetto per aiutare i rifugiati in Europa ultima modifica: 2015-09-24T08:00:57+00:00 da Sara Merlino
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«Davanti alle esitazioni dei governi ho capito una cosa sola: spetta ad ognuno di noi arrangiarsi per fare qualcosa. Pensavo di accogliere una famiglia, poi mi sono detto: possiamo fare di meglio». Sono parole di Philippe Gloaguen e, se questo nome non vi dice nulla, forse capirete subito di chi si tratta se scrivo “Guide du Routard“: la guida di viaggio più apprezzata e comprata dagli amanti di un certo tipo di vacanza. Lui, Gloaguen, è il direttore, ma i viaggiatori a cui si rivolge questa volta sono altri. Si tratta purtroppo di rifugiati, di persone che stanno fuggendo dai loro Paesi d’origine, dai conflitti e dalla morte, in cerca di un luogo dove ricominciare a vivere normalmente.

Ci troviamo ormai da giorni di fronte a una situazione eccezionale, una vera emergenza a cui bisogna assolutamente pensare anche in termini di “logistica” e di sicurezza per queste persone che si trovano in luoghi sconosciuti, spesso a piedi o con mezzi di fortuna e non che hanno idea di dove dirigersi.

routard Hello!

Così, ecco nascere questa guida prodotta in circa 4000 copie dal titolo “Hello!“, rivolta ai profughi stessi ma soprattutto  alle numerose organizzazioni non-governative che, per quanto stiano cercando di soccorrerli e aiutarli, spesso sono a corto di interpreti e traduttori e di personale. E’ un vero ponte di comunicazione tra organizzazioni umanitarie e rifugiati che sfrutta l’utilizzo di segni e icone. La vera trovata di “Hello!” è che si tratta di una guida esclusivamente illustrata di ben 90 pagine: ci sono tutte le emergenze e i bisogni primari di cui necessita una persona durante uno spostamento come questo. Dagli alloggi ai trasporti, dalla sanità all’ igiene personale, dal cibo (per esempio sono indicati i divieti alimentari) all’ ubicazione dei luoghi di culto.

routard Hello!

In questo modo tutti, ma proprio tutti, sono in grado di capirla, anche chi non conosce l’alfabeto latino oppure parla dialetti molto difficili da tradurre. Per la distribuzione si stanno attivando già le diverse Ong (che hanno anche collaborato a crearla), i volontari e le associazioni di accoglienza.

routard Hello!

Ma questa guida Routard non è il solo esempio del genere. In questi giorni si stanno sviluppando diversi progetti simili: InfoAid, per esempio, è un’applicazione creata in Ungheria che fornisce preziose informazioni in tempo reale: dalle frontiere chiuse, fino ai trasporti per giungere a destinazione o informarsi sulle procedure d’asilo.
In Croazia è stata persino creata una pagina Facebook che fornisce moltissime informazioni fondamentali per i migranti in cammino, aiutandoli a trovare mezzi di trasporto: altro scopo di queste iniziative è il monitoraggio delle migliaia di mine disseminate su una vasta fetta di territorio durante la guerra nella ex-Yugoslavia, che costituiscono ovviamente un enorme rischio per chi attraversa queste zone a piedi.

Non si dovrebbe dimenticare che il Pianeta è un bene comune, di tutti gli esseri che lo abitano. E non solo i conflitti, le guerre e le tragedie umane possono determinare i fenomeni migratori, ma anche altri tipi di disastri come quelli derivanti dai cambiamenti climatici e dai fenomeni che li accompagnano. Desertificazione, alluvioni, tifoni. In questo caso si parla di “profughi ambientali”, un fenomeno che esiste già ed è purtroppo destinato a crescere.

oggiscienza.it

“È importante che le istituzioni, e i cittadini di tutto il mondo comprendano l’interdipendenza che lega le comunità umane e il loro ambiente di vita, ma anche le comunità umane tra loro. Una maggiore consapevolezza rispetto a queste connessioni può portare ad evidenziare le nostre responsabilità rispetto alle altre comunità che abitano la nostra Terra. Preconcetti e disinformazione alimentano un clima di tensione, se non di aperto razzismo, nei confronti dei migranti che arrivano nel nostro Paese alla ricerca di migliori condizioni di vita, spesso costretti a lasciare le proprie case a causa di fenomeni ambientali (siccità, alluvioni, perdita di fertilità dei terreni, desertificazione) che hanno nelle attività antropiche la loro causa”. Il dossier di Legambiente “Profughi Ambientali”- Cambiamento climatico e migrazioni forzate ci mette in guardia con queste parole e con una serie di studi e ricerche su questo delicato tema che volenti o nolenti ci troveremo presto a dover affrontare.

 Cambiamento climatico e migrazioni forzate

Ed ecco come si apre questo interessantissimo lavoro: “Le previsioni per il futuro sono alquanto allarmistiche. Secondo lo scienziato Mayer, entro il 2050 si raggiungeranno i 200/250 milioni di rifugiati ambientali e secondo il Programma delle Nazioni Unite sull’ambiente (UNEP) nel 2060 in Africa ci saranno circa 50milioni di profughi climatici. Ancora più pessimiste, le stime del Christian Aid che prevede circa 1miliardo di sfollati ambientali nel 2050.
Tenendo in considerazione l’enorme numero, attuale e futuro, di evacuati per cause ecologiche il XXI secolo potrebbe essere definito come il “Secolo dei rifugiati ambientali”, nonostante il termine non sia ancora riconosciuto dalle leggi internazionali”.

E’ ora dunque di aggiornare non solo le leggi, ma anche la concezione di un Mondo più aperto alle emergenze e ai cambiamenti che ci aspettano e di cui siamo i soli responsabili.

Immagini tratte da “Hello!”; www.oggiscienza.it; “Profughi Ambientali Cambiamento climatico e migrazioni forzate”, Legambiente

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Nata a Bra (CN) e da circa 8 anni vive e lavora a Cherasco, piccola città medievale alle porte delle Langhe, con Francesco e tre gatti. Si occupa di cultura e organizzazione di eventi gestendo un piccolo spazio nato per promuovere l'arte contemporanea sul territorio. E' convinta che la creatività sia la risorsa più preziosa; crede nel rispetto per ogni essere vivente e per l’ambiente e si impegna a dimostrarlo anche nei piccoli gesti quotidiani.

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