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Il social crochet alla fiera tessile del Villaggio Leumann

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Il social crochet alla fiera tessile del Villaggio Leumann ultima modifica: 2014-10-01T08:40:26+02:00 da Sara Panarella
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Domenica 28 settembre si è conclusa la 20.ma edizione di Filo lungo filo, un nodo si farà, fiera della tessitura allestita all’interno del Villaggio Leumann, alle porte di Torino, grazie al lavoro dell’Associazione Amici della Scuola Leumann.

Questo villaggio, nato alla fine del 1800 per volere dell’imprenditore di origine svizzera, Napoleone Leumann, era posto intorno al cotonificio di cui l’imprenditore era proprietario per dare casa e servizi agli operai e agli impiegati della fabbrica. Posizionato in un’area di campagna, offriva tutto ciò che poteva servire a quell’epoca: scuola, infermeria, bagni, stazione, ufficio postale, chiesa e convitto per le operaie, il tutto ideato con un floreale stile liberty dall’architetto Pietro Fenoglio. Oggi la manifattura è chiusa e il Comune di Collegno è diventato proprietario dell’area entrata a far parte delle rete ecomuseale della Provincia di Torino.

Villaggio Leumann ingresso
Ingresso dell’ex-cotonificio, sede della mostra mercato di Filo lungo filo. Foto: archeologiaindustriale.net

Il villaggio Leumann è una suggestiva e quanto mai adatta location per unire insieme artigiani che di tessitura, trame e intrecci ne hanno fatto una professione. La fiera è iniziata venerdì 26 settembre con il convegno dal titolo “Il lavoro possibile“, momento di riflessione su una professione che ha conosciuto il declino ma, anche, la voglia di scommettere sul proprio futuro. Ricco e stimolante il seguito: un fitto programma di mostre, laboratori e quasi ottanta espositori provenienti da tutta Italia ma anche da Svizzera, Francia, Albania, Georgia e Cile. C’è chi si occupa di tessitura a mano, chi di feltro, chi di tintura naturale. O ancora c’è chi propone lana, canapa o persino l’ortica, ma comunque offre un nuovo modo, seppur antico, di ripensare trame ed orditi.

Roberta Castiglione
Social crochet, Roberta Castiglione

Tra questi espositori troviamo un nome molto conosciuto tra le appassionate e appassionati di crochet sul web, Roberta Castiglione, architetto, abruzzese di adozione ma sopratutto creatrice del marchio Lana d’Abruzzo. Questa è la lana che orgogliosamente porta con sè al Villaggio Leumann, una lana morbida e profumata, che non punge, una lana Merinos (perchè come dice lei è tutta una questione di micron) prodotta dalla pecora Sopravissana, allevata sugli appennini abruzzesi.

Una storia affascinante quella che l’ha portata oggi ad essere la “signora della lana“. Un giorno incontrò sul suo cammino un gomitolo di questo filato “che sapeva di buono”: fu l’inizio di un viaggio alla ricerca di quella lana tanto bella. La trovò e decise che meritava investirci sopra, ideando un progetto tutto abruzzese che vedeva quindi necessario trovare anche una filanda locale. Trovata anche questa, con perseveranza e determinazione ha ritessuto una trama, questa volta sociale, tra i vari protagonisti della filiera lana, e insieme hanno iniziato una collaborazione basata su fiducia e stima reciproca alla base, oggi, di un prodotto di qualità.

Social crochet
Foto di Roberta Castiglione in Social crochet

Ma soprattutto ha trovato un nuovo modo di riavvicinare le persone a questo filato e alla sua lavorazione: il social crochet, un gruppo Facebook in cui ci si ritrova ad appuntamenti fissi per lavorare insieme. Durante il social, come viene chiamato questo momento dalle aderenti al gruppo, viene proposto un progetto, corredato da foto e istruzioni. Chi incontra qualche problema può chiedere: Roberta, le amministratrici del gruppo o alcune tra le più esperte rispondono aiutando chi ne ha bisogno. Se prima si lavorava a casa o nei cortili delle case, adesso, ognuna, a casa propria, ha a disposizione una piazza ben più ampia. Una declinazione moderna di un principio molto antico: imparo guardando e facendo insieme a chi è capace. Attualmente sono più di 4.500 le iscritte al gruppo, affiancato da qualche tempo dal social knitting dedicato ai ferri. Luoghi virtuali che sono riusciti a creare rapporti invece molto concreti. Hanno stimolato un senso di appartenenza, sviluppando interesse, entusiasmo e partecipazione per un lavoro che nel tempo aveva quasi perso utilità, soffocato dal dilagare di maglieria a poco prezzo. Invece torna prepotentemente e su tanti settori il recupero di una tradizione,  resa ancora più preziosa dalla consapevolezza del perché ci si è tornati. Perché la lana è un materiale prezioso e sano, sa di buono, profuma e il lavoro che la trasforma da filo ad intreccio, rende il prodotto realizzato unico.

Un gruppo e un lavoro che si sono mossi in occasione del terzo anniversario del terremoto che distrusse l’Aquila come augurio, purtroppo non avverato, di ripartenza. Grazie ad un vero progetto di urban knitting le donne -ma anche qualche uomo- del social crochet prepararono, in base alle proprie possibilità e capacità, delle mattonelle verdi, blu o marroni, che furono poi montate in pannelli e poste in alcuni punti della città distrutta dal sisma.

Villaggio Leumann foto: atc
Villaggio Leumann, foto: atc.torino.it

La stessa solidarietà si è mossa anche in questo caso: le signore del crochet e del knitting hanno prodotto piccole casette, simbolo di Leumann, e sono state messe in vendita durante i tre giorni della mostra-mercato. Ottimo il risultato: sono stati raccolti più di 1000 euro e altri ne potranno arrivare visto che le casette prodotte sono state moltissime e quelle invendute saranno ancora a disposizione in futuri eventi proposti al villaggio, come l’imminente castagnata.

La lana di Roberta Castiglione e il cotone del Villaggio Leumann, due storie diverse con due filati diversi, uniti dal comune desiderio di riportare viva una tradizione riproposta con entusiasmo e determinazione in chiave moderna. Il sostegno dato alla fiera piemontese, unica nel suo genere, lo dimostra.

Il social crochet alla fiera tessile del Villaggio Leumann ultima modifica: 2014-10-01T08:40:26+02:00 da Sara Panarella
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Il social crochet alla fiera tessile del Villaggio Leumann ultima modifica: 2014-10-01T08:40:26+02:00 da Sara Panarella

Vive a Torino, bibliotecaria. Si laurea in Filosofia interessandosi di bambini e multiculturalità e si avvicina alla psicoanalisi e alla cura del pensiero. Ha poi quattro bimbi e un cane che insieme a tanta effervescenza aggiungono interessi nuovi, maggior attenzione per l’ambiente e gli antichi mestieri e saperi, lavorazione dell’argilla, uncinetto, raccolta e utilizzo delle erbe. Una moderna “Strega in famiglia”!

1 Commento

  1. salve roberta, per cortesia come faccio per acquistare la tua belissima lana?

    grazie 1000

    abito a seregno, in via togliatti 38 – mb vicino a monza. fammi sapere grazie
    oliveira sonia

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