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Gesù appare a Torino e ci racconta dei fedeli e della sostenibilità

A forza di essere annunciato con vari messaggi sui muri, Gesù è arrivato veramente. In questi giorni di Ostensione della Sindone, nei luoghi frequentati dai fedeli che da ogni parte del mondo si recano nel capoluogo piemontese, passeggia un Gesù.

Torino Madonna di Campagna

Si fa chiamare Jesus in Turin, è un Cristo molto mediatico ed è come tutti se lo immaginano, molto cinematografico, fisicamente simile a quello messo in scena da Franco Zeffirelli. Interpreta bene il suo ruolo, è buono e accoglie i pellegrini a braccia aperte regalando loro un abbraccio e facendo anche un po’ di crowdfunding. Proprio oggi come allora nonostante i suoi buoni propositi, fin dalle sue prime apparizioni non è stato capito. È stato fermato, portato in Questura e schedato dalle forze dell’ordine.

 

Il motivo dei fermi – almeno 5 – è da rintracciare nelle segnalazioni di alcuni fedeli che si sono sentiti offesi e infastiditi. Durante i colloqui con la Polizia, il Gesù torinese – un autore teatrale e ex montatore cinematografico – si è difeso affermando di non fare nulla di male e ha chiesto quale legge stesse infrangendo. Secondo gli agenti Jesus infrange la legge del buon senso e deve stare lontano dai luoghi frequentati dai pellegrini. Quindi stesso copione oggi come allora. Come nel Vangelo, pur venendo in pace, Gesù non piace ed è costretto a vivere il suo calvario.

 

Inutile dire che Jesus in Turin sta avendo un grande successso. Gestisce una seguitissima pagina Facebook, i suoi fan o discepoli che dir si voglia crescono di ora in ora. Proprio qui comunica al mondo le sue gesta e diffonde il suo pensiero. Incuriositi e sfruttando la sua presenza nei luoghi dei pellegrini gli abbiamo chiesto quale comportamento ecologico adottano. «Sto cercando di incontrare le persone con sguardi e abbracci – risponde via Facebook Gesù – Sono riconosciuto come icona. Raccolgo le testimonianze dei fedeli e ogni tanto anche le cartacce per terra. Farò caso all’aspetto più ecologico delle persone».

Intanto prima delle apparizioni, da tempo la città si era già interrogata sull’impatto del turismo religioso e in particolare proprio sulla gestione dei loro rifiuti. «E’ difficile differenziare il rifiuto del turista di passaggio che non dorme in albergo e probabilmente non mangia neppure al ristorante» – scrive su Eco dalle Città il suo direttore Paolo Hutter.

 

L’Amiat, l’azienda municipale che si occupa dei rifiuti del capoluogo piemontese non si è fatta trovare impreparata. Oltre a piazzare ulteriori cestini per i turisti, informarli attraverso un flyer in 6 lingue circa il trattamento da riservare ai rifiuti, e a creare un’isola ecologica in cui è possibile fare la raccolta differenziata, ha potenziato il servizio di pulizia attraverso un accordo con la casa circondariale Lorusso Cutugno. Tra marzo e settembre, trenta detenuti alla volta, affiancheranno gli operatori Amiat nel servizio di pulizia delle strade. A beneficiare di questo progetto saranno i reclusi che scontano pene lievi.

Tutto sotto controllo dunque nella città che custodisce la sacra reliquia e che intende puntare e sfruttare gli effetti economici di un turismo religioso contenendone l’impatto anche ambientale. Jesus in Turin fa parte dell’indotto che cerca di sfruttare questo grande evento dagli importanti risvolti economici (si stima che saranno 5 i milioni di pellegrini che visiteranno Torino).

Se quando andiamo al Colosseo veniamo accolti dai centurioni e ci facciamo pure i selfie con loro, perchè non accogliere con lo stesso atteggiamento Gesù a Torino? Del resto proprio per i credenti Gesù è un personaggio storico vissuto realmente in un preciso luogo e in una determinata epoca.

Gesù appare a Torino e ci racconta dei fedeli e della sostenibilità ultima modifica: 2015-05-25T08:00:33+02:00 da eleonora anello
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