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Scogliera corallina in Puglia, conferme e smentite: nuoteremo fra i coralli anche nel Mar Mediterraneo?

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Scogliera corallina in Puglia, conferme e smentite: nuoteremo fra i coralli anche nel Mar Mediterraneo? ultima modifica: 2019-03-20T13:30:57+00:00 da Valentina Tibaldi
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Non una barriera corallina in stile Maldive. Il ritrovamento di una scogliera di coralli al largo di Monopoli, in Puglia, ha fatto parlare di sé, scatenando la fantasia di molti, proiettati immediatamente nei mari del Sud per una nuotata fra i pesci pagliaccio. D’altro canto, la notizia ha destato una giusta dose di preoccupazioni legate al cambiamento climatico, al surriscaldamento dei mari e alla conseguente infiltrazione di specie aliene nel Mar Mediterraneo. Ebbene, si plachino gli animi. Si tratta di un ritrovamento di assoluto interesse naturalistico, ma non di un reef corallino di tipo tropicale.

barriera corallina

Una scogliera corallina al largo della Puglia

La scogliera pugliese – descritta nella rivista scientifica Scientific Reports – misura almeno 2,5 chilometri. Si pensa, tuttavia, che possa avere un’estensione maggiore- da Bari a Otranto- con alcuni tratti di interruzione. Si trova a una profondità compresa tra i 30 e i 55 metri sotto il livello del mare.

barriera corallina porto rosso monopoli

A riferire il ritrovamento sono stati i ricercatori del dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, guidati dal direttore Giuseppe Corriero. Gli studiosi stavano mappando i fondali di coralli rossi e ostriche con l’ausilio di robot sottomarini, quando hanno notato una biocostruzione di coralli concatenati fra loro e pullulanti di biodiversità. Il paragone con le barriere coralline è stato immediato ma, secondo gli esperti, le differenze fra la Puglia e gli habitat tropicali sono molte e sostanziali.

Puglia vs Maldive, le differenze

Innanzitutto, la luce. La barriera corallina classica si sviluppa quasi a pelo d’acqua, creando secche e atolli. La scogliera corallina pugliese invece, di tipo mesofotico, è situata a una profondità di oltre 30 metri, dove le condizioni di luminosità sono molto differenti. Proprio la capacità di svilupparsi e sopravvivere a tali profondità rendono il ritrovamento particolarmente interessante.

Nei reef tropicali le madrepore (l’ordine di coralli che forma le barriere coralline) vivono in simbiosi con delle microalghe, responsabili delle loro vivaci colorazioni e della formazione dei loro caratteristici scheletri calcarei. A causa della più elevata profondità, nella scogliera pugliese queste microalghe non sono invece presenti.

barriera corallina biodiversità

Altro elemento di differenza, l’ecosistema che vi ruota attorno. Le barriere coralline tropicali traboccano di pesci, molluschi, murene, crostacei dai colori sgargianti. Al contrario, nella biostruttura mediterranea la biodiversità, pur contando oltre 200 specie, è molto più discreta nelle forme e nelle tinte, e si costituisce principalmente di invertebrati.

Barriere coralline e riscaldamento globale

Per ora, non possiamo pertanto annoverare fra le meraviglie naturalistiche nazionali una barriera corallina a tutti gli effetti. E a dirla tutta, meglio così. Stando a quanto riportato dallo stesso Antonio Corriero, sono almeno 100mila anni che ecosistemi di questo tipo sono spariti dal nostro mare. All’epoca le acque del Mediterraneo erano più calde, oggi hanno ripreso a scaldarsi a causa del riscaldamento globale. Incontrare a queste latitudini, dunque, una barriera corallina tropicale non sarebbe un buon segno.

[Immagine in apertura di pagina: Scientific Reports]

Scogliera corallina in Puglia, conferme e smentite: nuoteremo fra i coralli anche nel Mar Mediterraneo? ultima modifica: 2019-03-20T13:30:57+00:00 da Valentina Tibaldi
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Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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