27 Settembre 2014

Flood Wall Street, una nuova forma di ambientalismo

Flood Wall Street

Flood Wall Street, un nuovo movimento nasce per denunciare il legame tragico e indissolubile tra il sistema capitalistico e il cambiamento climatico.

Flood Wall Street
Flood Wall Street, la manifestazione

Domenica 21 settembre abbiamo assistito alla più grande marcia ecologista mai vista. Un evento senza precedenti, senz’altro emozionante e coinvolgente. Pure i mass media più generalisti ne hanno parlato, e ad esso hanno preso parte anche alcune figure di spicco dello spettacolo e dei governi mondiali. Ma non basta.

Molti di quelli che hanno marciato forse non sono neanche totalmente a conoscenza delle vere motivazioni che hanno portato al cambiamento climatico che stiamo vivendo. Una di queste è senz’altro il sistema capitalistico, ben rappresentato anche in fase di Vertice ONU dalle banche e dalle grandi industrie multinazionali.

Ecco quindi nascere un nuovo movimento, che marcia sì contro il cambiamento climatico, ma ne vuole prima di tutto denunciare e combattere le cause. Lunedì 22 settembre, il giorno dopo la grande People’s Climate March e il giorno prima dell’apertura del Vertice ONU sul Clima, un’onda blu ha invaso New York, sotto il nome di Flood Wall Street. Migliaia di persone si sono vestite di blu e hanno “inondato” la Lower Manatthan fino ad arrivare ai cancelli di Wall Street.

La più grande marcia contro il cambiamento climatico mai vista

Ricordate Occupy Wall Street, il movimento che nel 2011 si stanziò stabilmente presso Zuccotti Park, a pochi passi dalla Borsa di New York, epicentro della finanza mondiale, per protestare contro gli abusi del capitalismo finanziario? Questa inondazione è sua diretta erede, e vuole denunciare i danni concreti e visibili che questo sistema di consumismo sfrenato ha creato e sta continuando a creare, con il suo insaziabile bisogno di sempre più risorse, che siano naturali, umane o economiche. Un sistema che ci ha portati alla crisi economica che stiamo vivendo, prediligendo l’interesse economico di pochi a fronte del benessere e della sopravvivenza di tutti. Un sistema che ha inquinato l’aria che respiriamo, la terra dove cresce il nostro cibo, l’acqua che beviamo. Un sistema che ci fa ammalare, e che è malato esso stesso. Un sistema grazie al quale la parola “futuro” è sempre più nebulosa.

Lunedì migliaia di persone hanno voluto metaforicamente far “affogare” il primo colpevole di questa situazione, prima che questa situazione ci porti letteralmente ad affogare, complice il sempre più probabile consistente innalzamento del livello dei mari da qui a qualche decennio. Un colpevole che finge di non avere colpe, ma che anzi trae ancora più profitto da questa situazione di crisi ambientale ed economica, che gioca con le nostre pelli e ci illude di trovare soluzioni.

Flood Wall Street
Flood Wall Street, la manifestazione

Quella di lunedì è stata un’inondazione colorata, gioiosa, stravagante: un vero esempio di disobbedienza civile non violenta. Non sono potuti mancare, come di consueto, gli scontri con le forze dell’ordine che hanno portato al sequestro di un centinaio di manifestanti, inclusi un orso polare, successivamente liberato, due Capitan Pianeta e alcune persone sulla sedia a rotelle.

Flood Wall Street
Flood Wall Street, l’orso polare arrestato

Siamo certi che questo non è stato un evento isolato, ma il battesimo di un nuovo modo di essere ambientalisti: con la coscienza delle proprie azioni ma anche di quelle di chi sta “sopra” di noi; un ambientalismo reale, che non si accontenta del verde del prato nel proprio giardino, ma che vuole vedere sparire il verde dei dollari e sostituirlo con un pianeta finalmente verde, ma stavolta sul serio.

#FridaysforFuture: il movimento degli studenti che prendono posizione contro il cambiamento climatico

Non facciamo l’errore che si è fatto negli anni Sessanta: sfruttiamo questo nuovo vento di cambiamento, amplifichiamolo, crediamoci sul serio, facciamo di tutto affinché diventi tempesta. Trasformiamo le belle ideologie in qualcosa che si mangi, come direbbe Gaber. Questa è l’unica rivoluzione possibile. Questo è l’unico modo per far sì che i nostri nipoti riescano ancora a leggere la parola “futuro”.

Flood Wall Street

Veronica Ottria

Laureata in Comunicazione, un Master in Comunicazione per la Sostenibilità, una dose infinita di dilemmi etici.
Con i bambini piccolissimi ha trovato la sua dimensione: baby-sitter da sempre ed educatrice di prima infanzia da poco.
Bacchettona della raccolta differenziata, fissata con la cosmesi naturale, attenta lettrice di etichette, esploratrice di erbe, vegetariana, legge molto, cucina e cuce ancora di più... Una donna all'antica, insomma!
Ama soffermarsi sulle piccole cose, scoprire odori e gusti nuovi, i flashback improvvisi, le facce delle persone, i bambini e gli animali: quell'empatia che con loro è così naturale.
Il mondo che vorrebbe... nella sua testa esiste già!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

I più letti

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Torino n. 36 del 17/12/2014 | Associazione culturale Ambiente in Circolo editrice | © 2014/2020 eHabitat.it

Ultimi articoli di Clima

El Niño

El Niño, probabile sviluppo del fenomeno dalla metà del 2026

El Niño, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, potrebbe tornare con forte intensità tra maggio e luglio 2026, provocando eventi estremi a livello globale El Niño sta per tornare, con le solite forti ripercussioni sulle temperature e le precipitazioni a livello globale: ad annunciare questa previsione è l’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO), che... Leggi tutto

Gaza e Ucraina, il costo climatico delle guerre

Due report sui conflitti a Gaza e in Ucraina documentano il crescente impatto dell’attività bellica sulla crisi climatica Degli effetti a lungo termine delle guerre si parla e scrive sempre troppo poco. Oltre alle vittime di bombardamenti e raid, ci sono migliaia di persone che si ammalano per l’inquinamento dovuto... Leggi tutto
Stato del clima globale

Stato del clima globale, situazione di emergenza

Lo stato del clima globale è in una situazione di emergenza, il report della WMO evidenzia lo squilibrio energetico della Terra ed il caldo record Il periodo 2015-2025 è stato il più caldo di sempre, con 11 anni di temperature record  e l’ultimo anno che ha fatto registrare 1,43°C in... Leggi tutto
WaterLANDS

WaterLANDS, l’importanza delle torbiere minacciate dalla crisi climatica

WaterLANDS, uno studio nell’ambito di questo progetto europeo che mira a ripristinare le aree umide mostra le minacce della crisi climatica per le torbiere Le torbiere sono ecosistemi fondamentali sempre più minacciati dalla crisi climatica. A dimostrarlo è uno studio, condotto dall’Università olandese di Wageningen nell’ambito del progetto WaterLANDS, secondo... Leggi tutto
Go toTop