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Ambiente: il pericolo Trump e il ritorno all’amianto

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Ambiente: il pericolo Trump e il ritorno all’amianto ultima modifica: 2018-10-16T13:30:02+00:00 da Claudia Zangarini
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La politica sconsiderata nei riguardi dell’ambiente firmata Donald Trump sta iniziando a prendere piede

Come ben sappiamo il Presidente degli Stati Uniti D’America, Trump, ha deciso di uscire dal patto di Parigi sul riscaldamento globale e di smontare molto di quanto fatto dal governo di Obama per la salvaguardia dell’ambiente.

Tolto l’obbligo all’industria automobilistica di produrre macchine con meno emissione di carburante, gli Stati Uniti sono passati al quasi totale annullamento dei divieti dei pesticidi per i terreni agricoli ignorando non solo l’inquinamento da essi prodotto ma anche i danni per chi li inala.

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A causa della politica di Trump si prevede un picco del riscaldamento globale

Non parlando del carbone in cui non solo non c’è intenzione di diminuirne l’utilizzo, ma non vi è neanche una politica accorta che ne allenti le emissioni delle ceneri nell’aria. E, cosa più drammatica, ha nuovamente dato modo di utilizzare l’amianto in vari ambiti industriali.

L’EPA, ovvero l’Agenzia Amricana per il controllo dell’Ambiente, ha dichiarato che a a causa di questa politica ambientale sconsiderata ci potrebbe essere un aumento di 4 gradi a livello climatico entro il 2100. Un danno di dimensioni incommensurabili.

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Donald Trump artefice di una politica ambientalista sconsiderata

Amianto: un pericolo che l’America di Trump non vuole vedere

Per Trump l’amianto o asbesto, non è quel materiale cancerogeno che ha causato la morte di moltissime persone, fatto ormai accertato: si parla di migliaia di morti dovute a questo materiale molto usato in passato nell’edilizia, persone che hanno contratto il mesotelioma pleurico (tumore della pleura), e il carcinoma polmonare.

Sebbene il materiale, un insieme di minerali, in natura sia molto comune, la sua inalazione porta  queste gravi patologie ormai accertate.

Basti pensare che in Italia è bandito dal 1992 e ancora i danni causati all’ambiente e alle persone non sono cessati, inoltre chi vi è costretto ancora a dover lavorare a contatto con questo materiale deve adottare misure di sicurezza ben precise.

L’asbestosi,  è stata la prima malattia correlata all’amianto riconosciuta in Italia. E non solo nel bel Paese: l’amianto è stato vietato in ben 60 paesi. Paesi dove si è lottato per quelle morti, per salvaguardare i nostri figli da un male così silente quanto letale.

Il presidente degli Stati Uniti, però, al grido “se non avessero tolto 400 tonnellate di amianto dalle Torri Gemelle, queste sarebbero ancora sù”, ha deciso di attuare nuove norme che rendono possibile nuovamente l’utilizzo di questo materiale.

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Amianto, in Italia bandito dal 1992 in Italia

Un grave problema non solo per chi vi si troverà a contatto, ma anche per l’inquinamento che la lavorazione del materiale potrà portare.

Insomma, una politica, quella di Trump che mette paura, torna indietro su passi che erano stati compiuti a favore dell’ambiente e della salute dell’uomo.

La speranza di un passo indietro sulla linea di questa politica quanto mai sconsiderata è auspicabile, ma assai improbabile per ora. L’unica cosa che si può fare è parlarne e diffondere quello che sta accadendo. La memoria è la più forte delle armi che abbiamo.

Ambiente: il pericolo Trump e il ritorno all’amianto ultima modifica: 2018-10-16T13:30:02+00:00 da Claudia Zangarini
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Ambiente: il pericolo Trump e il ritorno all’amianto ultima modifica: 2018-10-16T13:30:02+00:00 da Claudia Zangarini

Nata a Torino nel 1982, manifesta velleità artistiche fin dai 3 anni con imitazioni documentate di Simon Le Bon. Negli anni non è diventata la front man di nessun gruppo pop ma ha studiato canto, recitazione, fotografia e un sacco di altre cose perché le piace studiare, punto. Finito il liceo artistico tra un’esperienza e l’altra si laurea prima in Cinema e poi in Teatro Sociale Comunità, lavorando sopratutto in contesti psichiatrici. Ama immergersi nella natura e cerca di fare dei suoi viaggi delle esperienze da poter raccontare con parole e immagini. È la scrittura infatti il suo grande amore e questo, l’ha portata oggi, a vivere sopratutto di giornalismo e comunicazione.

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