cedro del Libano e vigneti

Il cedro del Libano di La Morra, nelle Langhe un albero diventa simbolo di amore eterno

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Il cedro del Libano di La Morra, nelle Langhe un albero diventa simbolo di amore eterno ultima modifica: 2019-02-14T08:00:40+00:00 da Valentina Tibaldi
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Maestoso, imponente, monumentale. Siamo nelle Langhe, a La Morra (frazione Annunziata), sulla sommità del colle Monfalletto. Qui, circondato da filari di uve Nebbiolo per la produzione del Barolo, sorge un cedro del Libano (Cedrus libani). In un territorio che invita a lunghe passeggiate rigeneranti, si trova in una posizione panoramica, non lontana dalla vivace Cappella del Barolo. Impossibile per i visitatori non notarlo. Impossibile non domandarsi quale sia la storia di una presenza arborea tanto gradita quanto particolare.

cedro del Libano e veduta sulle langhe

Un simbolo di amore eterno

Era il 1856. Costanzo Falletti di Rodello ed Eulalia Della Chiesa di Cervignasco, avi della famiglia Cordero di Montezemolo dell’azienda agricola Monfalletto a La Morra, decisero di rendere visibile e concreto il loro sentimento. Nel giorno delle loro nozze, dunque, i due piantarono un cedro del Libano. Lo investirono di un incarico importantissimo e propiziatorio: diventare per la comunità locale un simbolo tangibile di amore reciproco e un manifesto di devozione per la terra.

Secondo quanto tramanda la tradizione di famiglia, i giovani sposi si auspicavano che tale sentimento restasse sempre saldo nell’animo dei loro discendenti. Lalbero, poco a poco, sarebbe cresciuto, ricordando giorno dopo giorno questo loro desiderio alle generazioni future. Oggi, dopo oltre 160 anni, chiunque si trovi a passare da quelle parti è testimone delle loro promesse nuziali e dell’amore che nutrivano per le Langhe.

cedro del libano da vicino

Il cedro del Libano, dispensatore di quiete

Abbiamo chiesto ad Alberto Cordero di Montezemolo quale significato assume il grande albero per la sua famiglia e per il territorio. “Il cedro del Libano è sempre stato una pianta affascinante per tutti. In primis per la conformazione stessa dell’albero e poi per la sua collocazione, isolata, in cima a questa collina piramidale ricoperta di soli vigneti” ci ha raccontato. “La sua contemplazione, in silenzio, sembra donare un senso di pace e benessere a tutti coloro che si soffermano ad ammirarla. Sarà la sua maestosità, semplice ma imponente, il dolce suono della sua chioma mossa dal vento o la fresca brezza che ti coccola quando ci cammini affianco. Sta di fatto che passare qualche minuto ai suoi piedi rende tutti appagati e rilassati”.

Cedro del Libano: dove si trova e come ammirarlo

Fino a qualche tempo fa, i rami frondosi del cedro del Libano di La Morra (coordinate GPS: 44.6824448, 618624) offrivano ristoro con annesso panorama ai visitatori. Chi lo desiderava poteva raggiungerlo dopo una piacevole passeggiata attraverso i vitigni circostanti.

cedro del Libano proprietà Cordero di Montezemolo

Finché uno scarso rispetto del territorio ha depredato i visitatori di questa preziosa possibilità. “Come altre volte succede in Italia, il livello di maleducazione e poco senso del rispetto altrui e delle cose, ci ha costretto a limitarne l’accesso” ci ha confidato Alberto Cordero di Montezemolo. “Per il bene della pianta stessa, della privacy e del decoro della nostra proprietà, da qualche tempo non è più possibile andare fin sotto l’albero a godere della sua influenza. Si può ammirare semplicemente dalla strada comunale che lo circonda”.

Al momento, dunque, ci si deve accontentare di contemplare il cedro del Libano da una certa distanza. Chissà che un maggiore senso di responsabilità e quello stesso amore per le Langhe che ci si auspicava ai tempi di Costanzo ed Eulalia, non permettano di tornare a godere presto della sua ombra.

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Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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