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Parco Nazionale Isola di Pantelleria: alla scoperta del crocevia del Mediterraneo tra storia e natura

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Parco Nazionale Isola di Pantelleria: alla scoperta del crocevia del Mediterraneo tra storia e natura ultima modifica: 2018-12-12T08:00:24+00:00 da Davide Mazzocco
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È l’ultimo parco nazionale istituito in Italia e il primo della Regione Sicilia. Tra pini e lecci, vigneti e dammusi, una fitta rete di sentieri per gli amanti del trekking e della mountain bike

Il Parco Nazionale Isola di Pantelleria è l’ultimo in ordine di tempo sul territorio italiano e il primo della Regione Sicilia. Quella che fino a due anni e mezzo fa era una Riserva naturale orientata è stata promossa a Parco Nazionale con il DPR del 28 luglio 2016. Con i suoi 6560 ettari di superficie il parco occupa l’80% dell’isola che da millenni è un crocevia del Mediterraneo.

Nella macchia mediterranea una fitta rete di sentieri, adeguata a trekking e mountain-bike, si snoda tra pini e lecci. La varietà dei paesaggi è legata alla natura vulcanica dell’isola: colate laviche, favare, laghi vulcanici e acque termali.

“Contrariamente a quanto si pensa Pantelleria non è un’isola di pescatori, ma di agricoltori” ci spiega Fabio Casano, amministratore del Consorzio Turistico Alberghiero locale. I muretti a secco e i terrazzamenti testimoniano ingegnose pratiche agricole di antica memoria, conservative di preziosa biodiversità.

Pantelleria vite e dammuso-min
Un dammuso in mezzo a un vigneto di zibibbo

Accanto agli ulivi, all’origano e ai capperi, il vero tesoro del parco è lo zibibbo: “Nella nostra isola – continua Casano – la vite subisce un processo di appassimento al sole diverso dalle altre tecniche dei passiti. Inoltre la vendemmia dura due mesi, da metà luglio a metà settembre”.

Dal punto di vista architettonico la principale attrattiva dell’isola sono i dammusi, antiche unità abitative di pietra lavica murata a secco con bianchi tetti a cupola. “I dammusi – continua Casano – sono delle abitazioni ecosostenibili in pietra, con muri spessi due metri e il tetto in tufo. Oltre a garantire il fresco in estate e il caldo in inverno, i dammusi disponevano di cisterne nei quali veniva conservata l’acqua piovana utilizzata lungo il corso dell’anno”.

Montagna Grande, il principale rilievo dell’isola, tocca gli 836 metri e non è raro trovare dei funghi sulle sue pendici.

L'isola di Pantelleria è raggiungibile via mare e dai principali aeroporti italiani
L’isola di Pantelleria è raggiungibile via mare e dai principali aeroporti italiani

All’interno del parco esistono fenomeni di vulcanesimo secondario come quello che si verifica nella Grotta di Benikulà, conosciuta anche come bagno asciutto, si può considerare una vera e propria sauna naturale. La grotta è composta da due ambienti: uno esterno, composto da sedili in pietra con ampia vista sulla piana del Monastero, uno interno nel quale, attraverso una spaccatura nella roccia, fuoriesce vapore acqueo ad intermittenza, ad una temperatura di circa 40 gradi. I vapori sono stati analizzati dall’Università di Palermo e ne sono stati provati gli effetti curativi.

Uno dei luoghi più suggestivi ed unici che offre l’isola di Pantelleria è sicuramente il Lago Specchio di Venere (massima profondità 12 metri), dove il livello delle sue acque è mediamente di due metri sul livello del mare ed è alimentato sia dalle sorgenti termali che dalle piogge.

Il Lago Specchio di Venere è situato nella parte settentrionale dell'isola
Il Lago Specchio di Venere è situato nella parte settentrionale dell’isola

La rete di sentieri permette di scoprire le bellezze dell’isola a piedi o in mountain bike. Le attrazioni non sono solo naturalistiche: oltre ai già citati dammusi, infatti, all’interno del Parco Nazionale Isola di Pantelleria si trovano numerosi siti archeologici.

Le zone archeologiche sono un museo diffuso sul territorio: insediamenti risalenti all’Età del Bronzo, un villaggio del XVI secolo a.C., megalitiche tombe uniche al mondo, un’Acropoli tardo punica e un insediamento tardo romano del V secolo d.C.

La prima popolazione a insediarsi sull’isola, fra il XXII e il XV secolo a.C. fu quella dei Sesioti che arrivò dalla Sicilia per estrarre l’ossidiana, un vetro vulcanico ottenuto dal rapido raffreddamento della lava e molto utilizzato nell’antichità per fabbricare strumenti taglienti.

Il Parco Nazionale Isola di Pantelleria è stato ospite della prima edizione di Parchi da amare
Il Parco Nazionale Isola di Pantelleria è stato ospite della prima edizione di Parchi da amare

Fra le strutture architettoniche più antiche dell’isola vi sono delle caratteristiche tombe a cupola risalenti all’Età del Bronzo. Nel corso dei secoli l’isola ha visto alternarsi le dominazioni fenicia, punica, romana, bizantina, araba (come si comprende dai molti toponimi arabofoni), normanna e aragonese.

Vero e proprio crocevia di culture Pantelleria è un’isola tutta da scoprire, la meta ideale per chi voglia unire la scoperta della natura a quella della storia.

Foto Parco Pantelleria e Visit Pantelleria

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Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow Food, Ciclismo, Alp ed ExtraTorino. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online” e “Propaganda Pop”.

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