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In Italia meno rifiuti urbani: i dati del report ISPRA

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In Italia meno rifiuti urbani: i dati del report ISPRA ultima modifica: 2019-01-03T08:00:16+00:00 da Davide Mazzocco
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Nel 2017 la produzione di rifiuti nelle città italiane è stata di 29,6 milioni di tonnellate

Dopo l’incremento nel biennio 2015-2016, nel 2017 la produzione di rifiuti urbani è diminuita tornando al di sotto dei 30 milioni di tonnellate. Secondo i dati resi pubblici dall’ISPRA lo scorso 10 dicembre la quantità di rifiuti urbani prodotta nel 2017 è stata di 29,6 milioni di tonnellate vale a dire l’1,7% in meno rispetto al 2016.

La produzione dello scorso anno è stata simile a quella del 2013 (con un + 0,08% di differenza). Il calo nella produzione di rifiuti è stato più sensibile nelle regioni del Sud (-2,2%) e del Centro (-2%), meno in quelle del Nord (-1,4%). La regione nella quale si è assistito alla maggiore contrazione è stata l’Umbria (-4,2%) seguita dal Molise (-3,1%), Basilicata (-2,8%) e Toscana (-2,7%).

Il podio delle province in cui si producono più rifiuti urbani per abitante sono è tutto dell’Emilia Romagna con Rimini (727 kg pro capite) che precede Ravenna (721 kg pro capite) e Forlì-Cesena (710 kg).

Nel 2017 la raccolta differenziata ha raggiunto il 55,5% del totale con una percentuale del 66,2% nel Nord Italia, del 51,8% al Centro e del 41,9% al Sud; la regione più virtuosa è il Veneto con una percentuale di raccolta differenziata del 73,6% seguita a breve distanza dal Trentino-Alto Adige attualmente al 72%. Fra le province svettano Treviso, Mantova e Belluno con percentuali di raccolta differenziata rispettivamente dell’87,8%, dell’86,6% e dell’83,4%. I fanalini di coda sono tutti in Sicilia: Enna è la maglia nera con appena l’11,3%, Siracusa si ferma al 15,3% e Palermo al 17,3%.

rifiuti urbani

Per quanto riguarda l’umido, invece, si segnala un rallentamento nella raccolta differenziata: la crescita è stata “solamente” dell’1,6% dopo sette anni in cui l’aumento era stato di quasi 8 punti percentuali l’anno. Nel 2017 si è raccolto molto più legno: 800mila tonnellate rappresentano un + 8,2%. Incremento analogo per i rifiuti metallici con un +8% e circa 320mila tonnellate raccolte nella Penisola.

I miglioramenti delle performance nella raccolta differenziata non devono far dormire sugli allori. Gli obiettivi per la preparazione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti introdotti dalla direttiva 2018/851/UE sono del 50% entro il 2020, del 60% entro il 2030 e del 65% entro il 2035. Attualmente la percentuale di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio si attesta al 43,9%, considerando tutte le frazioni contenute nei rifiuti urbani, e al 49,4%, effettuando il calcolo per le seguenti specifiche frazioni: organico, carta e cartone, vetro, metallo, plastica e legno.

Sono 644 gli impianti che hanno gestito i rifiuti urbani italiani nel 2017. Lo smaltimento in discarica ha interessato il 23% dei rifiuti urbani prodotti (6,9 milioni di tonnellate), il riciclaggio delle frazioni provenienti dalla raccolta differenziata o dagli impianti di trattamento meccanico biologico ha raggiunto il 47% della produzione (per il 20% umido, per il 20% il recupero di altre frazioni).

rifiuti: dati ISPRA 2017

Nel 2017 gli inceneritori attivi sono rimasti 39 rispetto ai 41 dell’anno precedente. Nel corso dell’anno sono stati inceneriti 5,3 milioni di rifiuti urbani che, grazie alla termovalorizzazione, hanno prodotto 4,5 milioni di MWh di energia elettrica e 2 milioni di MWh di energia termica.

Nel 2017 l’Italia ha esportato 355 mila tonnellate di rifiuti urbani. Il 40% è stato trasferito in Austria (27,8%) e Ungheria (13,1%): si tratta soprattutto di Combustibile Solido Secondario (CSS) derivante dal trattamento di rifiuti urbani (rappresenta il 37,1% dei rifiuti esportati). Sono circa 213 mila tonnellate i rifiuti del circuito urbano importati nel 2017. Il maggior quantitativo proviene dalla Svizzera (72 mila tonnellate) e corrisponde al 33,6% del totale importato; seguono la Francia con il 19,7% e la Germania con il 15,2%.

Secondo un’analisi economica condotta sui dati MUD, la spesa media pro capite è stata di 171,19 euro/abitante per anno (151,16 euro/abitante per anno al Nord, a 206,88 euro/abitante per anno al Centro ed a 182,27 euro/abitante per anno al Sud).

Foto Pixabay

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Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow Food, Ciclismo, Alp ed ExtraTorino. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online” e “Propaganda Pop”.

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