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Dalla Liguria alla Calabria attraversando lo Stivale: è rischio idrogeologico per il 91% dei Comuni italiani

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Dalla Liguria alla Calabria attraversando lo Stivale: è rischio idrogeologico per il 91% dei Comuni italiani ultima modifica: 2018-10-30T08:00:38+00:00 da Valentina Tibaldi
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Esondazioni e allagamenti, crolli e allerte meteo, macerie e sfollati. Il quadro del maltempo che, da fine estate a ora, ha messo in ginocchio parti del territorio italiano è poco confortante ma non inatteso. Dalla Liguria alla Calabria, dalla Sicilia alla Sardegna, attraversando lo Stivale. In queste ore, in particolare, è emergenza in tutta Italia, dal Friuli Venezia Giulia al Veneto, dal Piemonte alla Toscana, al Lazio. Nella Liguria di Levante, le immagini parlano di strade e spiagge spazzate via, paesi isolati, moli invasi da yacht ribaltati. Quali i motivi di tanta devastazione? Da una parte, c’è un clima esasperato dal surriscaldamento globale. Dall’altro, gli effetti sul territorio delle forti piogge e di altri fenomeni meteorologici estremi sono le conseguenze di un rischio idrogeologico annunciato. Vittima, a sua volta, di una cementificazione e di un consumo di suolo a dir poco sconsiderati.

Il dissesto idrogeologico in Italia secondo l’Ispra

L’ultimo “Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia” dell’ISPRA, edizione 2018, parla chiaro: è a rischio il 91% dei comuni italiani (rispetto al 88% nel 2015). Oltre 3 milioni di nuclei familiari risiedono in queste aree ad alta vulnerabilità e, complessivamente, sono oltre 7 milioni le persone che abitano in territori vulnerabili.

rischio alluvione inondazioni

Aumenta la superficie potenzialmente soggetta a frane (+2,9% rispetto al 2015) e quella potenzialmente soggetta ad allagamenti (+4%). Complessivamente, il 16,6% del territorio nazionale è mappato nelle classi a maggiore pericolosità per frane e alluvioni (50 mila km2). Quasi il 4% degli edifici italiani (oltre 550 mila) si trova in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata e più del 9% (oltre 1 milione) in zone alluvionabili. Stesso discorso ad alto tasso di rischio per le imprese e gli stabilimenti industriali da un lato, e per i beni culturali dall’altro.

La situazione non migliora attraverso un’analisi a carattere regionale. In nove Regioni italiane (Valle D’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria), infatti, il 100% dei comuni è a rischio. L’Abruzzo, il Lazio, il Piemonte, la Campania, la Sicilia e la Provincia di Trento hanno, poi, percentuali di comuni a rischio tra il 90% e il 100%.

Questo report rappresenta un contributo importante per la conoscenza dei fenomeni di dissesto, per le politiche di mitigazione del rischio nel Paese e per interventi strutturali sul territorio” ha dichiarato il Presidente Ispra Stefano Laporta, in occasione della presentazione dell’analisi. “Informare i cittadini è un dovere ma anche un’operazione dai risvolti importanti dal punto di vista sociale ed economico”.

Rischio idrogeologico, l’allarme di Coldiretti

Dopo un settembre caldo in cui, nonostante i temporali, le precipitazioni sono state addirittura il 61% in meno rispetto alla media storica, il maltempo è arrivato abbattendosi su tutta la Penisola. Con un’anomalia persistente a livello termico, dovuta a insistenti venti di scirocco. Secondo un allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base di dati Isac Cnr, il rischio idrogeologico è amplificato proprio dai terreni secchi.

rischio idrogeologico roccia terreno

L’andamento anomalo di quest’anno” afferma Coldiretti “conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo”.

Territori in ginocchio: 193 morti in 18 anni. E il conto non si ferma

Le tragedie costringono ai bilanci. Secondo dati presentati dalla Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati durante una visita nell’area di San Pietro Lametino in Calabria- teatro di una recente alluvione mortale- negli ultimi 18 anni si sono verificate 36 inondazioni con ben 193 morti.

E il conto non si ferma di certo: in quest’ultima ondata di maltempo sono ben 11 le nuove vittime accertate.

Eppure, se da un lato si piangono le vittime, dall’altro stanno prendendo forma, sui tavoli della politica italiana, proposte di nuovi condoni edilizi che poco tengono in considerazione un’emergenza nazionale di tale portata. Laddove servirebbero analisi del rischio e una pianificazione territoriale capace di aumentare la resilienza dei nostri Comuni, quante tragedie si intendono ancora attendere prima di mettere da parte speculazioni e interessi economici in favore della sicurezza?

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Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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