5 Dicembre 2014

Temperature da record. Parte a Lima la Cop20

Cop20 di Lima logo

Si sta svolgendo in questi giorni la conferenza sul clima di Lima COP20 mentre le temperature hanno raggiunto nuovi livelli record.

Si svolge in questi giorni a Lima la conferenza sul clima COP20, con l’obiettivo di fornire il testo da adottare a Parigi nel 2015. Tale documento dovrà impegnare le nazioni a ridurre le proprie emissioni senza compromettere lo sviluppo economico dei paesi in via di sviluppo e le possibilità di vita delle future generazioni.

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L’apprensione verso i cambiamenti climatici è alimentata dagli annunci di questi giorni riguardo al caldo del 2014, e difficilmente potrà essere ignorata. La conferma delle alte temperature è giunta anche dallo studio del Met Office e dell’University of East Anglia in Gran Bretagna, il quale, oltre ad evidenziare una temperatura media globale di 0.57° C al di sopra della media a lungo termine (1961-1990), dimostra altresì che, in un mondo senza gas serra, non si potrebbero registrare i dati che caratterizzano quest’anno. Un anno record, dunque.

Oltre che di questo, l’appuntamento peruviano risente di tutta le aspettative crescenti accumulate negli anni, dato che una lunga serie di “nulla di fatto” lo precede – come a Doha 2012 e Varsavia 2013.
Dunque, tutti gli occhi sono puntati verso i leader mondiali, chiamati a prendere decisioni destinate ad influenzare tutti i campi di vita sociale delle nazioni coinvolte.

I primi scontri sono già in atto: se da una parte l’Unione Europea chiede target vincolanti di riduzione, gli USA rifiutano di prendere in considerazione qualcosa che vincolerebbe la crescita economica appena ripresa. Forti attese anche sulla Cina, la quale, secondo gli accordi presi con gli USA, dovrebbe ridurre le emissioni di gas serra, che dovranno iniziare a diminuire al massimo nel 2030, e ad arrivare a una quota di energia prodotta da fonte non fossile del 20% entro lo stesso anno. Si rispetteranno gli accordi?

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Oltre a questi punti, a Lima si stanno anche discutendo nuovi livelli di negoziazione per il Carbon Market, che impegna ogni paese, a prescindere dal livello di sviluppo, a presentare i cosiddetti Intended Nationally Determined Contribution (INDC) entro marzo 2015, in modo da poter giungere al summit di Parigi con già dei numeri definiti sul tavolo. Essi dovranno contenere anche la struttura delle misure da intraprendere in ogni nazione, indicando quindi anche le misure di mitigazione o anche di adattamento della popolazione. In pratica, questi documenti descriveranno come affronteremo realmente i cambiamenti prossimi e in corso. 

Una sfida importante, a cui è vietato rallentare o non rispondere: responsabilizzarsi è un impegno fondamentale per noi e per le future generazioni, così come ricordato dai 30 bambini della MINI COP20, che ai leader chiedono risposte reali e non promesse politiche.

Silvia Faletto

25 anni, vive a Torino, dove studia geografia e lavora presso la scuola del Cottolengo con bambini meno fortunati di lei.
Orgogliosamente eporediese (abitante di Ivrea, per i neofiti), la battaglia delle arance è un nervo scoperto del suo carattere: a coloro che la definiscono "poco ecologista" è in grado di rispondere argomentando il contrario!
Ama andare in montagna, nuotare, viaggiare, conoscere ed aiutare gli altri.
Curiosa ed attenta al mondo, odia i pregiudizi ed il "è impossibile!".
Ritiene che l'esperienza e il confronto siano il fondamento della civiltà e della cultura, e per questo... Fa molti errori.
Ama scrivere, sorridere e prova ogni giorno a lasciare il mondo un po' migliore di come l'ha trovato.
Oltre a lavorare a scuola e studiare all'università, parla 4 lingue ed è un' europrogettista.
Ultimamente si sta appassionando alla fotografia.
Il suo motto? "la geografia salverà il mondo!".

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