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7 days of garbage, ovvero quanta spazzatura produciamo in una settimana

Il problema della sovrapproduzione di immondizia è attualissimo a livello globale non solo nel nostro Paese, dove la quantità di rifiuti prodotti negli ultimi trent’anni è cresciuta esponenzialmente, grazie anche alla comparsa di milioni di RAEE.

Questi “nuovi” rifiuti, cioè le apparecchiature elettriche ed elettroniche non funzionanti, in passato erano presenti in quantitativi modesti, o non esistevano del tutto (pensiamo al cellulare) e sono i principali responsabili, insieme ai prodotti usa e getta di cui ci circondiamo troppo spesso, dell’incremento esponenziale dei nostri rifiuti.

Se si continua a parlare meramente di cifre gli individui non si rendono conto di cosa davvero significhi. A far prendere coscienza del fatto, ci ha pensato un fotografo californiano. Gregg Segal ce lo spiega senza mezzi termini, in modo che tutti possano diventare consapevoli di quanta spazzatura produciamo continuamente: “I wanted to go for the jugular” ha commentato così il suo progetto fatto di immagini, che saltano all’occhio per l’aspetto crudo e reale.

Il lavoro si chiama “7 days of garbage”, poiché le persone chiamate a far parte del progetto dovevano conservare la loro spazzatura per 7 giorni e portarla per essere fotografata insieme a loro che l’avevano prodotta.

Bambini, adulti, famiglie tutti sdraiati nella loro immondizia settimanale, con tre possibili sfondi: acqua, spiaggia e foresta.

E se fossimo noi a sdraiarci nella nostra? Ci renderemmo più conto di tutto ciò incessantemente che buttiamo?

7 days of garbage, ovvero quanta spazzatura produciamo in una settimana ultima modifica: 2014-08-27T08:00:16+02:00 da Federica Gemma
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