Gli uccelli: fra finzione e realtà

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Gli uccelli: fra finzione e realtà ultima modifica: 2015-07-26T08:53:49+00:00 da Emanuel Trotto
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Poster

Il fatto

Melanie incontra casualmente in un’uccelleria l’avvocato Mitch Brenner. Con il pretesto di recapitargli due “pappagallini inseparabili” Melaine si reca a Bodega Bay dove Brenner vive con la paranoica madre Lydia e con la sorellina Cathy. Mentre Melanie e Mitch si innamorano, Bodega Bay è sconvolta da una improvvisa follia che rende aggressivi stormi di uccelli. Da sparuti attacchi, a vere e proprie invasioni domestiche. La popolazione ha paura, si barrica in casa. La situazione crolla rapidamente…

Il commento

Una volta lo scrittore argentino Jorge Louis Borges, recensendo un libro immaginario nelle sue Finzioni, conclude che il fantomatico autore “è incapace di sottrarsi alla più goffa delle tentazioni dell’artista: essere un genio”. Questa affermazione la si può applicare a quel genio (è proprio il caso di dirlo) di Alfred Hitchcock. Inglese, con ben cinquanta titoli all’attivo, è riuscito a mettere in campo uno dei più dolorosi traumi psicologici, il più difficile da affrontare: il complesso di Edipo. Il regista lo ha inscenato con uomini deboli, vittime degli eventi, ma che hanno al loro fianco figure femminili forti e determinate. A volte capita che si crei un pericoloso triangolo (lui-lei-la mamma di lui) con conseguenze sanguinose (Psycho, 1960 per farne l’esempio), a volte un elemento esterno scioglie tutto attraverso un compromesso. Questo è il caso de Gli uccelli (1963).

Tippi Hedren ne Gli Uccelli
Tippi Hedren ne Gli Uccelli

In una cittadina vicino a San Francisco, Bodega Bay, vive un avvocato, Mitch Brenner, con la sorellina Cathy e la madre Lydia. Un giorno lo raggiunge Melanie Daniels, giovane e spregiudicata ereditiera che Mitch ha conosciuto in un negozio di animali a San Francisco. Per Melanie quella che doveva essere una rapida visita diviene un soggiorno forzato, dapprima per l’opprimente presenza di Lydia, l’imminente festa di compleanno di Cathy e poi per una misteriosa aggressività negli uccelli che rende impossibile gli spostamenti. In stormi corvi, gabbiani, passeri attaccano la popolazione, arrivando ad uccidere qualcuno, o a ferirlo profondamente nel corpo e nello spirito. 

Gli Uccelli1

Il genio, ciò di cui nessun artista può fare a meno, in Hitchcock è stato quello di ribaltare una situazione di partenza “melodrammatica” (il succitato triangolo con tensione crescente) in un vero e proprio episodio di “ribellione della natura” all’uomo. Gli uccelli, considerati dall’uomo simbolo della grazia, divengono i più feroci e determinati oppositori alla presenza dell’uomo sulla terra, ma soprattutto nell’aria.

Hitchcock aveva preso ispirazione per il suo lavoro da un racconto di Daphne du Maurier, eliminando nella sceneggiatura il dato realistico delle epidemie di rabbia che talora spingono stormi di volatili ad assaltare il bestiame nelle campagne: come è accaduto di recente in Cornovaglia , dove ci hanno rimesso la vita un cane, una tartaruga, e numerose persone sono state ferite nell’arco di pochi giorni. I responsabili sono stati dei gabbiani improvvisamente divenuti aggressivi. Il problema è ancora più spinoso da risolvere perché i gabbiani nel Regno Unito sono specie protetta. Si sono formati subito gli schieramenti pro e contro l’abbattimento di questi uccelli.

Questo fatto pone una domanda: chi è il vero problema? I gabbiani aggressivi o gli esseri umani che li vogliono uccidere? Piuttosto bisogna indagare sulle origini di questa aggressività per poterla mitigare, ritornare a quello che dovrebbe essere il rapporto dell’uomo con la natura, una forma di equilibrio che viene perennemente sbilanciato da una parte.

