Vieni a ballare in Puglia, Caparezza canta luci e ombre della sua terra

Il ritratto contraddittorio di una terra meravigliosa, divisa tra bellezze naturali e una cronaca nera che ogni giorno parla di un ambiente minacciato. Vieni a ballare in Puglia è il brano con cui Caparezza omaggia la sua splendida regione, additandone gli aspetti negativi che rischiano di mettere in ombra le straordinarie risorse su cui potrebbe puntare.

Il brano, pubblicato nel 2008, ha tutti i numeri della hit estiva, ma al ritmo verace e coinvolgente si accompagna un testo incisivo e icastico,  che non rinuncia all’ironia. Il cantautore elenca così una serie di patologie che continua a soffocare la Puglia, dalle catastrofi ambientali come gli incendi del Gargano alla negligenza delle imprese, dall’inquinamento chimico alla criminalità organizzata.

Vieni a ballare in Puglia - cover

Ballare” sta per “morire”, come si può dedurre dall’intro del pezzo, affidato ad una voce monumentale della canzone italiana Made in Puglia, quella di Al Bano Carrisi. “I delfini vanno a ballare sulle spiagge.  Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti. Le nuvole vanno a ballare all’orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento. E tu, dove vai a ballare?”.

Ispirandosi alla più drammatica attualità, la canzone esprime al meglio due aspetti della stessa medaglia. La Puglia e le sue ricchezze naturali, mete da sogno per i turisti di tutto il mondo, e allo stesso tempo terra di morte, a partire dalle scorie chimiche emesse dalle grandi imprese, incubo mortale per cittadini e lavoratori.

Che sia per “la diossina dell’ILVA”, per i “veleni dell’ENI”, o per l’inquinamento delle acque del mare, la denuncia di Caparezza è forte e diretta contro quelle fabbriche che mettono in primo piano l’aspetto economico del loro lavoro, piuttosto che la salute degli esseri umani che esso compromette. “Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese. Dove quei furbi che fanno le imprese no, non badano a spese, pensano che il Protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese”.

Lo stabilimento ILVA a Taranto, citato in "Vieni a ballare in Puglia" tra i responsabili dell'inquinamento della regione.
Lo stabilimento ILVA a Taranto, citato in “Vieni a ballare in Puglia” tra i responsabili dell’inquinamento della regione.

Dove tutto sembra perfetto agli occhi dei turisti, c’è una realtà ben più tragica e amara. Cittadini alle prese con l’aria inquinata e portatrice di malattie e di morte, immigrati maltrattati e sfruttati nei campi, aziende che consapevolmente ignorano le più elementari norme di sicurezza.

L’intero brano è un gioco di dualità, così come il video, in cui il rapper veste i panni di una guida turistica alle prese con un gruppo di visitatori a cui nascondere i numerosi morti presenti nel loro “tour” alla scoperta delle meraviglie pugliesi.

Caparezza canta lo scempio di una situazione critica a cui bisogna porre fine con urgenza, ma anche il dolore di chi ama la propria terra ed è stanco di vederla collassare, mentre chi di dovere non affronta la questione. Vieni a ballare in Puglia, facendo leva su immagini macabre e purtroppo reali, è dunque un invito a non girarsi dall’altro lato, ad agire e fare qualcosa per salvare il futuro di una delle più belle regioni italiane, che con il suo patrimonio storico e ambientale ha tutte le carte in regola per essere tra le eccellenze del nostro Paese.

Di seguito il testo completo della canzone

    Vieni a ballare in Puglia

I delfini vanno a ballare sulle spiagge
Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti
Le nuvole vanno a ballare all’orizzonte
I treni vanno a ballare nei musei a pagamento
E tu dove vai a ballare?

 Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
Tremulo come una foglia foglia foglia
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
Perché può capitare che si stacchi e venga giù

 Ehy turista so che tu resti in questo posto italico
Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al
manicomio
Mare Ariatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio
Ma qui nel golfo c’è puzza di zolfo, che sta arrivando il
demonio
Abbronzatura da paura con la diossina dell’ILVA
Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo
Assomigli alla Pimpa
Nella zona spacciano la moria più buona
C’è chi ha fumato i veleni dell’ENI, chi ha lavorato ed è
Andato in coma
Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste
accese
Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo
paese
Dove quei furbi che fanno le imprese no, non badano
a spese
Pensano che il Protocollo di Kyoto sia un film erotico
giapponese

 Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
Dove la notte è buia buia buia
Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu
Che devi ballare in Puglia Puglia Puglia
Tremulo come una foglia foglia foglia
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
Perché può capitare che si stacchi e venga giù

 È vero qui si fa festa ma la gente è depressa
e scarica
Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi
assumere in fabbrica
Tra un palo che cade e un tubo che scoppia in quella
bolgia si accoppa chi sgobba
E chi non sgobba si compra la roba e si sfonda finché
non ingombra la tomba
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori
Dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai
fuori
Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in
barattoli
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come
coriandoli
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo
ingrati e ci siamo dimenticati di essere figli di emigrati
Mortificati, non ti rovineremo la gita
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita

Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
Dove la notte è buia buia buia
Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu
Che devi ballare in Puglia Puglia Puglua
Dove ti aspetta il boia boia boia
Agli angoli delle strade spade più di re Artù
Si apre la voragine e vai dritto a Belzebù

 Oh Puglia Puglia mia, tu Puglia mia
Ti porto sempre nel cuore quando vado via
E subito penso che potrei morire senza te
E subito penso che potrei morire anche con te

Alberto Pinto

Beneventano, laureato in comunicazione audiovisiva.
Appassionato di cinema, serie televisive, viaggi e di tutto ciò che è arte e comunicazione.
Creativo, curioso e sognatore, ama immergersi nelle storie e scoprirne dettagli e sfaccettature.
Per eHabitat scrive di musica e di cinema

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