28 Marzo 2015

Luci spente per l’Ora della Terra

Alla vigilia della conferenza COP21 di Parigi a dicembre, il WWF torna con la consueta iniziativa volta ad accendere l’attenzione sulla salute del Pianeta: oggi sabato 28 marzo dalle 20.30 alle 21.30 si svolgerà l’Earth Hour, manifestazione globale attraverso la quale tutto il mondo resterà al buio per 60 minuti,  al fine di testimoniare il desiderio di un futuro diverso, in cui il clima possa diventare una risorsa e una priorità per il benessere di tutti.

luci spente per l'ora della terra 2015

Anche Torino parteciperà, spegnendo la Mole Antonelliana e la chiesa Gran Madre di Dio. L’amministrazione invita tutti i cittadini a seguire il suo esempio: più il buio cittadino sarà totale, più i riflettori saranno accesi sul nostro pianeta, il cui stato di salute è in continuo peggioramento. Secondo le ultime stime, infatti, lo scorso 2014 è stato l’anno più caldo di sempre, e la situazione non sembra destinata a migliorare.

Per promuovere l’iniziativa, anche Samantha Cristoforetti, astronauta italiana in orbita intorno alla Terra, ha postato sul suo profilo Twitter una foto che la ritrae nella Stazione Spaziale Internazionale con il cartello “Change climate change”, claim dell’edizione 2015.

“Siamo la prima generazione che ha toccato con mano gli impatti del cambiamento climatico e la prima che è in grado di affrontarlo”, ha affermato il presidente USA Barack Obama nel Summit sul clima tenutosi a New York lo scorso dicembre.

Le sue parole costituiscono un richiamo rivolto alla nostra generazione per un impegno concreto, che il WWF chiede di testimoniare spegnendo le luci del nostro sviluppo e rivolgendo lo sguardo là dove ci sono lunghe ombre: il clima sta cambiando proprio a causa dei comportamenti egoisti del genere umano, ed ignorarlo mette a repentaglio anche la nostra società.

mole spenta

Nel 2007, anno della prima edizione, Sidney era l’unica capitale ad essere coinvolta, ma nel 2014, grazie al suo effetto domino, l’Ora della Terra ha spento le luci di 7000 città in 163 Paesi del mondo, coinvolgendo oltre 2 miliardi di persone e centinaia di imprese.

Nel 2015 riusciremo a diventare il doppio?

Silvia Faletto

25 anni, vive a Torino, dove studia geografia e lavora presso la scuola del Cottolengo con bambini meno fortunati di lei.
Orgogliosamente eporediese (abitante di Ivrea, per i neofiti), la battaglia delle arance è un nervo scoperto del suo carattere: a coloro che la definiscono "poco ecologista" è in grado di rispondere argomentando il contrario!
Ama andare in montagna, nuotare, viaggiare, conoscere ed aiutare gli altri.
Curiosa ed attenta al mondo, odia i pregiudizi ed il "è impossibile!".
Ritiene che l'esperienza e il confronto siano il fondamento della civiltà e della cultura, e per questo... Fa molti errori.
Ama scrivere, sorridere e prova ogni giorno a lasciare il mondo un po' migliore di come l'ha trovato.
Oltre a lavorare a scuola e studiare all'università, parla 4 lingue ed è un' europrogettista.
Ultimamente si sta appassionando alla fotografia.
Il suo motto? "la geografia salverà il mondo!".

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