Ciclista urbano zero emissioni

Città elettriche, a che punto siamo a mobilità sostenibile in Italia?

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Città elettriche, a che punto siamo a mobilità sostenibile in Italia? ultima modifica: 2019-04-24T08:00:11+00:00 da Davide Zarri
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Il recente rapporto di Legambiente dipinge un’Italia sempre più elettrica, connessa, condivisa, multimodale.

Come un neonato che muove i suoi primi passi, il percorso della mobilità ecologica in Italia può senz’altro definirsi primordiale. Eppur si muove, direbbe qualcuno. Sebbene si tratti di una situazione ancora in stato embrionale, essa cela l’opportunità di qualcosa di importante. Questa è la fotografia dell’attuale situazione della mobilità urbana in Italia scattata dal rapporto 2019 di Legambiente, presentato lo scorso 10 aprile a Firenze in occasione di ExpoMove, la fiera sulla mobilità elettrica e sostenibile.

Auto green zero emissioni

Il rapporto, intitolato Le città elettriche, è il primo resoconto sulla mobilità a emissioni zero in Italia. Realizzato da Legambiente in collaborazione con Motus-E – associazione italiana per la promozione della mobilità elettrica – si propone di raccontare cosa le città italiane stanno facendo per camminare lungo la via del cambiamento.

Nonostante i dati sulla densità del parco macchine circolante nel nostro Paese non possano essere definiti incoraggianti, con una media nazionale pari a 661 auto ogni 1.000 abitanti, il rapporto rivela un’Italia in vera e propria transizione culturale e di mobilità. È in corso un’autentica rivoluzione silenziosa, e motore di questo cambiamento sono soprattutto le grandi città.

Trasporto in città taxi notturno

«Le novità – ha spiegato Andrea Poggio, responsabile Mobilità Sostenibile di Legambiente che ha curato il rapporto – sono almeno tre: nelle città ci si muove sempre di più, più ci si muove meno si usa l’auto di proprietà e, infine, ci si muove sempre più smart, connessi e multimodali. Si usano modalità e mezzi diversi anche per compiere lo stesso viaggio».

Svincolo stradale con automobili

Diversi indicatori sono stati considerati per l’analisi della situazione dei 104 capoluoghi italiani: dalla disponibilità di mezzi elettrici, all’inquinamento, al tasso di motorizzazione, alla presenza di piste ciclabili, al modal share. Lo studio di Legambiente riesce così ad individuare il tasso di accessibilità, come la quota degli spostamenti urbani effettuati con servizi di mobilità non proprietaria (trasporto pubblico, servizi di sharing mobility, ciclabilità). Allo stesso modo, per stimare il tasso di spostamenti a zero emissioni, alla mobilità ciclo-pedonale è stata sommata la quota di spostamenti con mezzi elettrici.

Trasporto in città mezzo di trasporto zero emissioni

Dal rapporto emerge che il tasso di motorizzazione, seppur in misura variabile, osserva un trend in diminuzione in quasi tutte le città d’Italia.

Milano, che per distacco guida la classifica delle città italiane per mobilità a emissioni zero, si rivela il capoluogo più virtuoso, le cui ambiziose politiche degli ultimi vent’anni hanno permesso di ridurre il traffico metropolitano di 100 mila auto. Nel capoluogo meneghino, infatti, oltre il 50% degli spostamenti avvengono a piedi, in bicicletta, con le e-bike o con i mezzi pubblici a trasporto elettrico.

Sharing mobility a zero emissioni

Decisamente distanziate tutte le altre città, con Bologna che vede aggiudicarsi il secondo posto con il 40% di accessibilità e una percentuale di spostamenti non inquinanti pari al 39%, seguita da Torino, con i due tassi rispettivamente pari a 27% e 40%. Molto distanziata la Capitale, dove l’accessibilità si attesta al 27% e gli spostamenti a zero emissioni al 20%.

Tuttavia, per quanto il panorama presentato dal dossier mostri un’Italia in crescita, appare più che mai necessaria la definizione di piani strategici che ridisegnino il tessuto urbano in un’ottica di mobilità a zero emissioni, attenta ai bisogni delle popolazioni e volta a migliorare la qualità della vita nelle città.

Ragazzi vivono la città sull'erba di un parco urbano

«È nella definizione di PUMS, Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, incentrati su una mobilità a zero emissioni, che passa il cambiamento delle nostre città, anche e soprattutto per combattere l’inquinamento atmosferico che attanaglia la nostra regione – ha affermato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. Tutte le città, non solo quelle più grandi, dovrebbero dotarsi di PUMS che valorizzino lo spazio pubblico come bene comune, non adibito a parcheggio di mezzi privati quindi, ma ad uso dei cittadini».

Dello stesso parere Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, il quale ha sottolineato: «Dobbiamo convincerci del fatto che uscire dall’inquinamento che contraddistingue i nostri centri urbani è possibile e al contempo possiamo riappropriarci di piazze e strade, rendendo più vivibili e sicure le nostre città. […] Per dare il via a questa rivoluzione, però, servono scelte coraggiose e di sistema, politiche nazionali che fino a oggi sono mancate […]. Occorre dirottare le risorse economiche, destinate ieri come oggi a strade e autostrade, verso gli investimenti per le aree urbane, per rilanciare la cura del ferro del trasporto pubblico e potenziare il trasporto ferroviario per offrire un’alternativa ai pendolari».

Mobilità urbana ecologica

Il rapporto presenta inoltre 12 storie di mobilità elettrica che fanno luce su alcuni esempi di buone pratiche locali, incoraggianti nei risultati e potenzialmente replicabili. Il ruolo di prima della classe lo ricopre il capoluogo lombardo, già oggi esempio virtuoso con il 74% del trasporto locale pubblico a trazione elettrica, entro il 2030 la transizione sarà completata. Tra le diverse storie di mobilità virtuosa figurano Firenze, dove il Comune ha promosso l’adozione di 70 taxi a propulsione elettrica, Ostuni (BR), capace di valorizzare la mobilità elettrica in chiave turistica, e Medicina, in provincia di Bologna, dove è stata creata una vera e propria rete di punti per la ricarica di veicoli elettrici a disposizione della cittadinanza.

È anche attraverso questi esempi che si innescano i cambiamenti sostenibili in ambito urbano per una migliore qualità dell’aria e della salute nell’interesse dell’intera collettività.

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Classe 1992, di origini bolognesi, ha vissuto i suoi ultimi cinque anni con la valigia in mano. Ambasciatore italiano all’estero, è innamorato della sua terra, con i suoi colori, i suoi odori, i suoi sapori. Laureato in Food System Management all’Università di Bologna, ha una passione per il cibo, le lingue e la politica. Creativo, dinamico, affascinato dall’innovazione ed il cambiamento, nutre un interesse genuino per tutti i temi relativi alla sostenibilità. Alla continua ricerca della meraviglia, sostiene con forza che solo la conoscenza renda le persone davvero libere.

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