Marine Litter: cavalluccio mariano con cotton fioc

Marine Litter: l’Italia mette al bando i cotton fioc inquinanti

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Marine Litter: l’Italia mette al bando i cotton fioc inquinanti ultima modifica: 2018-10-23T13:00:35+00:00 da Evelyn Baleani
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La legge di bilancio per il 2018 ha previsto che dal primo gennaio 2019 sia vietato commercializzare e produrre sul territorio nazionale i bastoncini per la pulizia delle orecchie che abbiano il supporto in plastica o comunque in materiale non biodegradabile e compostabile e sia obbligatorio indicare sulle confezioni informazioni chiare sul corretto smaltimento dei bastoncini stessi.”

A comunicarlo è stato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa nel corso del question time alla Camera del 10 ottobre 2018, in risposta a un’interrogazione dei deputati del MoVimento 5 Stelle sui provvedimenti dell’attuale Governo contro le plastiche in mare.

I dati dell’inquinamento da cotton-fioc

Le nostre spiagge sono letteralmente soffocate dai cotton fioc. Sono i dati a parlare con chiarezza: il 9% dei rifiuti sui litorali italiani è rappresentato proprio dai bastoncini per la pulizia delle orecchie non biodegradabili e non compostabili. In sole 46 spiagge monitorate tra il 2016 e il 2017 da Legambiente, ne sono stati trovati quasi 7.000. Praticamente due cotton fioc per ogni passo sulla sabbia.

Inquinamento da cotton fiocNumeri impressionanti che dipendono sia da una depurazione insufficiente sia da comportamenti scorretti. Come denunciato dall’associazione ambientalista in occasione della campagna #Norifiutinelwc, infatti, i cotton fioc raggiungono il mare e le spiagge, passando dai nostri WC, dove abbiamo la brutta abitudine di gettarli, con tutte le ripercussioni ambientali del caso.

Come ogni altro rifiuto in plastica, anche i tempi di decomposizione dei bastoncini per la pulizia delle orecchie sono interminabili. I cotton fioc si aggiungono quindi alla lunga lista dei rifiuti marini, globalmente noti come “marine litter”, inquinando e finendo per essere ingeriti dalla fauna subacquea, con una conseguente contaminazione dell’intera catena alimentare.

Le altre proposte della lotta al marine litter

I provvedimenti previsti nella lotta all’inquinamento da plastica marino per il nostro Paese non si fermano ai soli cotton fioc. Il Ministro dell’Ambiente ha annunciato che “dal Primo gennaio 2020 sarà inoltre vietato mettere in commercio prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche“.

Il Ministero dell’Ambiente, ha poi aggiunto Costa, “è impegnato nella definizione di una proposta normativa che preveda delle soluzioni efficaci alla problematica dei rifiuti abbandonati in mare.” Come riferito dallo stesso Ministro in un’intervista concessa il 18 ottobre 2018 a Repubblica Tv, il provvedimento in questione, significativamente intitolato “Salvamare”, si propone l’obiettivo di anticipare la direttiva europea che prevede il contrasto alle plastiche monouso. In quali termini? Non solo attraverso specifici divieti finalizzati a mettere al bando oggetti usa e getta realizzati in plastica come posate, piatti, cannucce e aste per i palloncini, ma promuovendo anche il recupero dei rifiuti in mare da parte dei pescatori.

Secondo Costa, infatti, i maggiori alleati nella lotta al marine litter sono proprio i pescatori. Per un semplice motivo: metà del loro pescato è costituito da plastica. Attualmente, però, la legge obbliga a rigettare questa ingente quantità di spazzatura in mare, perché altrimenti i pescatori risulterebbero gestori e trasportatori illeciti di rifiuti. Per far fronte alla situazione, il Ministro propone: “cambiamo la legge“, facendo divenire i pescatori protagonisti attivi nella battaglia contro l’inquinamento marino da plastica, “agevolando il conferimento dei rifiuti raccolti durante le operazioni di pesca e garantendo una corretta gestione a terra“.
pescatori

Cittadini attivi contro il marine litter

Mentre la politica segue il suo corso, noi tutti possiamo dare il nostro contributo, attraverso scelte consapevoli e piccoli gesti quotidiani. Una buona occasione per metterci alla prova ci attende con l’imminente Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti (SERR), la campagna di sensibilizzazione ambientale europea che promuove e premia azioni concrete, che hanno come obiettivo la riduzione dei rifiuti. Al centro dell’edizione 2018, in programma dal 17 al 25 novembre, la prevenzione e la gestione dei rifiuti pericolosi. Ricordiamo che fino al 31 ottobre c’è la possibilità di registrare la propria azione. Approfittiamone!

Cover Image – © Justin Hoffman

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Web Content Editor freelance. Si occupa di contenuti per i media (TV e Web) dal 2000. Dopo aver lavorato per alcuni anni in redazioni di società di produzione televisiva e Web Agency, ha deciso di spiccare il volo con un’attività tutta sua. Le sue più grandi passioni oltre l'ambiente? Il Web, la scrittura e la Spagna.

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