22 Febbraio 2015

Aspettando primavera

aspettando la primavera

Aspettando la primavera, piccole gemme verdi sugli alberi dei ciliegi cittadini possono essere simbolo dell’arrivo della bella stagione?

Qualche giorno fa mi è capitato di passare da Borgo Dora, qui a Torino e di entrare nel Cortile del Maglio per alcune commissioni. Percorrendo la strada che porta all’entrata di questa grande piazza tutta coperta ho notato che i ciliegi che costeggiano questa salita hanno già piccole gemme verdi. Nonostante le ultime nevicate e l’aria che continua ad essere fredda, l’inverno sta cedendo il passo alla primavera?
Le piccole gemme sui ciliegi di Borgo Dora
Aspettando la primavera, le piccole gemme sui ciliegi di Borgo Dora

Dal Cortile del Maglio si accede ad uno spazio più piccolo ma dal nome poetico: il Cortile dei Ciliegi. Il nome del luogo può ben dipendere dai due alberi di questi frutto che si ergono lungo uno dei due lati più lunghi. Questi due esemplari sono più grandi di quelli che si incontrano lungo la salita d’ingresso al Maglio e i rami sono meno facilmente osservabili.

Ospite fra i due ciliegi un bel vaso con ellebori splendidamente fioriti. Non conosco la specie dell’elleboro in questione anche se sicuramente non si tratta di Helleborus Niger, perché quest’ultimo ha candidi petali bianchi, mentre quelli in vaso erano rosa.

Rosa di Natale o elleboro nero, uno dei fiori invernali per eccellenza

Alfredo Cattabiani nel suo Florario ci racconta che questa specie di elleboro è conosciuto anche come Rosa di Natale proprio perché fiorisce da dicembre in poi e i suoi colori, petali bianchi e antere dorate potrebbero simboleggiare l’alba del solstizio invernale e l’oro del sole nuovo.

Nonostante il nome, come pianta natalizia è stata sostituita da altre, adesso sicuramente più diffuse. Indipendentemente dalla specie, in quanto a fioritura è comunque legata al periodo più freddo ma così vicini, ciliegi ed ellebori, sembravano rappresentare ancor più la “stagione di mezzo” in cui stiamo per entrare.

Se l’elleboro è una specie velenosa e non commestibile, il ciliegio invece produce frutti nutrienti e buonissimi. Quando è in fiore invece è di una bellezza romantica e struggente. Soprattutto i giapponesi lo apprezzano e festeggiano durante le feste dell’hanami, letteralmente “ammirare i fiori“. Per farlo si riversano in prati e parchi, facendo pic nic all’aperto e passeggiate per poter godere della magia del momento.
Con le parole di Cattabiani: “Questi fiori sono simboli della Futura Beatitudine ma contemporaneamente anche della fragilità dell’esistenza“. L’hanami ha normalmente luogo a partire dalle ultime settimane di marzo fino a maggio, a seconda della latitudine. Per non farsi cogliere impreparati esiste anche un sito, naturalmente riferito al Giappone, con le previsione delle fioriture zona per zona.
Un dolce tipico dell’hanami è il sakura mochi, preparato con pasta di fagioli e riso pestato avvolto in una foglia di ciliegio salata. Il sakura che dà il nome a questo dolce è il ciliegio che viene tanto ammirato in questo periodo di festa: non produce frutti ma un’abbondanza di fiorellini.
Nell’attesa che queste gemme trovino la temperatura giusta per poter sbocciare possiamo iniziare ad osservare gli alberi che anche in città incontriamo. Non sono pochi e anche loro possono parlarci!
[Immagine in anteprima da www.tradurreilgiappone.com]
Sara Panarella

Vive a Torino, bibliotecaria. Si laurea in Filosofia interessandosi di bambini e multiculturalità e si avvicina alla psicoanalisi e alla cura del pensiero. Ha poi quattro bimbi e un cane che insieme a tanta effervescenza aggiungono interessi nuovi, maggior attenzione per l’ambiente e gli antichi mestieri e saperi, lavorazione dell’argilla, uncinetto, raccolta e utilizzo delle erbe. Una moderna “Strega in famiglia”!

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