Gli Uccelli 2

Nei suoi trailer Hitchcock non mostrava mai immagini del film in uscita, ma si presentava personalmente di fronte alla macchina da presa per parlare del suo lavoro in maniera del tutto fuorviante. Nel caso de Gli uccelli, in pieno di umorismo inglese, il regista si diletta ad esporre i rapporti che uccelli e uomini hanno avuto, nel corso della storia. Lo fa mostrando una presunta pittura rupestre con un pennuto infilzato, commentando un cappello decorato di piume del XVII secolo (“quale uccello non sarebbe stato orgoglioso di farsi spiumare per decorare questo cappello?”); parlando dell’estinzione di creature come il Dodoperché è la via che deve seguire la natura; sui privilegi che posso avere i canarini in una gabbietta dorata, o esporre la sua vicinanza agli uccelli mentre sta sezionando un pollo arrosto cotto a puntino. Ecco chi sta dalla parte sbagliata della barricata, non solo a Bodega Bay o in Cornovaglia, ma sempre e ovunque. Questi episodi di “aggressività”, sono l’incarnazione dell’imprevedibilità che rende la vita e le relazioni umane delle sciocchezzuole; sono un monito alla fragilità dell‘Uomo che si dimentica di essere un filo in una tela e non chi la tesse. L’uomo è sempre colui che sbilancia.

Il regista

Alfred HitchcockAlfred Hitchcock non ha di certo bisogno di presentazioni. Nato a Londra nel 1899 figlio di agiati fruttivendoli, la famiglia fin da piccolo gli trasmette un grande amore per il teatro, l’arte e lo spirito d’osservazione. Questo, assieme alla estrema severità del padre, lo spinge verso il cinema. Dopo aver studiato presso i gesuiti; aver frequentato corsi serali presso la scuola di Ingegneria e Navigazione; lavorato in una fabbrica di cablature elettriche, viene assunto dalla società cinematografica Famous Players-Lasky-Studious. Dopo tanta gavetta esordisce con Labirinto di passioni nel 1925. E’ il primo di 53 film fra Gran Bretagna (Sabotaggio, 1936; Giovane e innocente, 1937; La signora scompare, 1938) e Stati Uniti (La finestra sul cortile, 1954; Intrigo Internazionale, 1959; Psycho, 1960) ottenendo fama e successo internazionale con le sue trame spionistiche e thriller avvincenti e dallo stile inconfondibile. Muore a Los Angeles nel 1980 poco dopo esser stato nominato baronetto dalla regina Elisabetta II.

Scheda film

  • Titolo originale: The Birds
  • Regia: Alfred Hitchcock
  • Soggetto: Daphne du Maurier (racconto omonimo)
  • Sceneggiatura: Evan Hunter
  • Anno di produzione: U.S.A.1963
  • Interpreti: Tippi Hedren (Melanie Daniels), Rod Taylor (Mitch Brenner), Jessica Tandy (Lydia Brenner), Suzanne Pleishette ( Annie Hayworth), Veronica Carthwright (Cathy Brenner), Etherl Griffies (Miss Boundy), Charles McGraw (Sebastian Sholes), Michael Atterbury (sceriffo Al Malone).
  • Durata: 120′
  • Temi: NEWS, ANIMALI, CINEMA 

 

Clip del film

 

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Nato a Biella nel 1989, si è laureato in Storia del Cinema presso il DAMS di Torino nel 2012, ha partecipato alla rassegna stampa per l’Università al 29, 30, 31mo Torino Film Festival e ha collaborato per il Festival CinemAmbiente 2014. Collabora per diversi blog di cinema e free culture (Il superstite) e associazioni artistiche (Metropolis). Ha diretto due cortometraggi: E Dio creò le mutande (2011), All’ombra delle foglie (2012).

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